Robert Fisk e i venti di guerra sull’Iran

Un articolo inquietante di Robert Fisk sul Fatto quotidiano. Si parla di un possibile attacco di Israele all’Iran ipotizzato da Leon Panetta e da un analista israeliano. Ora io sono fra quelli che proprio non ci crede. Soprattutto NON credo che Obama si avventurerebbe in una catastrofica guerra che farebbe dimenticare quelle recenti. Certo un pericolo ci potrebbe essere perché, come dice Fisk: “Non v’è dubbio che Mahmoud Ahmadinejad è fuori di testa, ma altrettanto suonato è Avigdor Lieberman, sedicente ministro degli Esteri di Israele” e quando si ha a che fare con i fuori di testa può accadere tutto. Io penso che tra il fuori di testa Ahmadinejad e i governanti israeliani (un po’ tutti fuori di testa dopo anni di occupazione) ci sia quasi un patto di ferro. Un patto che si manifesta al meglio nelle vicinanze di qualche elezione importante.
Ad ogni modo divertitevi a leggere l’articolo, citato da Fisk, e altri che vi linko. Dell’esternazione pittoresca di Panetta (le cui esternazioni hanno provocato già danni nel recente passato) ne aveva già parlato Repubblica alla fine di gennaio.

- Ronen Bergman, Will Israel Attack Iran?, New York Times Magazine,25 gennaio 2012.
– Rachel Nolan, Behind the Cover Story: Ronen Bergman on Whether Israel Will Attack Iran, 6thfloor, blog del NYT, 30 gennaio 2012,
Robert Wright, Do Israeli Leaders Really Think Iran Is an Existential Threat?, The Atlantic, 26 gennio 2012.
Maurizio Molinari, “Israele attaccherà l’Iran a primavera“, La stampa, 5 febbraio 2012
Ugo Tramballi, Iran-Israele: la guerra che non verrà. Forse, Il sole 24ore, 4 febbraio 2012.

Propaganda alla ricerca di un nuovo Saddam
L’attacco all’Iran? Serve una bufala
di Robert Fisk

Beirut
Nel caso in cui Israele attaccasse l’Iran nel corso del 2012 si rivelerebbe – insieme agli americani – più folle di quanto pensano i suoi nemici. Non v’è dubbio che Mahmoud Ahmadinejad è fuori di testa, ma altrettanto suonato è Avigdor Lieberman, sedicente ministro degli Esteri di Israele. Forse i due vogliono scambiarsi un favore. Ma per quale dannata ragione gli israeliani vogliono bombardare l’Iran con l’effetto di scatenare la rabbia dei libanesi di Hezbollah e dei palestinesi di Hamas? Per non parlare della Siria, ovviamente. E una simile avventata iniziativa finirebbe per risucchiare tutto l’Occidente – Europa e Stati Uniti – nell’ennesimo, inutile conflitto.
Sarà perché vivo in Medio Oriente da 36 anni, ma la puzza di bruciato la sento subito. Leon Panetta, mica un passante ma il ministro della Difesa degli Stati Uniti, ci avverte che Israele potrebbe anche decidere di attaccare. E lo stesso fa la Cnn – nessuno puzza di bruciato più di questa emittente!! – e si aggiunge al coro anche il vecchio David Ignatius, che non fa il corrispondente in Medio Oriente da dieci o venti anni, ma continua ad essere preso sul serio quando, recitando il solito copione, parla delle sue ”fonti israeliane”.
Mi aspettavo tutto questo quando la settimana passata ho dato una scorsa al New York Times Magazine e ho letto un pezzo tutto preoccupato di un ”analista” israeliano (sto ancora cercando di capire cosa diavolo è un ”analista”), un certo Ronen Bergman, del quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.
Ecco le sue parole che sembrano il solito ciarpame propagandistico: “Dopo aver parlato con molti (sic) leader e capi (ancora sic) di primo piano dei servizi segreti e delle forze armate israeliani, sono giunto alla conclusione che Israele attaccherà l’Iran prima della fine del 2012. Forse utilizzando la piccola finestra ancora disponibile, gli Stati Uniti decideranno di intervenire, ma a sentire gli israeliani le speranze di un intervento militare americano sono poche. C’è invece quel caratteristico cocktail israeliano di paura e tenacia, di coraggiosa fermezza, giusta o sbagliata che sia, di convinzione che in ultima analisi solo gli israeliani possono difendersi”.
Tanto per cominciare, un giornalista che prevede un attacco di Israele contro l’Iran sta mettendo la testa su un ceppo pronto a farsela mozzare. Comunque sia qualunque giornalista con un po’ di sale in zucca – e in Israele sono moltissimi i bravi giornalisti – si porrebbe una domanda: per chi lavoro? Per il mio giornale? O per il mio governo?
LEON Panetta, sì proprio quello che mentì alle forze armate americane in Iraq affermando che si trovavano in quel Paese a causa degli attentati dell’11 settembre, dovrebbe sapere meglio di chiunque altro che sta scherzando col fuoco. E lo stesso dicasi per la Cnn. Ignatius lasciamolo da parte. Ma di cosa stiamo parlando? A nove anni dall’invasione dell’Iraq causata dal fatto che Saddam Hussein aveva una arsenale di “armi di distruzione di amassa” (e non era così), ci apprestiamo a battere le mani a Israele che bombarda l’Iran con il medesimo ancora più indimostrabile pretesto delle “armi di distruzione di massa”. Non ho il benché minimo dubbio sul fatto che a pochi secondi dalla notizia, i grotteschi individui che scrivono i discorsi a Barack Obama sarebbero già all’opera per trovare le parole giuste per giustificare l’attacco israeliano. Se Obama, al solo scopo di essere rieletto, può gettare alle ortiche la libertà dei palestinesi e il sogno di uno Stato palestinese indipendente, ovviamente può appoggiare l’aggressione isrealiana nella speranza di conservare il posto alla Casa Bianca.
Tuttavia se i missili iraniani cominceranno a colpire le navi da guerra americane nel Golfo Persico – per non parlare delle basi Usa in Afghanistan – il lavoro di quelli che scrivono i discorsi ad Obama potrebbe farsi ancora più difficile. Ma per piacere lasciamo fuori da questa storia britannici e francesi.
© The Independent Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Il fatto quotidiano 5 febbraio 2012.

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30 Risposte to “Robert Fisk e i venti di guerra sull’Iran”

  1. Nat Says:

    A parte il fatto che io credo che Obama non conti nulla in questa storia e nemmeno Lieberman. Un attacco di Israele potrebbe essere come quello della centrale irachena e lì non servono bufale. Se Israele non lo farà è perché non è tecnicamente possibile. In ogni caso sarebbe un smentita della pseudo vignetta pacifista di Apicella fan del nucleare iraniano. Una cosa è sicura come per i nordcoreani il nucleare è soprattutto un’assicurazione vita per il regime.

  2. mario Pandiani Says:

    Io non so se Ahmadinejad è realmente un pericolo, certo i mezzi con cui alcuni lo evidenziano sono piuttosto grossolani, ma funzionano, e sono impuniti.

  3. georgiamada Says:

    nucleare è soprattutto un’assicurazione vita per il regime

    Il nucleare purtroppo è anche l’unica assicurazione contro le guerre. Se l’iraq avesse avuto il nucleare il popolo iracheno non avrebbe dovuto soffrire la catastrofe di questi anni, a meno che non ci sia qualcuno talmente fuori di testa da asserire che il popolo iracheno sta meglio oggi di ieri.
    Le dittature sono mostruose, ma le guerre, i bombardamenti, le depredazioni, lo sono di più. In iraq poi sono state sperimentate armi che solo con il tempo sapremo i danni che hanno fatto.
    Tra l’altro quella guerra ha distrutto tutti (a parte un ristretto gruppetto che si è arricchito) , non solo l’iraq, oggi tutti paghiamo con una crisi cosmica, le incontinenze marziali che hanno caratterizzato l’occidente. Abbiamo accettato con incoscienza una guerra ad un pccolo popolo? Oggi la guerra la fanno a noi, ai nostri diritti, alle conquiste del novecento, e sono sempre gli stessi che la scatenarono ieri. Una guerra contro l’europa, una guerra contro l’euro.
    Io, è naturale, non ho mai simpatizzato per saddam (mica sono matta?) e neppure per assad, ma per i due popoli sì, e certo non sono così fuori di testa, nè oggi nè ieri, da credere alla bufala dell’esportazione della democrazia. La democrazia si può portare ma in maniera molto diversa, prima di tutto con l’esempio e poi bandendo dal pianeta ogni guerra.
    Poi certo c’è chi vede certi popoli come di serie b e quindi lì a nostra disposizione, solo per disporne come più ci fa comodo.

    @ N.che diritto ha israele di bombardare le centrali degli altri? un domani dovremmo riconoscere lo stesso diritto di bombardare centrali israeliane?
    Cerchiamo di non sragionare, e pure cinicamente
    La cultura del diritto non può basarsi sul razzismo.

  4. Nat Says:

    @ georgia
    Ma la tua cultura per prima si basa sul razzismo perché fai l’amichetta del popolo iracheno quando ti fa comodo quando i curdi iracheni si facevano e si fanno bombardare dalla Turchia (anche sotto saddam la turchia bombardava) tu non ne parli perché i curdi sono un popolo di serie B proprio per te perché non sono spendibili ideologicamente. Mai detto che Israele ha diritto di bombardare una centrale irachena, ma il diritto internazionale si basa sulla forza è così c’è poco da discutere vale per l’occidente ma vale anche per l’occupazione del sahara occidentale da parte del Marocco. Le tue idee sono vecchie il mondo è cambiato Bush non c’è più alla casa bianca non puoi continuare con la stessa solfa, cambia disco. Questo articolo mi sembra un disperato tentativo di attirare ancora l’attenzione su Israele, ormai un argomento che non interessa più a nessuno vista la repressione sanguinaria di cui sono stati capaci i regimi despotici arabi contro il loro stesso popolo. Regimi che tutti i tuoi cari amici antisionisti hanno SOSTENUTO carissima, ASSAD in particolare. Se poi pensi che la bomba nucleare protegga perché non militi perché ce l’abbia già l’Italia? Cmq Israele è uno stato che quando pensa che la sua sicurezza è in pericolo agisce, troppo difficile da capire per te che vivi coccolata e protetta in occidente sparando sentenze sul bene e sul male quando sei la prima a doverti fare un esame di coscienza su tutto il veleno che hai distribuito tutti questi anni su un piccolo stato di 6 milioni di abitanti. E in fondo sono proprio le rivoluzioni arabe ad aver spiazzato gli antisionisti. Ormai non vi caga più nessuno ci sono giusto io a farlo.

  5. Nat Says:

    @ mario Pandiani
    Per rendertene conto puoi sempre andare in Iran e dichiararti omosessuale oppure criticare il regime in piazza. In ogni caso una cosa è sicura Ahmadinejead non è di sinistra ed ammira l’estrema destra europea. Ma sono quelli di sinistra che gli fanno la corte!!
    @ georgia
    Visto che il tuo è un blog letterario dovevi pure parlare di questa:
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/27-marzo-2010/io-vergine-ferro-voglio-offrirmi-ad-ahmadinejad-1602728766929.shtml

  6. georgiamada Says:

    Questo articolo mi sembra un disperato tentativo di attirare ancora l’attenzione su Israele

    hai perfettamente ragione è proprio quello che ha pensato anch’io e anche fisk a quanto pare. naturalmente sto parlando dell’articolo di ronen bergman, tu non so di quale parli.
    E’ vero bush non c’è più, il mondo è cambiato, ma io rispondevo a te che sembri non essertene accorto se parli così disinvoltamente di attacchi a delle centrali e affermi candido che per simili azioni non occorre neppure costruirsi una bufala ;-)

  7. Nat Says:

    @ georgia
    “un domani dovremmo riconoscere lo stesso diritto di bombardare centrali israeliane?”

    Il fatto che uno stato decida o meno di bombardare Israele non dipende certo da quello che riconosci tu. Non è che gli iraniani vengono a consultare il tuo blog se decidono di bombardare Israele. Saddam tra l’altro aveva tirato missili su Israele durante la prima guerra del golfo non ricordi? In ogni caso se pensi che il nucleare iraniano assicurerà la pace contenta tu.

  8. Nat Says:

    @ georgia
    Intanto quella che sostiene le armi nucleari per ora sei tu e non io inutile di spostare il riflettore su di me. Io mi limito ad analizzare non a giustificare. Israele vive in un contesto completamente diverso dal nostro quando pensa che la sua sicurezza è minacciata non si inventa nessuna bufala. Non significa assolutamente che io pensi che ha ragione perché non posso sapere se era veramente minacciata, anche se andassi a letto con gli agenti del mossad non caverei un fico secco perché quelli non parlano mai. In ogni caso se l’Iran avrà la bomba atomica non stupiamoci poi che sarà la volta dell’Arabia Saudita e della Turchia, tra l’altro in zone tutte belle sismiche dove è un piacere mettere centrali nucleari.

  9. georgiamada Says:

    che devo dire N. che alle volte sei di una volgarità che lascia allibiti.
    Che ahmedinajad non sia di sinistra non ci vuole molto acume per capirlo, che però neppure voler bombardare tutti, ‘ndo cojo cojo, sia un cosuccia di sinistra, è abbastanza lampante;-)

  10. georgiamada Says:

    lascia stare N. non ti arrampicare sugli specchi, ammetti invece che la tua avventatezza di affermare con noscialans che in fondo israele avrebbe solo attaccato una centrale è stata una uscita infelice.

    Intanto i poveri siriani vengono bombardati dal dittatore con il consenso di russia e cina mentre la nostrana nierestein urla contro il pericolo dei fratelli musulmani …

    io capisco la russia che per motivi geopolitici (e anche interni) è costretta a rimanere abbarbiacata ad assad e ai suoi metodi, ma alla cina cavolo che gliene viene? (Brasile e India hanno votato insieme alla lega araba) ad ogni modo da domani saremo in molti a non comprare più prodotti cinesi. Il made in cina può anche andare a farsi fottere … che non compri io passi, ma tutto il medioriente e il nord africa diventa un problemino ;-).

  11. Nat Says:

    Ma georgia guarda che io non mi sto arrampicando sugli specchi. Se devo condannare Israele lo faccio per la povera prostituta che è stata usata come esca per uccidere uno degli ingenieri iracheni del programma nuclerare qui in Francia all’epoca. Perché poi hanno fatto fuori anche la prostituta (almeno mi sembra di ricordare) il resto è spionaggio, del fatto che la centrale nucleare non sia arrivata a termine in Iraq non me ne frega una cippa. Fare fuori persone scomode o impegnate in programmi bellici a regimi o a stati non lo fa solo Israle ma anche i regimi arabi stessi. E occidentali, e Russi. Invece la povera prostituta…
    Tienici informati se il boicotto dei prodotti cinesi funziona nel mondo arabo.

  12. Nat Says:

    Tra l’altro era pure italiana la prostitua se non sbaglio.

  13. Nat Says:

    Ho completamente toppato è la prostituta che ha ucciso l’ingengniere iracheno
    http://www.lalsace.fr/actualite/2011/11/09/israel-trente-ans-de-combat-contre-l-atome-de-ses-voisins
    Dovresti forse postarlo questo articolo traducendolo prima.

  14. georgiamada Says:

    nat ma ti sei improvvisato disk jokey di radioescort stasera?
    geo

  15. georgiamada Says:

    Tienici informati se il boicotto dei prodotti cinesi funziona nel mondo arabo.

    i cinesi sono pragmatici, siccome sono già proccupati vedrai che faranno al più presto marcia indietro ;-),
    Cosa mai gli importerà ai cinesi di assad lo sanno solo loro

  16. georgiamada Says:

    SIRIA/ONU –
    Il timore di «un’altra Libia»: bloccata in Consiglio di sicurezza la risoluzione occidentale presentata dal Marocco
    E alla fine il veto di Mosca e Pechino

    Michele Giorgio

    Reazioni dopo le notizie sul massacro di venerdì a Homs attribuito al regime di Assad: «centinaia» di morti
    Mosca e Pechino ieri, al termine di un braccio di ferro andato avanti per ore al Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno bloccato con il veto la risoluzione di condanna della Siria presentata dal Marocco. In serata non era ancora chiaro il perché del ricorso al veto fatto da Russia e Cina. La bozza di risoluzione resa nota dai media, frutto di un intenso lavoro di mediazione, sembrava abbastanza in linea con le richieste russe poiché puntava a condannare il regime siriano ma escludeva esplicitamente un intervento armato. Mosca era stata categorica nell’esortare i partner nel Consiglio di sicurezza, in particolare Washington, ad evitare uno «scandalo», ossia a presentare una risoluzione senza un accordo, costringendo la Russia a opporre il veto. E’ possibile che, alla fine, gli Usa abbiano provato a forzare la mano – inserendo nel testo una richiesta di dimissioni immediate del presidente siriano Bashar Assad – allo scopo proprio di isolare la Russia, puntando probabilmente sull’astensione di Pechino. La Cina però si è schierata contro la risoluzione. Gli Stati uniti si sono detti «disgustati» dal veto russo e cinese. Una condanna è giunta anche da Francia e Marocco. E mentre al Palazzo di vetro andava avanti la battaglia diplomatica, la Siria viveva ore molte delicate dopo il diffondersi delle notizie riguardanti un massacro di centinaia di civili ad Homs attribuito dall’opposizione siriana al regime di Bashar Assad. Notizie che hanno fatto scendere in campo lo stesso presidente americano Barack Obama che ha definito «inevitabile» il collasso del regime di Assad. «Una Siria senza Assad – ha affermato Obama – potrebbe essere un Paese in cui tutti i cittadini siano soggetti alla legge e dove le minoranze siano in grado di esercitare i loro legittimi diritti e mantenere le proprie identità e tradizioni, quali cittadini a pieno diritto di una Repubblica unita». Parole che intendevano anche mettere sotto pressione la Russia, alleata di Damasco, che si oppone ad una «soluzione libica» per la Siria, ossia ad una nuova «guerra umanitaria» in Medio oriente guidata dall’Occidente e sostenuta dalla petro-monarchie del Golfo. Un intervento militare internazionale secondo Mosca, non farebbe altro che gettare la Siria nel baratro delle guerra civile. Il ministro degli esteri russo Lavrov, accompagnato dal capo dell’intelligence, è atteso tra un paio di giorni a Damasco. Che nel distretto Khalidiya di Homs sia avvenuto, nella notte tra venerdì e sabato un bagno di sangue senza precedenti non sembrano esserci dubbi, malgrado rimanga arduo verificare l’attendibilità delle notizie contrastanti diffuse da opposizione e governo siriano. Le immagini giunte dalla città e messe in rete sono eloquenti. Sulle vittime invece non è stato possibile, almeno fino a ieri sera, dare un bilancio certo. L’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, con sede a Londra e vicino al Consiglio nazionale siriano (Csn), la piattaforma filo-occidentale dell’opposizione, ha riferito che almeno 217 persone sarebbero state uccise. Nel corso della giornata il numero delle vittime è salito a 400 (fonte al Arabiya ). L’agenzia Reuters invece ieri sera fissava il suo bilancio a 237, con centinaia di feriti. Il bombardamento della città sarebbe cominciato intorno alle 20 di venerdì. Non è noto però per quale ragione le forze armate governative avrebbero aperto il fuoco contro Homs in modo così massiccio e devastante. Dall’altro lato appare inverosimile la versione data da Damasco di «terroristi» che hanno lanciato ordigni in modo indiscriminato. Forti reazioni all’accaduto si sono registrate al Cairo, Atene, Londra, Berlino, Kuwait city dove si sono avvenuti assalti alle ambasciate siriane. La Tunisia ha rotto le relazioni diplomatiche con Damasco
    Manifesto 5 febbraio 2012, p. 5

  17. Nat Says:

    @ geo
    In effetti non si riesce bene a capire quale siano gli interessi della Cina a parte “tenere testa all’occidente” ma ai cinesi generalmente non interessa fare gli spacconi.

  18. georgiamada Says:

    Sia la cina che la russia al momento hanno grossi problemi con i propri dissidenti interni e non se la sentono di parteggiare per quelli degli altri ;-).
    Non c’è altra spiegazione perchè il veto è stato messo su un documento che escludeva qualsiasi intervento militare esterno. e non chiedeva neppure la caduta del regime ma del solo assad.

    Assad è un perfetto imbecille.
    Anche un dittatore, per reggere, deve avere il consenso di una parte dei “sudditi” e assad tutto sommato fino ad oggi, per svariati motivi, ce l’aveva questo consenso, era riuscito a far nascere la speranza di una uscita morbida dalla dittatura, ma ora quel piccolo patrimonio di consenso si è rotto e nulla lo salverà alla lunga. Chi bombarda i propri sudditi non può reggere.
    C’è un detto antico arab che dice che fra il governante e i sudditi ci deve essere un capello che non si deve mai spezzare, quando i sudditi cedono il governante può tirare ma quando i sudditi tirano il governante deve cedere … beh oggi altro che capello si è spezzato il canapone.

  19. Nat Says:

    http://www.lefigaro.fr/international/2012/02/06/01003-20120206ARTFIG00721-syrie-des-militaires-russes-omnipresents.php
    Appena posso ti dico cosa c’è scritto sembra che i militari russi in Siria preparino il dopo assad, in fondo non sarebbe neanche male se evita carneficine post regime.

  20. georgiamada Says:

    no, non sarebbe per niente male, anzi sarebbe ottimale, certo non ci sarebbe la mitica democrazia, ma tanto quella se la sognano anche in libia e in iraq.
    Se ce lo traduci sommariamene ci fai un piacere e ci eviti una grossa fatica tramite traduttore (per lo più demenziale soprattutto dal francese)

  21. Nat Says:

    È un articolo di Malbrunot che tu stessa hai detto apprezzare una volta mi sembra (sai uno degli ostaggi in iraq):
    Assad avanza unicamente prima di aver consultato i russi apparentemente, in cambio del sostegno i russi chiedono la riapertura della stazione che possedeva l’unione sovietica sul monte Qassioun un centro di spionaggio auricolare. I diplomatici russi cercano il contatto con l’opposizione, per adesso l’opposizione rifiuta, in ogni caso stanno riempiendo assad di armi ma non escludono di fomentare un colpo di stato interno all’esercito (tra gli alawiti ovviamente) per gestire la transizione.
    Questo sommariamente l’articolo. Secondo me l’opposizione sbaglia a rifiutare l’aiuto dei Russi.

  22. georgiamada Says:

    beh messa così è un aiuto un po’ peloso e inaffidabile :-).
    Purtroppo per loro, geopoliticamente i siriani possono essere autati solo dalla russia (e non è certo il meglio), a meno che non vogliano diventare il casus belli di una guerra mondiale
    geo

  23. Nat Says:

    @ georgia
    USA e Europa non hanno nessuna intenzione, né soldi per un intervento a terra in Siria (inevitabile non basterbbero i bombardamenti) l’unica altra possibilità è un intervento turco.

  24. Nat Says:

    @ georgia
    Io non so come prendere queste notizie, da una parte spero quasi che siano palle, dall’altra non vedo nessun programma di disinformazione in giro per preparare un intervento in Siria (che a mio avviso nessuno vuole) in ogni caso sono allucinanti:
    http://www.corriere.it/esteri/12_febbraio_08/homs-ospedale-pediatrico-trappola_539f3bda-522b-11e1-9430-803241dfdaad.shtml

  25. georgiamada Says:

    caro nat hanno bombardato una intera città e le bombe si sa non stanno a guardare se colpiscono case con bambini o senza, le bombe non hanno occhi, non hanno cuore, e neppure chi le butta. Del resto che le bombe possano essere intelligenti è la più infingarda balla che ci abbiano rifilato negli ultimi tempi. LE BOMBE SONO CRIMINALI CHIUNQUE LE BUTTI. In siria sono successe cose terribili prima e dopo il veto di russia e cina, e forse altre ne accadranno.
    Assad deve andare via.


    New massacres in Syria under the guise of the Russian – China veto!!
    vignetta di Mahjoob, 7 febbraio 2012

  26. Nat Says:

    @ georgia
    Io non ho mai creduto a attachi chirurgici e bombe intelligenti. E la guerra non mi piace non la sostengo. E so benissimo quali interessi ci siano dietro. Però sono anche allucinato nel vedere che c’è ancora gente che sostiene Assad tra gli antiamericani (utilizziamo questo termine per raggrupare si gente di destra estrema e di sinistra estrema), al di là del fatto che la Clinton ha subito detto che non ci sarà un attacco alla Siria all’inizio della repressione (e la Siria non è la Libia è un ginepraio gli USA non ci vogliono mettere mano), anche di fronte a simili notizie continuare imperterriti a sostenere assad mi pare allucinante, a me non piace neppure l’opposizione che non devono essere poi stinchi di santo ma insomma un po’ di decenza.

  27. georgiamada Says:

    ma chi sostiene assad? russia e cina …che in libia c’erano, sicche tanto anti americani non sono. gli unici antiamericani sono gli iraniani.
    Gli americani (nè gli europei) non faranno mai un intervento perchè lì non c’è ombra di petrolio ergo il carico delle spese sarebbe tutto su chi fa l’intervento senza pozzi che possano poi pagarlo, mica penserai che quando fanno gli interventi li paghino in prima persona vero? li fanno pagare allo stato dove avviene l’itervento e poi all’europa con le crisi finanziarie. Questa è la guerra bellezza, la pagano gli sconfitti e i più deboli.
    L’unico interesse che ci potrebbe essere è il passaggio del gasdotto (alternativo a quello russia) questo è anche uno dei motivi per cui la russia appoggia assad senza riserve.
    Nat quando mai la morte di bambini ha provocato un intervento giudicante?
    Se fosse una regola la pace tra palestinesi e israeliani sarebbe avvenuta da anni.
    semmai è sempre stato l’intervento a fare ulteriori vittime?
    L’opposizione non sono stinchi di santi? la cosa è del tutto ininfluente ormai, perché l’opposizione è la siria intera.
    Assad purtroppo è un emerito imbecille e gli imbecilli fanno sempre danni.

  28. Nat Says:

    @ georgia
    Io su internet leggo diversi commenti di gente esaltata per il veto della Russia e della Cina, mi riferisco a queste persone, non mi interessa un dibattito su intervento o meno in Siria (che non era previsto dalla risoluzione neanche la partenza di assad) penso che la gente dovrebbe in certi momenti sospendere la partita di Risiko per decenza, tra quelli che si vogliono vendicare per la partenza di gheddafi a quelli che si vogliono vendicare per la serbia (ancora!!!) non se ne può più, non esiste nessuna giustificazione per questo atteggiamento qualunque siano i rancori, oltrettutto non sono mica gli USA che pagano per quello che sta succedeno in Siria, sai che schiaffo il veto, gli ha tolto una bel peso “sulla coscienza” (in senso ovviamente di immagine gli stati non hanno coscienze) per una guerra che non hanno né voglia né i soldi per fare in questo momento.

  29. georgiamada Says:

    Io su internet leggo diversi commenti di gente esaltata per il veto della Russia e della Cina

    sincerametne c’è poco da esalatarsi, ma la rete del resto ormai è piena di gente fuori di testa, fuori dalla realtà, che pensa che ormai tutto sia solo una battaglia navale finalizzata a sfogare le proprie frustazioni personali, non pensa più che nei luoghi ci siano delle persone in carne e ossa che muoiono che perdono parenti, che NON sopportano più le prepotenze nazionali e internazionali, che tentano di vivere, di allevare i figli, di farli studiare, di lavorare, di mangiare …. Ormai tutto è diviso fra amici e nemici, anzi gli amici sono quasi del tutto scomparsi … SOLO NEMICI ALL’ORIZZONTE e gli unici amici rimasti sono i nemici dei miei nemici

  30. Nat Says:

    @ geo
    Da quanto ho capito il veto della Cina è unicamente una torta con la Russia in cambio di veto in caso di risoluzioni (veramente improbabili) sui tibetani e sugli uiguri, per il resto la Cina se ne sbatte della Siria come se ne è sempre sbattuta di quella regione, direi che anzi non ha visto di cattivo occhio la caduta di Gheddafi che era comunque un concorrente in Africa. Inoltre i cinesi per quanto siano presenti in nordafrica sono spesso confrontati all’ostilità della popolazione anche con attentati.

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