
Mauro Biani, 22 maggio 2012
Formidabile la vignetta di Biani di oggi (leggere QUI dove c’è anche linkato l’articolo a cui si riferisce) mi ha strappato un sorriso distensivo perché l’episodio mi aveva talmente indignato che ero rimasta senza parole a disposizione.
Dopo la tragedia di Brindisi la vergognosa sceneggiata sullo scoop sul ritrovamento del colpevole (di cui ad un certo punto hanno pure diffuso il nome, fatto vedere la casa, dato l’indirizzo) è stata veramente vergognosa, non solo per la solita abitudine dei giornalisti di sbattere subito chiunque, in barba alla privacy più elementare, sulle prime pagine (e sulla home in rete), ma perché stavolta hanno superato ogni vergogna, quel poveretto è stato indicato come sicuro colpevole perché aveva la mano offesa, ma che cavolo vuol dire mano offesa? ferita, rotta, mancante, rattrapita? offesa non l’avevo ancora mai sentito dire, … o forse sì, forse l’ho letto in qualche romanzo dell’ottocento quando chiamavano mal sottile la tubercolosi. E stato indicato come sicuro colpevole su prove inconfutabili, oltre alla mano offesa: perché claudicante (beh almeno non hanno detto la gamba offesa;-), perchè la figlia quel giorno era turbata (così aveva detto un vicino) e il colmo dei colmi, perchè aveva un amico che vendeva bombole del gas … COSE DA PAZZI, da non crederci. A quel poveretto con “la mano offesa” (quindi ancora più inerme) hanno fatto rischiare, senza neppure porsi il problema, *l’offesa* del linciaggio. E c’è da aggiungere che il fatto che fosse innocente (come ormai è accertato) o meno, non ha nessuna importanza, perché comunque NON è così che si trattano gli umani, quegli umani che il giornalista ha il dovere di informare, ma non di offendere e di metterne a repentaglio la vita. Tutto sommato ha ragione Rosy Bindi che ieri sera ha detto dalla Gruber (e a Mieli che era presente con la solita supponenza annoiata) che è giusto che la classe politica sia sotto osservazione e criticata duramente, ma non è la sola a doverlo essere, anche gli intellettuali, anche i giornalisti, le iene dei giornali come li chiama Franco Battiato, DOVREBBERO ESSERE MESSI SOTTO SERIA OSSERVAZIONE. Anche i giornalisti devono essere processati duramente dalla società civile che oggi si esprime soprattutto in rete.
Il giornalismo di questi giorni (ma direi di sempre) è stato (se è possibile) ancora più indecente di certi politici.










PARIGI – Avrebbe compiuto 99 anni la settimana prossima Dominique Rolin, morta ieri a Parigi. Autrice di una trentina di romanzi, era nata a Bruxelles il 22 maggio 1913. Molto apprezzata in Francia – per le invenzioni linguistiche e l’accostamento al Nouveau Roman -, ma poco tradotta in Italia, aveva legato il suo nome anche a un curioso “scandalo” nell’ambiente letterario d’Oltralpe. Nel 2000, durante la trasmissione tv di approfondimento culturale Bouillon de Culture, curata da Bernard Pivot, Rolin rivelò di essere stata per circa quarant’anni l’amante “clandestina” dello scrittore Philippe Sollers, di tredici anni più giovane. La loro storia, cominciata nel 1958, era proseguita di nascosto anche durante il matrimonio di lui con la psicoanalista e saggista Julia Kristeva, sposata nel 1967.







