Archivio per la categoria ‘stampa’

Pagina facebook contro la chiusura della rassegna stampa della Camera

19 marzo 2013

Della chiusura della Rassegna Stampa della Camera dei deputati in questo blog se ne parla  QUI, anzi vi consiglio di andare anche nel blog di Paolo Tognetti che sta raccogliendo le varie rassegne stampa ancora libere in rete.
Ho visto (e vi copio incollo qui sotto) che Italo Bellotti ha appena aperto una pagina facebook Libera informazione, dedicata alla vergognosa chiusura al pubblico delle rassegne stampa dei siti dei ministeri, del Senato e della Camera.
Una grande perdita per noi cittadini la chiusura della Rassegna Stampa della Camera dei Deputati e soprattutto del suo ricco archivio facilmente consultabile. E’ una vergogna che facciano pagare A NOI i servizi e che poi non ne possiamo usufruire, come è vergogna che ci facciano pagare i finanziamenti agli editori e poi questi chiedano di chiuderci la rassegna della camera.  Rivogliamo la rassegna della Camera aperta a tutti, altrimenti chiediamo che vengano immediatamente bloccati i finanziamenti alla stampa e agli editori dei giornali e che il lavoro alla Rassegna stampa della Camera se la paghino gli stessi deputati di tasca propria e quelli che avranno le credenziali per accedere. Detto questo io capisco anche le richieste dei giornali che stanno passando una grossa crisi, ma che bisogno c’era di chiudere tutta la rassegna? Bastava chiudere il giorno in cui il quotidiano è in edicola. E soprattutto perché la cattiveria di chiudere anche l’Archivio?
georgia

RASSEGNA STAMPA
Rassegna stampa imbavagliata

Cari lettori e amici,

immagine della pagina Libera informazione

come avete avuto modo di notare, dal 15 marzo non ricevete più la rassegna stampa mattutina.
Tutto ciò esula da una mia decisione, ma è il frutto di un’imposizione istituzionale. Il sito della Camera dei Deputati, infatti, da quella data impedisce l’accesso alla Rassegna stampa ai cittadini, riservandola ai parlamentari e, comunque, restringendo l’accesso attraverso credenziali riservate. Tutto questo grazie a un accordo con la Federazione Italiana Editori Giornali.
Considerando questa decisione un grave attacco alla libertà d’informazione, alla luce, tra l’altro, dei cospicui contributi pubblici di cui godono quasi tutti i giornali italiani, ho deciso di aprire una pagina facebook per denunciare l’accaduto e cercare, insieme a tutti coloro che ci credono, di sensibilizzare il nuovo Parlamento.
Vi chiedo, pertanto, di aprire la pagina Libera Informazione, cliccare su “Mi piace” e diffondere il più possibile il messaggio, utilizzando tutti i social network a disposizione.
Ogni idea, inoltre, sarà la benvenuta per cercare di ripristinare il diritto all’informazione.
Grazie.
Italo Bellotti
Dal Blog di Italo Bellotti via Pd circolo di Valdengo.

Tutti pazzi per grillo, ma …

24 febbraio 2013

giornalisi allontanati dallo staff del M5S verranno fatti poi passare dall’intervento della polizia chiamata dallo stesso staff perché allontanasse i giornalisti. E l’articolo 21 della Costituzione italiana?

Tutti pazzi per Grillo … Ok, eppure che brutto che Grillo NON abbia permesso ai giornalisti italiani di poterci informare (foto) sulla chiusura della sua campagna elettorale, che brutto che abbia dato i posti migliori ai giornalisti stranieri e alla tv a pagamento Sky, che brutto che lo staff del movimento 5  stelle abbia chiamato la polizia per allontanare la stampa italiana e che brutto (per loro ma non per noi) che la polizia abbia dato poi ragione ai giornalisti. Ma cavolo Grillo e Casaleggio non conoscono il sacro articolo 21 della Costituzione Italiana?, vogliono ignorare anche quella e giocare a tu vo’ fa l’amerikano?
I giornalisti, presi singolarmente,  hanno tanti difetti (sono la prima a riconoscerlo)  ma la Stampa è sacra e non siamo ancora  nella guerra in Iraq (dove ai giornalisti per la prima volta nella storia moderna occidentale fu vietato l’accesso a suon di bombardate). I giornalisti non sono mica i loro eletti come Salsi e Favia che possono essere cacciati a loro piacimento. E che brutto che si sia inventato, come fa notare ciwati,  (e QUI ) che il suo programma del M5S sia stato steso anche da Stiglitz  (mentre la moglie di stiglitz nega che lo abbia mai neppure nominato; leggere anche Il post) … ma gli italiani son tutti pataccari bugiardi  come Giannino?
Grillo è dato dai sondaggi clandestini sopra il 20%, quindi il popolo italiano, anche quell’80% che non lo voterà,  ne dovrà tenere conto, come si deve fare in democrazia. Ma a me (che in passato amavo molto Beppe Grillo) chi cresce troppo in fretta non piace per niente e non mi da nessuna fiducia. Ma poi, puta caso che, per maledizione, anch’io fossi presa dal morbo dell‘uomo della provvidenza (che da sempre piace tanto agli italiani e che ci fa regalucci dalla caratura di vent’anni per volta) e  mi fidassi di Grillo?  Grillo è uno SOLO, e tutti gli altri? Chi sono gli altri, Casaleggio compreso, che fino ad oggi sono stati tenuti nell’ombra?
Un voto al buio nella camera scura?
Speriamo che io me la cavo e che tutto finisca al meglio.
Sarebbe un delitto sprecare l’occasione anche stavolta.

A cecigian. Ma quanti Male ci sono?

10 febbraio 2013

Cecigian, in Il nuovo male, n 12, febbraio 2013, p.11

Ma quanti Male ci sono?

Come promesso a cecigian (in un commento nel post che parlava dei vignettisti che per un periodo, sul Manifesto, hanno sostituito Vauro recatosi al Fatto) sono andata a cercare in edicola Il Nuovo Male. Idiotamente pensavo che cecigian parlasse dell’uscita del Male di Vauro e Vincino di cui avevo letto su vari giornali.
Non ho mai amato Vincino e i suoi lunghi e sottili disegni a baccello (o a fava), e poi da quando era passato al Foglio non lo avevo più seguito neppure di striscio (poi mi ero persa anche Vauro finito al Fatto), quindi Il Male tutto sommato non mi interessava  più di tanto. Ma stavolta visto che avevo promesso nel commento di procurarmi l’ultimo numero del Male sono ugualmente andata per acquistarlo.
In edicola mi sono illuminata di stupore: Il Male sono due: uno settimanale e uno mensile. Quello con cecigian è mensile ed è diretto da Vincenzo Sparagna.
Prima di tutto due parole su cecigian che è (anzi sono) un ottimo vignettista (anzi vignettisti), già perché anche cecigian è DUE  (e così ho scoperto come mai, nel commento, si esprimesse come il papa usando il noi): Gianlorenzo Ingrami e Cecilia Alessandrini che sono i due vignettisti che dal 2009 sono diventati cecigian.
Che dietro quell’umorismo cattivo ma delicato ci potesse essere anche una matita femminile era prevedibile. Malgrado questo, il mio stupore è stato genuino, ma la soddisfazione più grande ancora: mi piace quando ha voce anche l’altra metà della satira.
E ora torniamo al Male. La sinistra non si smentisce mai, nel farsi del male, la frammentazione, a mo’ di palline impazzite di mercurio, esiste anche nella satira, e persino una vecchia gloriosa testata se la spartiscono fra le due, e più,  sinistre :-).
Una testata dunque è di Vauro/Vincino ed è finanziata dal Fatto, l’altra, Il NUOVO Male, è di Vincenzo Sparagna (che in questi anni ha continuato a mantenere in vita Frigidaire) e sembra non sia finanziata da nessuno, è mensile e si chiama, appunto  il NUOVO Male è fatto da frigidaire “contro tutti i potenti e i prepotenti del mondo. Sono 16 pagine tabloid a colori libere da qualsiasi censura, scanzonate e divertenti, ma anche capaci di far riflettere su tante cose. Non perdetelo, costa solo 2,50 euro e li vale tutti“.
L’idea di fare questo nuovo Male è frutto della reazione incredula di fronte alla corruzione ideale e alla deriva barzellettistica che stanno distruggendo quel poco che restava della cosiddetta satira italiana” (continua a leggere QUI)

marilena nardi

La polemica tra Vincino e Sparagna è stata dura, durissima. Sparagna ha definito Vauro e Vincino “nuove star della satira da salotto televisivo ben foraggiate dai centri di disinformazione“.
La polemica ha toccato punti alti, al punto che Sparagna ha pubblicato e messo in vendita al prezzo di  € 3.550,00, una vignetta di Andrea Pazienza su Vincino, è possibile vederla e leggerne la storia (vera, falsa?) su frigolandia.
Andrea Pazienza aveva fatto anche il ritratto a Sparagna.
Naturalmentne la polemica fra satire  ha provocato altra satira, come la vignetta della bravissima Marilena Nardi.

IL NUOVO MALE n.12 è in edicola. Mensile di satira e idee diretto da Vincenzo Sparagna ( 2,50 euro). Speciale nell’interno “IL PORCO”, un giornale falso/vero fondato e diretto da Libero Suino, che guida la rivolta dei maiali contro le bestie umane: “… E chiamano porcellum la più truffaldina e infame legge elettorale di tutti i tempi…” (da QUI).
Su Il nuovo Male trovate molte vignette  di Giuliano (fra cui quella in copertina) l’indimenticabile vignettista del vecchio Male e poi della Repubblica.
A p.2 una divertente Rassegna stampa di giornali incredibili: Il malessere, Il Male Minore, Il Malconfuso, il Male Accompagnato,  e vignette che commentano i fatti: Ruby e il conflitto di attributi, la semplificazione burocratica fatta da Monti per le imprese,  la perversione dei fatti giusta, e i veri ideali di chi fa nuovi partiti.
Ci sono molte strisce come quella di Marco Pinna e Carlo Gubitosa a p. 4, MEDIAEVO 2013, dell’operaio Nicola nell’eta della tecnica che vive nel quartiere La sciurla: cementi friabili per una popolazione stipata

M. Pinna, C. Gubitosa, Mediaevo 2013, in Il nuovo male, n. 12, febbraio 2013, p. 4. Clicca sull’immagine per ingrandire

Notizie epocali su Standard Poor’s e Muos

6 febbraio 2013

Manifesto 6 febbraio 2013,p. 1

Oggi ci sono delle notizie di grande importanza.
Una è che Obama fa causa alla agenzia di rating  Standard&Poor’s. E’ un avvenimento che definirei epocale, rivoluzionario (Repubblica, Il fatto quotidianoHuffington Post, Federico Rampini video) .
Anche se i primi a dirlo sono stati i magistrati della procura di Trani (leggere QUI e QUI)
Agenzie di Rating.

L’altra è prettamente italiana e viene dalla Sicilia. Rosario Crocetta, grande presidente della regione Sicilia revoca le autorizzazioni al Pentagono per la costruzione del sistema radar Muos. E anche questo è un avvenimento epocale (Manifesto, Corriere, TMN, ).

L’altra notiza importante è il primo passo verso  l’approvazione del matrimonio anche fra persone dello stesso sesso, fatto dal Parlamento inglese, che viene però dopo quello francese. Inoltre il Pentagono riconosce diritti alle coppie omosessuali.
Veramente epocale sarà però solo dopo l’approvazione del Parlamento italiano.
Intanto il fascista Putin vara la legge anti-gay, sarà vietato persino parlarne e in molti paesi dell’est gli omosessuali sono costretti alla clandestinità.

un gran giorno per il ciclismo

1 febbraio 2013

da QUI

Repubblica, Corriere, La stampa, Fatto quotidiano,

«Chi» esclusivo: Antonio Ingroia

25 gennaio 2013

Sono io la rivoluzione in politica (?)

Ieri ve ne avevo accennato basita, oggi vi linko le pagine dell’intervista di Antonio Ingroia a CHI,  giornale oltremodo trash di Berlusconi/Signorini.
Prima che pensiate che ho censurato la p. 48 perché li chissà che cose celestiali diceva la mia simpatia del momento, dico subito che c’era un pubblicità a tutta pagina, che vi ho risparmiato, una pubblicità che, come tutte le pubblicità ormai, sembra uno spot elettorale di quelli vomitevolmente dolciastri.
A p. 48 c’è la pubblicità del Pane degli angeli (lievito) con titolo Far dolci è…magia.
E sotto:
Chi fa dolci il ciel l’aiuta.

Lievito Pane degli angeli
Magia? E’ nello sguardo dei tuoi bambini ogni volta che porti in tavola la tua torta ben lievitata. Per questo Paneangeli è al tuo fianco da oltre ottant’anni.
Al momento i politici eviterebbero gli ottant’anni e ci direbbero che loro sono la novità del momento, che loro sono il nuovo che avanza, ma il meccanismo infingardo degli occhi pieni di magia degli elettori all’arrivo del salvatore di turno,  è lo stesso;-)

Eccovi il servizietto di Signorini/Berlusconi
Giulia Cerasoli, Antonio Ingroia. Sono io la Rivoluzione in politica, «CHI», n. 5, 30 gennaio 2013, pp. 46-50.
- pagina 46.
- pagina 47.
- pagina 49.
- pagina 50.

Sinceramente quello che  mi ha un po’ indignato è quando dice all’inizio (sempre che sia quello che ha veramente detto, ma non me ne faccio un problema perché, se uno va su un settimanale di Berlusconi diretto da Signorini, mica sarò io a dovermi preoccupare che lo abbiano interpretato correttamente ;-)

da Chi 30 gennaio 2013, p. 49

[…]
Ma prima chiarisce: il suo nemico numero uno non è Berlusconi ma è Monti.
Domanda: Perché?
Risposta: Perché è il volto gentile della destra italiana, rappresenta i poteri forti, lo dice anche Berlusconi.
p. 49
[…]
Ma ho letto bene???!!!!  Lo dice anche Berlusconi!!!!????!!! … ma che vuol dire, che se lo dice Berlusconi è come minimo Vangelo? Boh …

E bravo Ingroia, disposto a tutto!

24 gennaio 2013

da Repubblica 24 gennaio 2013, p. 8

Blitzquotidiano,

E bravo Ingroia disposto a tutto pur di avere un piccolo spazio di visibilità. Prima ha usato il falso pentito Massimo Ciancimino, Poi  l’incarico all’Onu (durato quanto? lo spazio di un attimo tra due parentesi televisive?). Poi ha usato quelli di Cambiare si può, scaricandoli quasi subito. Poi si è appropriato, per il logo, di un quadro che appartiene a tutti e lo ha messo in una patacca occupata quasi solo dal suo nome. Ora è disposto pure a dire che il cavaliere sia simpatico e spiritoso.
Che il cavaliere non fosse il suo nemico non c’era bisogno di dircelo, lo sapevamo già, lo avevamo intuito fin dall’inizio e sospettato da Santoro.
Ma nessuno l’ha avvisato che, a chi è di sinistra, porta sfiga andare a fare il tomino piacione su quelle riviste patinate? già lo fece Ferrero, gasato dall’essere diventato segretario di Prc (dopo il mini golpe notturno contro Vendola) , …  e per saperne qualcosa, da allora, per parecchio tempo si è dovuto andare da Chi l’ha visto ;-).
Almeno, tutto sommato, Ferrero si mise in posa per Novella 2000 che, rispetto a Chi, è quasi la vecchia Rivista del manifesto.
Che devo dire? Grillo non riscuote al momento le mie simpatie (urla troppo e dice cose d’un qualunquismo e populismo disgustoso) però come artista nel dare soprannomi è sempre insuperabile, e di Ingroia ha detto che ormai è un Bidone aspiratutto … sta a vedere che ci candida anche Signorini.
Aspira davvero tutto, proprio TUTTO, basta che non siano donne  ;-)

Vogliamo la rassegna stampa della Camera pubblica

8 gennaio 2013

Biblioteca pubblica di Kansan City

Ne avevo già parlato QUI.
A me la notizia era sembrata, e sembra, molto brutta e limitante della libertà di informazione e sopratutto del diritto di ogni uomo libero di potersi informare con ogni mezzo. Diritto  conquistato e  ampliato enormemente in questi anni di rete, ma vedo con tristezza che la chiusura della rassegna stampa della Camera NON ha interessato quasi nessuno.
Noi paghiamo un alto costo per la politica, in tempo di crisi ce ne siamo accorti. Per me è’ giusto che lo paghiamo, la democrazia non è mai gratis e poi “a costo zero” non esiste nulla di buono (se non per un genovese tirchio come Grillo) e se esiste c’è sempre chi ci specula sopra e finiamo col pagare un costo ancora più alto.
Naturalmente le regole sull’uso del denaro pubblico dovrebbero essere chiare e fatte rispettare rigidamente e anche severamente, come in Germania e in Inghilterra, dove un politico viene processato per ogni indebita spesa (fosse anche solo un dvd o un libro).
Riaffermata con forza questa cosa lapalassiana,  va poi anche riconosciuto che certe spese legittime noi (o almeno io) le paghiamo volentieri, ma a patto che poi anche noi (anzi soprattutto noi) possiamo avere accesso al lavoro da noi pagato. Se spendono soldi pubblici per delle strade a cui noi non possiamo accedere sarebbe giusto insorgere e buttare giù le barriere.
Bene soldi pubblici per il pubblico e per la politica pubblica! ma solo a patto che sia davvero PUBBLICA.
Uno di questi lavori pubblici (tra l’altro ottimo) è quello compiuto negli ultimi 15 anni dagli addetti alla rassegna stampa, on line, della Camera dei deputati. Lavoro che ha prodotto un ottimo archivio di facile consultazione, va detto che non è perfetto perché rispecchia spesso la politica della maggioranza parlamentare, ad esempio nella scorsa legislatura c’erano molti più articoli presi dal Manifesto, ora sono più quelli da Libero, Foglio e Giornale. Nell’altra legislatura c’era una rassegna anche culturale e molti erano gli articoli delle terze pagine, oggi sono quasi assenti, ma questo è un prezzo da pagare e, tutto sommato,  voluto dai cittadini che hanno votato a sinistra nella scorsa legislatura e a destra in quella attuale.
Dalla prossima settimana questo servizio della Camera DA NOI PAGATO, per noi verrà chiuso. Sarà accessibile solo per gli addetti e probabilmente per i raccomandati da qualcuno.
Io non ci sto.
Noi normali cittadini continueremo a pagare il servizio, ma non ne potremo più usufruire.
NON è giusto e forse è ANCHE anticostituzionale.
Di questo dobbiamo ringraziare la presidenza della Camera e il suo ufficio che in sordina, a fine legislatura ha preso questa decisione. Stessa cosa succede al Senato, ma lì l’archivio  non è mai stato facilmente consultabile e quindi non ne sentiremo la mancanza.
A chi non si preoccupa di questo fatto forse sfugge l’importanza della presenza in rete di archivi di quotidiani che ti permettono di confrontare notizie, di ricercare vecchi articoli, magari citati infingardamente ed erroneamente da qualche politico in fregola di campagna elettorale ecc.
Ad esempio a me Ingroia per ora proprio non piace molto (credo si sia capito), ma la mia vera antipatia è iniziata quando ho potuto confrontare quanto lui, in tv, faceva dire a Zagrebelsky (citando, in appoggio a quanto stava dicendo, un suo articolo dell’agosto) e quanto realmente aveva detto Zagrebelsky (l’articolo l’ho trovato con un click sulla rassegna stampa Camera).
Da allora il dubbio che Ingroia cialtroneggi e sia un pressapochista non me lo leva nessuno.
Il servizio (ripeto ottimo, soprattutto per via del ricco archivio) è uno strumento democratico che aiuta ogni cittadino a fare quella che gli inglesi chiamano fact checking, la verifica dei fatti. La democrazia si basa proprio sulla trasparenza e sulla possibiltà di verificare la veridicita di quello che dicono i politici (ma non solo quelli) da noi eletti.
Siamo stufi di infingardaggine e di cialtronerie a fini elettorali e di propaganda.
Siamo stufi di avere molti giornalisti che tutto fanno fuorché il nostro interesse e quello della verità di informazione quindi …
VOGLIAMO POTER CONTROLLARE OGGI, IERI E  DOMANI.
VOGLIAMO CHE L’ARCHIVIO DELLA CAMERA RIMANGA APERTO ALLA NOSTRA CONSULTAZIONE.
ANZI VOGLIAMO CHE TUTTI GLI ARCHIVI pubblici on line VENGANO APERTI per poter ammirare chi aveva ragione e sputtanare chi ha, e aveva, torto.
Vogliamo che un luogo pubblico pagato con soldi pubblici rimanga aperto al pubblico.
Capisco che i giornali debbano vendere, questo sì, perché sono posti di lavoro che vanno rispettati, ma per questo basterebbe chiudere al pubblico gli articoli del giorno corrente e renderli pubblici solo il giorno dopo.
Un giornale, da che mondo è mondo, il giorno dopo, in cartaceo, serve solo per impacchettarci il pesce come diceva Pintor. Ma lo stesso giornale, messo in chiaro on line, diventa potente strumento di informazione e di controllo per sempre.
Oggi un articolo sulla Voce Repubblicana (trovato tramite rassegna stampa ;-),  ve l’ho copiato e ve lo posto. E’ senza autore ma è probabile che sia di Stefano Passigli l’unico veramente sensibile, in Italia, a queste tematiche di grande importanza (georgia).

Camera dei deputati: Addio Rassegna Stampa

Addio rassegna stampa. Nelle prossime settimane ci sarà un cambiamento molto importante sul sito della Camera dei deputati e in quello del Senato della Repubblica. Le due rassegna stampa non saranno più consultabili dagli utenti esterni dei siti. La ragione è spiegata in un comunicato diffuso lo scorso 7 dicembre, quando, in un comunicato congiunto, l’amministrazione di Camera e Senato hanno detto che “dal prossimo anno le rassegne stampa di Camera e Senato saranno disponibili sul sito intranet per le esigenze informative dei parlamentari e di altre categorie di soggetti istituzionali a ciò autorizzate. Tale soluzione, da una parte, tiene presente le legittime richieste degli editori, e, dall’altra contempera queste ultime con il carattere di servizio di informazione a livello istituzionale svolto dal Senato e dalla Camera”.Chi ha preso una decisione del genere? E’ stato l’ufficio di Presidenza della Camera dei deputati e quello del Senato. Si tratta comunque di una scelta “particolare”, come minimo, per una serie di ragioni. Innanzitutto è stato un errore lasciar prendere questa decisione, su pressione della Fieg, a questo Ufficio di presidenza della Camera dei deputati pochi giorni prima della fine della legislatura. Per il Senato la decisione è meno grave visto che da questa rassegna stampa era impossibile fare ricerche di archivio su parole chiave. Non si comprende perché la decisione sia stata presa per difendere il diritto d’autore, quando gli articoli della rassegna stampa non sono pubblicati in formato htlm, quello che permette il copia incolla, ma in quello pdf. E nessuno si è curato di interpellare i dipendenti della Camera che ogni giorno realizzano la rassegna stampa. Resta da chiarire il mistero sul perché la Fieg abbia voluto, a tutti i costi chiudere la rassegna stampa della Camera. Con la chiusura dell’archivio e del sito della rassegna stampa si tolgie all’opinione pubblica un elemento importante di valutazione politica sull’attività degli esponenti dei partiti politici e di uomini dell’industria. Chiudere quel sito significa mettere la sordina all’archivio. Gli editori e l’ufficio di presidenza della Camera hanno pensato di voler tutelare questo aspetto rispetto al grande lavoro svolto dall’Ufficio della rassegna stampa della Camera dei deputati che, in 15 anni di lavoro, aveva lasciato in eredità all’opinione pubblica un patrimonio consistente.
La voce Repubblicana, 8 gennaio 2013, p. 2

Rassegna stampa addio?

8 dicembre 2012

Capisco che la vendita giornaliera dei quotidiani vada garantita e difesa e infatti penso sia legittimo non fornire a tutti (ma solo ad uso interno) la rassegna quotidiana fatta dalle due Camere.
Ma addirittura rendere SEMPRE la “pubblicazione degli articoli esclusivamente sulla rete interna per le esigenze informative dei parlamentari e di altre categorie di soggetti istituzionali a ciò autorizzate“, credo sia una cosa molto ingiusta, una vera e propria carognata, uno dei tanti privilegi dei nostri stipendiati (i parlamentari).
Anche il cittadino ha esigenza di informarsi, di leggere, di controllare quello che dicono i giornali, i parlamentari, sapere quello che succede nel mondo.
Anche il cittadino ha la necessità di fare ricerche, studiare, ecc. usando l’archivio della rassegna stampa delle due Camere. Privarlo di questo diritto credo sia una cosa molto ingiusta anche perché aprendo la rassegna solo dal giorno dopo, non verrebbe più leso alcun diritto, ne tanto meno diminuito alcun legittimo profitto del giornale, a meno che ora non si voglia addirittura speculare proprio sulla vendita via rete della consultazione dei vecchi articoli e questo mi sembrerebbe così spregevole da indurmi a non comprare più quei giornali che addirittura volessero speculare sul proprio archivio (ricordo che ogni copia di giornale italiano  si deve trovare per legge nelle biblioteche nazionali, del tutto gratis e quindi aperto alla libera consultazione).
Sarebbe una speculazione, quella degli editori di giornali, del tutto illegittima, addirittura sarebbe infierire sul povero cittadino, se si pensa che già le pagine on line dei giornali sono così zeppe di pubblicità che sgusciano fuori, in video,  da ogni dove, al punto tale da costringerci a delle vere guerre di sterminio dello spot. Già abbiamo ‘sto stress, già compriamo almeno un giornale al giorno (con la crisi in atto), e poi dovremmo pure pagarci gli articoli vecchi?
Spero che le camere del Parlamento continuino a fornire, dal giorno dopo, anche a noi il servizio della rassegna stampa fornito ai nostri stipendiati (parlamentari) e soprattutto che ci permettano di consultare l’archivio (georgia )

Addio rassegna stampa gratis online, Camera e Senato chiudono il servizio
Da gennaio solo un ristretto numero di addetti ai lavori potrà accedere alla selezione dei migliori articoli dei giornali pubblicata sui siti di Montecitorio e Palazzo Madama. Accolte le richieste degli editori, ma in rete scoppia la protesta

ROMA – Addio rassegna stampa gratis sui siti di Camera e Senato. Palazzo Madama e Montecitorio hanno raggiunto un accordo con la Federazione degli editori che prevede dal prossimo gennaio la pubblicazione degli articoli esclusivamente sulla rete interna per le esigenze informative dei parlamentari e di altre categorie di soggetti istituzionali a ciò autorizzate.
Il raggiungimento dell’intesa è stato accolto con soddisfazione dalla Fieg. “L’interruzione della pubblicazione sui rispettivi siti internet degli articoli di giornali e l’impegno assunto da ambedue le Istituzioni di verificare la effettiva titolarità, in capo alle società ed agenzie di rassegne stampa, dei diritti di riproduzione e di utilizzazione economica dei prodotti editoriali da esse forniti – sottolinea il presidente Giulio Anselmi – rappresentano un importante riconoscimento delle legittime richieste degli editori in materia di diritto d’autore”. L’auspicio, aggiunge, “è che il percorso di legalità promosso dagli editori italiani, in conformità anche alle indicazioni che emergono dal recente dibattito europeo, possa proseguire con la condivisione di tutti i soggetti, pubblici e privati, coinvolti nell’utilizzo delle rassegne stampa”.
Proteste e mugugni invece in rete, dove la rassegna stampa rappresentava per molti un’apprezzata risorsa informativa gratuita garantita da una squadra di redattori e archivisti che ogni mattina alle 9 pubblicava in rete un centinaio di articoli tratti dai quotidiani in edicola. Per scongiurare la fine di questo servizio si era adoperato nei giorni scorsi anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. “La rassegna online – aveva chiarito – è un servizio offerto gratuitamente ai cittadini e che garantisce un effettivo pluralismo dell’informazione. Personalmente non vedo perché nell’era di internet la rassegna debba essere oscurata”. Posizione che si è dovuta però piegare alle ragioni degli editori, a maggior ragione in un momento in cui il settore vive una fase di grave difficoltà economica con numerodi posti di lavoro a rischio.
Repubblica,  7 dicembre 2012
Anche su Help consumatori, La Sicilia.it, Il velino,

La miglior copertina di giornale

30 novembre 2012
manifesto 30 novembre 2012

Manifesto 30 novembre 2012

La Palestina è stata riconosciuta dall’Assemblea Generale dell’Onu Stato non membro osservatore permanente: 138 sì, 9 contrari, 41 astenuti.
I nove Stati che hanno votato no alla risoluzione per il riconoscimento della Palestina come Stato osservatore: Israele, Canada, Stati Uniti, Micronesia, Repubblica Ceca, Isole Marshall, Nauru, Palau e Panama (da NenaNews).


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