intervista a Alaa Al Aswani

Intervista allo scrittore egiziano Alaa Al Aswani
“Mossa pianificata a tavolino Shafik sapeva tutto prima”
Lo scrittore egiziano Al Aswani: “Sono disgustato, le elezioni sono illegittime”

Francesca Paci inviata al cairo

Da un certo punto di vista Alaa Al Aswani vorrebbe ancora poter parlare di letteratura alle almeno duecento persone che lo aspettano al centro culturale Sakyet el Sawi, il faro dell’intellighenzia liberal del Cairo. Ma la Storia incalza gli egiziani, scherza.
Così il celebrato autore di «Palazzo Yacoubian» e del recente «La rivoluzione egiziana» si ritrova nel ruolo di psicanalista di un popolo confuso che dopo aver ucciso il padre brancola alla cieca come Edipo.

Come legge la sentenza della Corte Costituzionale cha da un lato legittima Shafik e dall’altro squalifica il Parlamento?
«L’interpretazione non è difficile. Basta pensare che Shafik ha convocato una conferenza stampa 15 minuti prima della sentenza… sapeva tutto. Queste elezioni sono illegali. Io andrò alle urne e annullerò il mio voto con la scheda bianca per rifiutare il piano che vuole far fallire la rivoluzione».

Anche lei è stato sedotto dal complottismo dilagante?
«C’è un piano reale e ben studiato che è stato messo in pratica a partire dal 12 febbraio 2012. L’autore è il Consiglio Superiore delle Forze Armate. È successo come nella Romania di Ceausescu, quando la controrivoluzione seminò la paura del caos e il sospetto nei confronti dei riformisti accusati di essere spie. Da noi il presunto salvatore che riporterà l’ordine si chiama Shafik. E in più, rispetto alla Romania, abbiamo i Fratelli Musulmani che prima hanno aiutato l’esercito a ostacolare la rivoluzione e ora, come sempre nella loro storia, pagano per i loro errori con l’esclusione».

Molti liberali, come i ragazzi del movimento 6 Aprile, pensano di votare Shafik proprio per bloccare questo «piano». Cosa pensa?
«Avevo preso in considerazione l’ipotesi. Ma come si fa a fidarsi di uno che ha già venduto i rivoluzionari? Mursi potrebbe ritirarsi facendo fallire delle elezioni in cui sfida un candidato con 35 denunce per corruzione: ma non lo fa perché cura l’interesse del suo gruppo invece che quello del popolo. La verità è che questo vicolo cieco in cui ci troviamo a scegliere tra l’esercito e i Fratelli Musulmani vuole essere la conferma della teoria del regime di Mubarak. Il messaggio che passa ora è che aveva ragione lui, gli egiziani possono fare mille rivoluzioni ma si trovano sempre di fronte allo stesso bivio».

Crede che rivoluzione iniziata il 25 gennaio 2011 finisce il 14 giugno 2012?
«Sono fiducioso che la tanta gente per bene di questo Paese contrasterà la controrivoluzione. L’esercito e i Fratelli Musulmani sono la stessa cosa, metteranno il presidente che vogliono ma la rivoluzione egiziana ha il diritto di dire che non riconosce queste elezioni».

I liberali potranno avvantaggiarsi della sentenza della Corte?
«È un piano per schiacciare tutti».

A marzo dello scorso anno fu lei a mettere in corner l’allora premier Ahmed Shafik durante un duro dibattito tv a cui seguirono le sue dimissioni. Cosa gli direbbe se lo incontrasse oggi?
«Non ho particolare voglia di vederlo. Ma vorrei presentargli i documenti delle 35 denunce per corruzione contro di lui».

Cosa succederà nei prossimi mesi?
«Non posso rispondere per tutti i rivoluzionari ma penso che ci sarà una forte ondata di proteste perché siamo tornati indietro a prima del 25 gennaio 2011, non c’è democrazia. Oggi non so neanche se, stando così le cose, torneremo a votare tra 4 anni, che vinca Shafik o che vinca Mursi. Dobbiamo ricominciare da capo».
La stampa. 15 giugno 2012,  p. 15. QUI in pdf

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49 Risposte to “intervista a Alaa Al Aswani”

  1. Nat Says:

    Non ho capito però l’obiettivo di Shafik nell’annullare le elezioni non era in ballottaggio? Forse ha paura di perdere contro i fratelli musulmani?

  2. Nat Says:

    Ho capito non so perché mi ero messo in testa che avessero annullato il primo turno.

  3. georgiamada Says:

    ti eri messo in testa una cosa giusta perché oltre alla squalificazione dell’elezione della camera, era in ballo anche la squalificazione di Shafik come candidato al secondo turno.I
    nvece Shafik è stato legittimato. Io ad essere sinceri ho capito troppo poco per pronunciarmi sulla sentenza.

  4. georgiamada Says:

    in egitto sembra abbia vinto Morsi” ma ci sono contestazioni.
    Ormai è lampante nei paesi arabi o ci sono regimi dittariali alla mubarak e simili, o religiosi (e nel caso i fratelli musulmani sono il meglio che possa capitare). Ma non vedo dove sia la novità anche in italia dopo mussolini chi ha governato è stato il partito religoso, magari con la premessa costituzionale che lo Stato fosse fondamentalmente laico, però il partito di maggioranza, il presidente del consiglio, il presidente della repubblica, per moltissimi anni soni stati tutti democristiani.

  5. Nat Says:

    Hai ragione georgia nel fare questo paragone in effetti scalfaro se non sbaglio era negli squadroni anti-protestanti però la democrazia cristiana, almeno i suoi intellettuali europei, erano democratici senza se e senza ma (infatti erano negli USa durante il fascismo-nazismo) invece gli intelletuali dei fratelli musulmani non hanno come obiettivo la democrazia ma solamente come mezzo.

  6. georgiamada Says:

    non è esatto :-) anche molti democristiani usavano la democrazia come mezzo ad partitum e ad personam ;-) (e molti fratelli musulmani sono davvero democratici) la grande differenza non è dove si trovassero gli esuli (molti erano in francia come molti dei fratelli musulmani del resto) la grande immensa differenza è la carta costituzionale. Una buona Costituzione fa diventare democratico persino un fascista come fini ;-).
    Poi naturalmente ci sono quelli impermeabili alla democrazia (berlsuconi gasparri la russa e company), ma alla lunga vince la carta.
    In egitto sembrano non voler fare una nuova e buona costituzione e questo mi spaventa di più dei fratelli musulmani.
    Io sono ottimista:la democrazia (anche poca) FA BENE alla democrazia e la fa crescere

  7. Nat Says:

    georgia i leader non erano così, mi paragoni schumann a Assan al banna? per il resto io non metto in discussione le rivoluzioni ma s non sono proprio sicuro che i fm saranno meglio dei governi autoritari. Vedremo.

  8. georgiamada Says:

    OT della serie Siamo alle solite

    gira in rete un’altra boiata colossale (a mio giudizio è la la regina delle bufale), purtroppo ormai gira a turbo in tutti i siti di sinistra- Riporterebbe un testo di kissinger sulla siria e gli assad … a dire di alcuni (quelli che sotto le bufale vogliono fare i pignolini, tanto falsa per falsa tanto vale dargli una fonte falsa) proviene dal new yorker dove però non ne esiste alcuna traccia, e tutti i siti la riportano senza alcun link :-)
    Siamo alle solite: un qualcuno costruisce una bufala e tutti gli ingenuotti la fanno girare :-)
    Poi c’è chi si lamenta che IO CHIEDO sempre le fonti ;-)

  9. Nat Says:

    Questa è bella una piccola ricerca su google da questa posizione e il suo contrario Kissinger qui mi dicono che è contrario.

  10. Nat Says:

    È qua l’articolo

    http://www.washingtonpost.com/opinions/syrian-intervention-risks-upsetting-global-order/2012/06/01/gJQA9fGr7U_story.html

    Guetta guarda a caso uno sponsor della Turchia è d’accordo perché ha paura che i curdi diventino indipendenti anche in siria!!!

  11. Nat Says:

    Ma non ho capito i pro assad sono contenti perché è d’accordo con loro?

  12. Nat Says:

    Georgia,
    L’articolo è stato tradotto sul sole 24 ore:

    http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/1969-siria-lvietatar-agli-stati-uniti.html

  13. georgiamada Says:

    questo del sole sembra una cosa seria, quello che gira a turbo invece è una volgare parodia (beh parodia forse è parola grossa)
    ti metto un link preso a caso, ma è un po’ ovunque come tutte le ciofeche che circolano in rete …. però a forza di far girare cose NON vere si sputtanano e alla fine anche quando faranno circolare cose autentiche nessuno ci crederà più :-(… il collasso della contro-informazione causato dal collasso della materia grigia.

    http://www.lintellettualedissidente.it/se-volete-sapere-la-verita-sulla-siria-sentitela-dalla-bocca-di-henry-kissinger/

    Poi per assurdo potrebbe pure essere vero che kissinger ormai abbia ‘sto linguaggio sdrenato …. ma allora avrebbero mandato anche il link ;-)

    OT
    che buffo in grecia ha vinto lo stesso che aveva falsificato i conti pubblici per poter entrare in europa … forse chi l’ha votato ha pensato che se lo aveva fatto una volta poteva rifalsificarli nuovamente ;-)

  14. georgiamada Says:

    SIRIA
    molinari della stampa è affidabile solo al 50% (forse anche meno) ad ogni modo oggi dice una cosa interessante: che obama ha rassicurato putin sul fatto che Tartus, chiunque governi in siria, rimarrà base russa perchè i rapporti siria russai saranno sempre quelli principali.
    Questo potrebbe far trovare d’accordo ambedue le potenze sul piano annan …io naturalmente sono sempre ottimista.

  15. Nat Says:

    @ georgia
    Scusa ma l’articolo della “controinformazione” mi sembra ovviamente una parodia però ci dice molto del tipo di sentimenti che abitano i pro-assad. Vogliono credere che assad stia resistendo all’imperialismo americano-sionista, invece se pure kissinger è contro la guerra da soprattutto ragione a noi due che dall’inizio sosteniamo che un intervento in siria è praticamente impossibile e gli usa non ne hanno interesse alcuno. Anzi al limite la situazione attuale è perfetta per loro. Quindi le corregge, le cattori che credono di resistere alla guerra sostengono semplicemente la repressione di assad nulla di più. Non penso che putin abbia bisogno di rassicurazioni sulla base di Tartus è ovvio che la Russia piuttosto che abbandonare quella base (anzi credo che abbiano pure installato dei dispositivi per controllare la rivolta siriana, ho letto qualcosa in merito) limite scatena una guerra mondiale.

  16. georgiamada Says:

    certo che è una rozza parodia però viene fatta passare come vera e su bella ciao addiritttura c’è la fonte, new yorker ( però il post di bella ciao è del febbraio 2011 e i due commentatori avanzano forti dubbi e chiedono il link, che naturalmente NON viene dato)
    A qualcuno evidentemente è venuta la geniale idea di rispolverare la bufala e di rifarla girare ;-)-

    La russia non cederà mai tartus, ma se viene rassicurata può essere che collabori per la pace nella zona e la smetta di rimestare nel torbido insieme ai suoi collabratori nel mondo, a scapito del povero popolo siriano,

  17. georgiamada Says:

    che dall’inizio sosteniamo che un intervento in libia è praticamente impossibile e gli usa non ne hanno interesse alcuno

    nturalmente sarà siria e non libia, te lo correggo?

    • Nat Says:

      sì certo, cmq mi fa piacere che ci siamo trovati d’accordo su questo punto, quello che teme kissinger è uno smembramento della siria soprattutto della parte curda, che assad sta usando come una spada di damocle sulla turchia, per quello che la turchia non sa che pesci pigliare (senza contare che l’esercito turco che odia erdogan non ha nessuna voglia di aiutarlo in eventuali epopee guerriere, quindi anche l’opzione dell’intervento turco è da escludere, poi figurati secondo me anche simbolicamente la russia vuol essere l’eterno difensore dei cristiani mediorientali)

  18. georgiamada Says:

    l’intervento in siria è da escludersi (ma era chiaro fin dall’inizio e il paragone con la libia era demenziale) in parte per i motivi che dici tu ma soprattutto perchè non essendoci petrolio la guerra se la dovrebbero pagare per intero gli stati che la fanno … e la cosa non esiste ;-)
    Poi un intervento in siria sconvolgerebbe tutta la zona e non credo sia nell’interesse di nessuno, neppure di israele e tanto meno dell’iran malgrado i faziosi di una parte o dell’altra lo gridino tanto per far scena. La riprova che l’iran NON vorrebbe mai un conflitto è l’atteggiamento di hezbollah, molto pragmatico e diplomatico direi, anche se naturalmente i soliti bischeri cercano di soffiare sul fuoco mettendo hezbollah sullo stesso piano di assad (ma c’è un abisso fra le due componenti)

  19. georgiamada Says:

    riguardo ai curdi credo che sia cambiato qualcosa con la presidenza del cns a un curdo, fino ad ora non si era capito da che parte stavano … dubito (ma in realtà NON ne so nulla) che assad possa farci affidamento o usarli come arma di ricatto …però visto che gli assad ormai sembrano impazziti
    Ma il cognato e il fratello di assad sono poi morti o no?

  20. Nat Says:

    Non se so nulla, invece i curdi giocano su tutti e due i fronti, secondo me il loro obiettivo è l’autonomia in vista dell’indipendenza e di un’eventuale riunificazione del kurdistan iracheno. Per cui possono servirsi di assad quando si serve di loro contro la turchia, al tempo stesso mandano in avanti dal punto di vista diplomatico curdi per sostenere la ribellione. Almeno quello che ho capito è questo.

  21. georgiamada Says:

    si certamente è così, però nello stesso tempo mi immagino che visto che hanno fatto presidente dell’opposizione addirittura un curdo ci sia in ballo un patto,non dico che i curdi domani faranno uno stato loro nei territori siriani (non sarebbe una cosa buona) ma potrebber certo ottenere una forte autonomia regionale in cambio del loro aiuto per la liberazione dal regime. Del resto secondo me un elemento curdo e uno cristiano sarebbero indispensabili ad una sira che volesse restaurare la democrazia dopo 40 anni di regime ferreo

  22. Nat Says:

    Georgia, mi sai dire cosa racconta la correggia oggi sul manifesto? Apparentemente ha cambiato fonte: Radio Vaticana.

  23. Nat Says:

    Sulla Grecia Hollande è andato al TG greco a dire che dovevano votare conservatori o socialisti (non con la stesso atteggiamento diretto della Merkel ma alla fine è lo stesso).

  24. Bill T. Mukar Says:

    “gira in rete un’altra boiata colossale (a mio giudizio è la la regina delle bufale), purtroppo ormai gira a turbo in tutti i siti di sinistra”

    “questo del sole sembra una cosa seria, quello che gira a turbo invece è una volgare parodia (beh parodia forse è parola grossa)
    ti metto un link preso a caso, ma è un po’ ovunque come tutte le ciofeche che circolano in rete …. però a forza di far girare cose NON vere si sputtanano e alla fine anche quando faranno circolare cose autentiche nessuno ci crederà più :-(… il collasso della contro-informazione causato dal collasso della materia grigia.
    http://www.lintellettualedissidente.it/se-volete-sapere-la-verita-sulla-siria-sentitela-dalla-bocca-di-henry-kissinger/

    Questo è un commento parzialmente OT e me ne scuso. Guarda, il fatto che certi siti possano apparire di “sinistra” o che vengano reputati credibili a “sinistra” testimoniano senza alcun dubbio quanto meno il collasso della materia grigia di molti nella “sinistra” europea.

    Mi sono permesso di grattare un po’ per vedere cosa c’era sotto, e il sito che linki, ad esempio, non mi sembra affatto di sinistra. Il trucco sta sempre nell’andare a vedere la rete dei siti amici.

    Questo “Intellettuale Dissidente” rinvia anche a “Rinascita, quotidiano della sinistra nazionale” e a “Eurasia”, che non mi sembrano espressione della sinistra il primo in particolare (navigalo e verifica i suoi link amici). O a questo sconosciuto “Stato e potenza periodico di informazione socialista”

    http://www.statopotenza.eu/chi-siamo

    le cui scelte iconografiche mi appaiono sorprendenti.

    Altri link esteri di Intellettuale Dissidente puntano a “Uguaglianza e Riconciliazione”

    http://www.egaliteetreconciliation.fr/

    un sito di un’organizzazione francese presieduta da Alain Soral

    http://www.egaliteetreconciliation.fr/_Alain-Soral_.html

    un ex comunista passato al Front National e poi candidato “antisionista” di Dieudonné

    http://fr.wikipedia.org/wiki/Alain_Soral

    O a questo sito “né di destra né di di sinistra la nazione ai lavoratori” (quindi sono socialisti ma non di sinistra, e declinano il socialismo in chiave nazionale)

    http://rebellion.hautetfort.com/

    che a sua volta linka il sito di Sorel, la sua organizzazione e anche la sua rivista Kontre Kulture.

    Quel che più infastidisce in tutti questi siti “di sinistra” (in genere filo Assad) è lo spuntar fuori continuo di link alla radio iraniana, che molti di essi dunque promuovono.

  25. Bill T. Mukar Says:

    Quindi da un lato mi sembra ottimo che come fai tu venga sollevarta la questione della verificabilità delle notizie e delle fonti (così, per sapere chi dice cosa). Dall’altro un mio commento conclusivo lo aggiungo dopo, quando il post in moderazione (scusami) per eccesso di link sarà visibile e leggibile da tutti.

    Stavo pensando che forse omettendo “http://” all’inizio i link comparirebbero come testo e non farebbero scattare la moderazione automatica. Prova:

    http://www.google.com

  26. Nat Says:

    Ciao Georgia, sei sparita?
    Curiosa questa storia dell’aereo turco abbatutto da assad.

  27. georgiamada Says:

    @ nat scusami dovevo star lontana un solo giorno e non avevo detto nulla, poi ho finito per stare lontano una intera settimana (convinta anche dal fatto che qui è un vero forno e io non ho l’aria condizionata).

    La storia dell’aereo turco è molto strana soprattutto perchè viene dopo l’altrettanto strano articolo del new york times (tradotto da repubblica e QUI). Ad ogni modo sembra che la turchia non abbia poi l’intenzione (almeno lo spero) di avvalersi dell’articolo della nato che obbliga ad intervenire nel caso una nazione alleata venga attaccata. Non capisco però se assad sia pazzo o cosa :-(

  28. georgiamada Says:

    bill non ho mai detto che quel sito fosse di sinistra ho solo detto che era il primo di una centinaio di siti che lo riportava, a me è stato inviato per e-mail ma preferivo cercare uno dei tanti link. Eho visto che era linkato indifferentemente da siti di sinistra e di destra, l’origine della bufala-parodia credo fosse bella ciao ma di più di un anno fa e già allora i commentatori chiedevano disperatamente un link ;-)

  29. georgiamada Says:

    bill eri finito addirittura nello spam :-(, anzi credo di aver cancellato per sbaglio altri commenti normali finiti in spam, uno era in polacco … uffa :-(

  30. georgiamada Says:

    Georgia, mi sai dire cosa racconta la correggia oggi sul manifesto

    non avevo visto l’articolo sul manifesto del 19, ma avevo già letto (sempre di correggia) un pezzo quasi uguale (anche se più polemico) sul sito sibialiria, superando un po’ di ilarità suscitata dalla sua esagerata correttezza politica nel dire che “Ci stanno lavorando siriane e siriani” ;-), ho trovato interessante il tentativo di Mussahala (riconciliazione).
    Essendo io una hannah arendtiana, quasi a prescindere, non potevo che prestare subito attenzione ad un tentativo di riconcialiazione, di perdono-politico ….
    … risparmiatemi la solita solfa che il perdono è buonismo cattolico e bla bla … non starò a rispiegare che il perdono non c’entra nulla con “buonismo” cattolico (che anzi lo ha disinnescato) ma che è una gigantesca arma politica, l’unica che permetta all’individuo di poter agire senza portare in eterno il peso delle conseguenze imprevediili che ogni azione umana comporta.

  31. georgiamada Says:

    ad ogni modo la correggia è formidabile :-)

    scrive (su sibialiria):
    Sarebbe un miracolo, in un contesto di scontri sanguinosi fra esercito e gruppi armati, e atroci violenze settarie, che va avanti da mesi grazie alle determinanti ingerenze di paesi occidentali e del Golfo

    da come lo dice sembra che le violenze siano naturalmente solo a causa di ingerenze esterne, che assad sia un vero e mite gentiluomo, la shabhia una milizia che fa stragi al soldo del qatar. ma ci crederà davvero a ste cose o le dice per propaganda? boh

  32. georgiamada Says:

    U.D.G, Siria-Turchia, si sfiora la guerra. In campo la Nato, L’unità 25 giugno 2012, p.9

  33. Nat Says:

    @ geo
    Non credo che si possa parlare di buonismo, resta da vedere quanto queste iniziative non siano esse stesse una strategia di propaganda del regime. Visto anche l’entusiasmo con cui sono accolte dalla Correggia.

  34. georgiamada Says:

    non credo proprio che il regime sia così raffinato :-)
    l’entusiasmo della correggia è dovuta la fatto che lei è soprattutto una pacifista (oltre che una sponsor di assad)
    La riconciliazione è sempre una grande mossa politica anche se dubito fortemente che dopo stragi come quelle di hula (ma non solo) sia possibile metterla in atto al momento, almeno fino a che assad e i responsabili resteranno al potere, ma è bene lavorarci sopra per cercare di diminuire i danni al momento della caduta del regime.
    La storia dell’aereo turco comunque è preoccupante, almeno per me che penso che un intervento armato dall’esterno sia la cosa peggiore che possa accadere, mentre la storia dell’abbattimento sembra proprio un vero e proprio casus belli.

    A proposito ma possibile che non si sappia ancora se assef shawkat è vivo o morto.

  35. Nat Says:

    Georgia,
    Certo che la ricconciliazione è importante, però dipende da quanto sono rappresentative le persone che vi hanno partecipato. Comunque io ho un vicino sudafricano, che mi ha detto che quando muore mandela secondo lui si ribellano tutti in sudafrica perché dal punto di vista della divisione delle terre e delle condizioni economiche i passi avanti sono veramente pochi. Boh vedremo.

  36. georgiamada Says:

    la ribellione non finisce mai, come del resto non finisce mai la restaurazione … è la dinamica della vita politica, l’importante è non farsi trovare del tutto impreparati ;-)

  37. Bill T. Mukar Says:

    Ma infatti non ho detto che tu hai detto che il sito era di sinistra. Ho detto che può sembrare di sinistra, che a sinistra alcuni lo scambierebbero per sinistra. Ti dirò che secondo me quel sito cerca di sembrare di sinistra. Ci sono persone che sentono il bisogno di presentarsi come se fossero di sinistra, e con la scusa dell’antimperialismo, dell’anticolonialismo, dei diritti dei popoli, della pace (addirittura!) propongono tra le righe letture, analisi, intere filosofie della politica e della vita che di sinistra non hanno nulla. E per assenza di spirito critico, come giustamente rilevi, a sinistra molta gente se la beve. E così ci troviamo una sinistra che ascoltando quelle sirene finisce con lo schierarsi sempre con le peggiori dittature, con i peggiori sistemi teocratici, con la negazione dei diritti umani in nome di un astratto ideologismo. Quasi che l’Iran, Assad, Hezbollah o Gheddafi fossero “sinistra”. Invece dei diritti umani universali che spettano a ciascun *individuo* a “sinistra” non interessa. A un certo punto uno dovrebbe pure chiedersi cosa vuol dire sinistra (non sto riferendomi a te). Sul piano economico “destra” vuol dire “meno stato”, “sinistra” invece vuol dire più stato. Sul piano politico purtroppo in Europa destra e sinistra hanno entrambe signifacato autoritarismo, stato totalitario e negazione del ruolo dell’individuo. Questo può andare benissimo per la destra fascista, ma per me sinistra deve significare difesa dei diritti dell’individuo. Dal fatto che così davvero non è, derivano tutti i problemi che oggi la sinistra sperimenta. Chiudere gli occhi su Hamas, l’Iran o la Siria e Hezbollah e puntare il dito sempre e solo su Israele, ad esempio, oltre a essere ingiusto nei confronti di Israele, è anche una inaudita ingiustizia nei confronti delle popolazioni sattoposte al controllo di quegli stati e di quelle organizzazioni. Ma si sa, tanto sono solo extracomunitari. E oltre a essere ingiusto erode la propria credibilità.

    Lo spam: il software di wordpress mi doveva avere catalogato come spammatore per via del gran numero di link (che però mi era necessario introdurre) nel commento. Bisogna trovare un modo di alludere ai link senza scriverli in quanto tali. Sopra ho anche provato a aggiungere l’indirizzo di google senza http, ma il sito lo ha messo lui e ha corretto l’indirizzo in automatico. Forse senza il www

    google.it

    oppure con una tinyurl: se funziona il link va copiato e incollato nella barra degli indirizzi del browser

    tinyurl.com/1c2

    con questo smetto gli esperimenti.

  38. georgiamada Says:

    BILL
    Sul piano economico “destra” vuol dire “meno stato”, “sinistra” invece vuol dire più stato

    GEO
    oh questa, dove te la sei bevuta? :-))))
    te l’hanno rifilata gli amerikani?
    quindi mussolini e hitler erano di sinistra e malatesta e berneri di destra?

    BILL
    Quasi che l’Iran, Assad, Hezbollah o Gheddafi fossero “sinistra”

    GEO
    A parte che non si può fare ‘sta marmellata tra nazioni, individui e partiti :-), l’iran è uno stato, hezbollah un partito, gheddafi e assad due dittatori molto diversi tra loro (e poi vedo che non perdi l’occasione per metterci dentro pure hamas).
    A parte questo è vero che gheddafi, assad, ahmadinejad (presidente dell’iran) e nasrallah (segretario del partito sciita libanese hezbollah) non sono di sinistra. Di sinistra però è il concetto di autodeterminazione dei popoli (compreso il diritto alla difesa), di sinistra è il rispetto per come i popoli si vogliano organizzare, quindi da sinistra viene condannato qualsiasi intervento esterno per imporre qualcosa, qualsiasi tentativo violento di esportare qualcosa (senza che nessun organo competente lo abbia chiesto) foss’anche la democrazia e naturalmente vengono anche condannati i continui tentativi di israele di sconfinare nel libano e il trattamento barbaro dei cittadini i cui territori occupa abusivamente e su cui costruisce colonie del TUTTO ILLEGALI.
    Se io critico ferocemente assad è perchè ha sparato sul suo popolo che dimostrava, e perchè bombarda i cittadini che dovrebbe governare, questo non è destra o sinistra questo è bestiale e criminale, ma ritengo altrettanto bestiale e criminale che israele con i suoi raid aerei ogni giorno ammazzi qualche palestinese, negli ultimi 6 giorni ne ha uccisi 14 e nel più totale silenzio della stampa che tu definisci democratica :-(

  39. marinella correggia Says:

    Mi segnalano questo blog. Non so bene a chi mi sto rivolgendo visto che, sppungo, georgia amada sia un “nom de plume”. Sarebbe meglio che Lei, signora, avesse il coraggio civico di declinare le proprie generalità visto che scrive cose sarcastiche e spiacevolissime su una persona – la sottoscritta, che non L’ha mai attaccata – di cui lei a) non conosce nulla, b) non legge gli articoli riguardo alla Siria salvo forse due o tre. Se li leggesse
    saprebbe che le mie fonti NON sono quelle del regime siriano ma, per par condicio, nemmeno quelle dell’opposizione armata che sono prese per oro colato da TUTTI, governi, media, social network – e chi non lo fa viene vilipeso. Mi limito a rilevare le contraddizioni interne alla stessa narrazione media/onu/ong; la loro mancanza di fonti verificabili, la loro totale parzailità nella scelte delle fonti. Faccio questo- come faccio a titolo di assoluto volontariato – dal 1991, varie guerre con pretesti si sono succedute. Sono stata presente – non come inviata di guerra ma in delegazioni di pacifisti – ad assistere agli effetti collaterali di queste guerre, a bombe cadenti. Ne ho abbastanza. E ne ho abbastanza anche di questi social network che alla fine finora contribuiscono alla disinformazione e a fare le guerre, addormentando davanti allo schermo i potenziali pacifisti impegnati. Saluti

  40. georgiamada Says:

    sono sicura che lei sia una persona meravigliosa e impegnata, e non mi permetterei mai di dire cose sarcastiche sulla sua persona (che non conosco) mi limito a dire cose sarcastiche sui suoi articoli sulla siria che leggo. Ho cominciato a seguirla dal suo articolo, mi sembra di ricordare, sul Manifesto in cui affermava, senza ombra di dubbio, che in siria si trovassero truppe inglesi e del qatar pronte alla guerra, dichiarando che la sua fonte era il guardian (evitando furbescamente di linkare il giornale inglese). Il guardian interpellato ha affermato che tale notizia da loro non era mai stata data. Lei aveva ripreso acriticamente tale notizia, che ha fatto circolare a turbo in rete, da due siti molto dubbi (uno russo e uno israeliano). Da allora la seguo e da quanto mi risulta lei non si è mai scusata per la notizia falsa che ha fatto circolare, non ha fatto alcuna rettifica come è dovere (e anche coraggio civico, questo sì) di ogni giornalista (lei scrive sul manifesto, e non solo in blogghino, quindi è una giornalista). Da allora la seguo, ma seguo anche la siria, e le sue notizie, mi dispiace, non sono molto obbiettive.
    Concordo invece sugli effetti devastanti di ogni intervento, e sono con lei perché non avvenga, ma questo non la giustifica nel far circolare notizie e fonti non vere.

  41. georgiamada Says:

    aggiungo che la notizia-bufala di truppe sul posto rischiò di far davvero scatenare una guerra, e solo a fatica fu chiuso l’incidente diplomatico che si era aperto con la russia. Naturalmente la colpa è di chi ha messo (forse non innocentemente) la falsa notizia in rete, ma anche chi si presta ingenuamente a far circolare notizie pescate acriticamente ha la sua responsabilità.
    Ad essere sincera anch’io come lei ne ho abbastanza di questi social network (o simili) che alla fine finora contribuiscono alla disinformazione e a fare le guerre ;-)

  42. Nat Says:

    Penso non ci siano dubbi da chi sia arrivata la segnalazione. I social network servono a scatenare guerre? Ma figuriamoci se gli USA decidono di intervenire in Siria in base a quello che si racconta qui. Certo era meglio prima quando informazione e controinformazione potevano raccontare le loro bufale senza nessuno che alla fine li mettesse di fronte al fatto che non sono poi così diversi. A proposito il sito infosyrie quello non è gestito da un membro del FN francese? Magari la prossima volta che lo linka lo faccia presente.

  43. georgiamada Says:

    sia chiaro che questo è un blog e non un social net work e che la gestora del blog non nutre particolare simpatia e stima per facebook, anzi ;-)

  44. lorenzo galbiati Says:

    Sì, sono stato io a segnalare a Marinella questo letamaio di blog.
    Vorrei precisare alcune cose. La signora Georgiamada poco sopra ha scritto che la Correggia è “sponsor” di Assad. Si è chiesta se alle notizie che diffonde la Correggia ci crede davvero o se lo fa per “propaganda”, poi però si scusa dicendo che la Correggia sarà senz’altro una persona “meravigliosa” e che lei non si sognerebbe mai di far “sarcasmo” su di lei: infatti si limita a dire che fa lo sponsor e la propaganda per Assad. Lei, signora georgiamada, mi fa pena. Glielo dico perché lei è un anonimo, un nick, lei cioè esiste solo nello spazio web come parola, e diffama persone che si battono non sul web ma nella vita, persone come Marinella che a loro spese si sono prese una pausa dal lavoro e sono andate in Siria. Non glielo direi se lei fosse una persona reale, perché in quel caso almeno avrebbe la dignità di essersi esposta personalmente, non sarebbe nessuno. Ma lei è meno di nessuno, è solo un nick che diffama e poi nega trincerandosi dietro il: io chiedo le fonti, la verificabilità delle fonti ecc. Lei ha giudicato chiaro e netto da mesi la Correggia come sponsor del regime, come persona pro-Assad e questa è diffamazione. Ma lei è troppo disonesta per ammetterlo. Lei del resto si nasconde dietro il suo nick quando scrive, e quindi i discorsi sull’onestà intellettuale vengono meno a priori con lei, che è appunto un nick, non una persona. Fa pena anche perché lei dice che le fonti della Correggia non sono “molto obbiettive” come se qualcuno in una situazione come la Siria potesse vantarsi di avere fonti obbiettive. Non sappiamo ancora chi ha commesso la strage di Houla, a leggere la stampa mondiale abbiamo sentito incolpare da civili sul luogo sia il regime sia gli insorti, e lei parla di fonti obbiettive. Da quasi un anno le tv di tutto il mondo diffondono le fonti del Libero Esercito Siriano, ossia di guerriglieri siriani e non, finanziati dalle petromonarchie e dalla Turchia dove la Cia è attiva a selezionare a quali gruppi far recapitare le armi (tutte news, queste, diffuse da Marinella mesi fa e confermate negli ultimi 2 mesi da tutti i media), chiamandoli “attivisti”, a testimonianza dei presunti crimini del regime, e lei pretende fonti obbiettive dalla Correggia. Lei era quella che aveva creduto alla storia dei bambini ammazzati nelle incubatrici a Homs, bufala già diffusa nel 1991 per la guerra all’Iraq da tutti i media (persino da Amnesty International) e pretende fonti obbiettive dalla Correggia che è la prima in rete a segnalare il riciclaggio di questa bufala. Inizi a declinare nome e cognome, e a chiedere scusa per tutte le infamie sulla Correggia sponsor e mezzo di propaganda del regime, e acquisterà quella dignità minima che si richiede a qualsiasi interlocutore degno di dialogo o rispetto, e allora potremo discutere nello specifico delle fonti e dei casi specifici, sennò abbia almeno la decenza di stare zitta sulla Correggia. E glielo dice uno che la Correggia la critica, nello specifico, su vari punti e varie modalità del suo fare informazione. Ma è appunto qui che sta la differenza tra me e la Correggia da una parte e lei dall’altra. Noi siamo persone adulte che si espongono di persona e che si confrontano tra loro a volte anche in modo conflittuale assumendosi le proprie responsabilità, lei è soltanto un anonimo che diffama e che nega e si giustifica facendosi scudo dell’anonimato, lei non è, a tutt’oggi, cioè, un interlocutore degno di rispetto.
    Lorenzo Galbiati, redattore di Peacelink

  45. lorenzo galbiati Says:

    Ps por la precisione: circoscriva pure la parola letamaio non a tutto il suo blog ma a tutti i suoi post e commenti dove la Correggia è presentata come sponsor, agente di propoaganda di Assad ecc. dato che questo è esattamente spalare merda su una persona.

  46. georgiamada Says:

    non per entrare in questa diatriba che proprio NON mi interessa, ma solo per precisare che io non ho mai diffuso la notizia , ne tanto meno pubblicato articoli, sui bambini ammazzati nelle incubatrici a Homs, al massimo posso aver detto (con sicurezza), all’interno di una discussione, che levavano la luce parecchie ore al giorno e che questo poteva aver arrecato danni, ma questo è altro discorso, mai detto ne pensato ne tanto meno creduto che qualcuno avesse ammazzato volontariemnte bambini nelle incubatrici e soprattutto non mi sono allegramente inventata una fonte inesistente per documentarlo;-)
    Io non ho problemi a circoscrivere tutto il mio blog come letamaio (dal letame nascono i fiori diceva il grande de andrè) se chi lo considera tale mi assicura che se ne terrà a distanza ;-)
    P.S
    Lei galbiati mi dimostri che il Guardian ha detto davvero quanto da voi sostenuto, perché la diatriba nasce da lì e non da altro (cioè la presenza allora di Boots americani e inglesi sul terreno siriano) e io vi chiederò scusa ufficialmente a tutti e due (quando si riporta una fonte del genere per lo meno prima si legge l’articolo, o no? e se si sbaglia poi CI SI CORREGGE invece di venire qui ad accusare di escrementi e letamai :-)
    Mi faccia avere l’articolo del guardian altrimenti per favore si dia una calmata e non mi tiri fuori come prova la cia in turchia del NYT e pure svariati mesi dopo, suvvia …. l’abbiamo letta tutti la traduzione su repubblica;-).

  47. Bill T. Mukar Says:

    Poiché vedo che l’in topic si ripropone pressante rispetto all’off topic parziale che avevo proposto ti rispondo sommariamente e chiudo qui per ora. Magari in futuro ne riparliamo a commento di altro. Sul “più stato”/”meno stato” in economia intendevo l’intervento statale in quel settore, non l’assenza o presenza dello stato in generale. La destra (i repubblicani negli USA, ad esempio, o le forze di destra economica estrema tipo il tea party – anche in italia) sono per meno stato, tendenzialmente nessun intervento, no tasse, no redistribuzione, no niente, convinti che il mercato debba essere lasciato solo ad autoregolarsi. La sinistra economica (Obama negli USA, o le democrazie socialdemocratiche del nord europa) vede invece necessario l’intervento dello stato, di minore o maggiote entità questo è da discutere (al limite come era nel caso dei paesi comunisti fino a renderlo l’unico attore). Anche il liberalismo paradossalmente non riesce a tirarsi fuori, perché se si predica la necessità di uno stato regolatore che non interviene direttamente, paradossalmente anche questo è intervenire, regolando e non agendo in prima persona. Le “regole” sono infatti in ultima analisi un altro nome delle scelte politiche. Poiché l’econmia da sola non esiste nel vuoto, ma in delle società articolate, credo che un ruolo lo stato debba averlo, per quanto ridotto (l’entità e la forma dell’intervento come dicevo sono il nucleo della discussione). In Europa continentale destra e sinistra non si caratterizzano principalmente per questo tipo di dibattito, ma per la pretesa storicamente nota e attestata di regolare e dettare anche le vite e i valori degli individui. La destra continentale e la sinistra continentale sono state qualcosa di diverso da ciò che esiste altrove: hanno generato stati totalitari. Io per lo meno la vedo così, ma posso sbagliare. Nat mi pare molto più ferrato di me in economia, in filosofia della politica e in molte altre cose.

    Poi la questione dell’autodeterminazione dei popoli. Qui proprio un accenno perché non è possibile trattarne in breve: il problema di fondo sta nella natura del concetto di popolo e in quella costruita del concetto di nazione. Il mito nazionale a mio avviso deve sempre essere relativizzato se si vuole giungere alla pace. Questo discorso della relativizzazione può essere fatto brandendolo come una clava contro il nemico (quasi pretendessimo da lui di essere migliore di noi), oppure in maniera seria studiando e analizzando i vari aspetti antropologici e sociali delle varie (tutte) parti in gioco, non considerando cioè l’Altro prima di tutto come nemico, ma come specchio del Sé. A ben vedere il nemico non esiste. Esistono piuttosto delle persone, alcune con più potere, alcune con più senso dell’umorismo, alcune con meno l’una o l’aòltra cosa.

  48. Bill T. Mukar Says:

    “In Europa continentale destra e sinistra non si caratterizzano”

    intendevo

    “In Europa continentale destra e sinistra non si sono caratterizzate”

    Scusami e ciao.

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