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Quando la destra manipola la sinistra e …

24 aprile 2012

Stasera muore il fascismo foto postata dal blog Alfakappa

E’ un po di tempo che la destra, che si finge “sociale”, manipola rozzamente, a proprio uso e consumo, la cultura di sinistra, e lo fa non certo per ammirazione o condivisione di certi valori universali o di alcune lotte di sinistra, ma solo per cavalcare, opportunisticamente e populisticamente, il disagio e la rabbia giovanile.
Alexis del blog Alfakappa, lo aveva fatto notare postando questa foto (che ho messo sopra), aveva fatto notare soprattutto la stupidità dei fascisti romani che usavano, senza saperlo, una manifestazione ad Atene CONTRO di loro
Alexis aveva scritto :
Un manifesto fascista di Storace contro il governo Monti con la foto di una manifestazione … di sinistra … in Grecia con il cartello: ΑΠΟΨΕ ΠΕΘΑΙΝΕΙ Ο ΦΑΣΙΣΜΟΣ: stasera muore il fascismo!! :-)“.
Possiamo dire che in questo caso i fascisti si sono dati le martellate sui coglioni da soli e sono stati puniti dalla loro crassa ignoranza che esalta tanto il Liceo Classico, ma poi non è in grado neppure di tradursi in proprio  (senza l’ausilio della sinistra) uno slogan che apre un corteo ;-).
Oggi vedo che i fascisti romani hanno manipolato, a loro uso e consumo, anche una canzone di Francesco Guccini con manifesti che tappezzano le strade di Roma.

manifesto fascista nelle strade di Roma, foto presa da Repubblica

Il loro 25 aprile
di Furio Colombo
Da ieri nelle strade e nelle piazze della Capitale italiana, si vedono grandi manifesti che celebrano la Repubblica di Salò. Avete capito bene. Celebrano la repubblica di Salò sotto la data del 25 aprile. La scritta è stampata in alto sopra la foto di un reparto di Brigate nere passate in rivista dall’ultimo segretario del Partito fascista, Pavolini. Non confondete. Non erano soldati per combattere. Erano soldati da rastrellamento. Rastrellamento vuol dire (nel linguaggio della mia infanzia, quando ho visto ciò che accadeva con lo stesso orrore che provo oggi) catturare antifascisti e partigiani destinati a morire. Sono i “soldati” impegnati a tempo pieno a trovare e catturare cittadini italiani ebrei, bambini e malati inclusi, da consegnare ai camerati tedeschi per lo sterminio nei campi. Quei campi hanno continuato a uccidere fino all’ultimo giorno e all’ultimo fascista in condizione di “combattere” quella guerra ignobile e spaventosa. Fa impressione che quei manifesti siano affissi negli spazi con la scritta “Comune di Roma”. Fa impressione e orrore che lo slogan del manifesto sia la scritta: “Tutti gli eroi sono giovani e belli”. Sono gli eroi che hanno mandato a morte ogni ebreo, ogni partigiano, ogni antifascista su cui sono riusciti a mettere le mani. Mani non di combattenti ma di carnefici. Sono gli eroi che hanno dato una mano alla razzia romana del 16 ottobre (tutte le famiglie trovate nel ghetto, mille persone con tutti i bambini, quasi nessuno è tornato). Sono i complici delle stragi compiute dai camerati tedeschi nei villaggi e paesi dove anche il parroco è stato ucciso, Sono coloro che pagavano lire 5.000 a quelli che indicavano il nascondiglio di un italiano ebreo da mandare a morire. Sono i “ragazzi” che si sono preoccupati di far arrivare ad Auschwitz Primo Levi, catturato mentre combatteva da partigiano. Il macabro manifesto reca in basso la scritta “ai ragazzi di Salò”. Nei giorni scorsi l’ambasciatrice svedese a Roma mi ha espresso il desiderio di celebrare insieme, a Roma, l’anniversario della nascita di Raul Wallenberg, il giovane diplomatico svedese che, assiemeall’italianoGiorgioPerlasca, ha salvato migliaia di ebrei ungheresi. Le ho detto sì. Non nella Roma di Alemanno. A Roma hanno fatto bene le associazioni della Resistenza a non invitare le istituzioni di questa città e di questo manifesto alla celebrazione del 25 aprile.
il Fatto, 24 aprile 2012

Un brano di Guccini sui manifesti su Salò: è polemica
Non ci vuole troppo a stravolgere la storia, figuriamoci una canzone. Un brano scritto nel 1972, tempi difficili per l’Italia, diceva che “Gli eroi son tutti giovani e belli” e parlava di disparità sociale, treni a vapore e ragazzi commossi da un’idea che ora suona arcaica: “Trionfi la giustizia proletaria” .
Così cantava Francesco Guccini in “La locomotiva”, così hanno scritto su grandi manifesti appesi in tutta la città tra i giorni del Natale di Roma (la fondazione di Romolo celebrata quest’anno con particolare impegno) e il 25 aprile.
Nella foto in bianco e nero si vedono i fedeli del regime con l’elmetto in testa e i pantaloni alla zuava. Più in basso la dedica: “Ai ragazzi di Salò”. “Non è la prima volta che si prendo un mio testo e si stravolge il senso, ma stavolta non m’è piaciuto proprio ha detto ieri Guccini Tra quelli di Salò ci sarà stata anche gente in buona fede, ma sicuramente stava dalla parte sbagliata: nella Resistenza c’è chi ci ha lottato per la libertà a costo della vita, dall’altra parte si parteggiava con i nazisti e con la tortura. Ricordare la liberazione è molto importante”.
il Fatto, 24 aprile 12

Siamo tutti greci

19 febbraio 2012

Enzo Apicella 19 febbraio 2012

Milano 18 febbraio 2012

Ricevo da Alexis  e  volenteri segnalo.
Ieri anche  a Milano un piccolo segnale: Siamo tutti greci.
Altre foto QUI.
La manifestazione di solidarietà era in tutto il mondo.


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