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Amitav Ghosh i blog e la sconfitta dei puritani della scrittura

14 maggio 2012

foto prese dal post di oggi, Occupy Art!,  nel blog di Amitav Ghosh

Ieri è stata pubblicata da Repubblica, in occasione della presenza di Amitav Ghosh al Salone del libro di Torino una sua interessantissima riflessione  sulla forma blog e sui suoi predecessori, dal rotolo dipinto dei cinesi alla commistione immagine scrittura che la grande letteratura ha mantenuto per secoli fino alla vittoria quasi puritana della prevalenza della scritture nel novecento. Assemblare immagini e appunti scritti, scrive Ghosh èun modo di conoscere il mondo e il blog è un potente mezzo per questo. Lo scrittore indiano di lingua inglese tiene un bellissimo blog, il suo nome come titolo Amitav Ghosh (georgia)

Se il blog, come forma, ha un vero predecessore, è il rotolo dipinto cinese. Non solo l’occhio segue il “contenuto” in modo analogo, ma anche i rotoli dipinti servivano come documentazione, racconto, comunicato, eccetera. Nei rotoli dipinti c’era perfino l’equivalente dello “spazio commenti”, dove nel corso dei secoli venivano aggiunte interpolazioni e sigilli.
[...]  confermando i pregiudizi dei puritani che avevano sempre guardato con sospetto alla commistione di immagini e testo. A metà del XX° secolo il trionfo del testo era completo. Per Dickens era normale che in un romanzo si includessero immagini, non così per Joyce o per Hemingway. “Arte” e “Letteratura” presero strade separate e si finì per considerare pericoloso ogni scambio fra le due. […] È utile riflettere su quanto fossero profondi e potenti questi pregiudizi. Quando ero ragazzo i fumetti erano visti come una debolezza che impediva alla mente di svilupparsi appieno. Si poteva essere puniti se scoperti a leggerli. Ciò perché si pensava che una mente abituata al figurativo sarebbe stata meno capace di vedersela con idee difficili o astratte.
[...]
Ma spesso, mentre scatto fotografie, prendo anche appunti. Di per sé, né le une né gli altri hanno particolare valore, ma messi insieme si rafforzano. Assemblarli è un modo di conoscere il mondo – un modo che mi viene naturale. A parte il blog, non esiste altro medium in cui sarebbe possibile la loro pubblicazione. Stamparli insieme avrebbe costi proibitivi (amitav ghosh)

Perché i rotoli dipinti cinesi sono gli antenati dei blog
Lo scrittore indiano racconta la sua passione per le lunghe pagine web ricche di foto Che preferisce ai rapidi tweet
Di Amitav Ghosh

Repubblica, 13 maggio 2012, p. 52

Il blogging cominciò a interessarmi solo quando aveva cessato di essere la cosa più nuova e incandescente. Fino a quel momento le sue potenzialità erano oscurate dalla tempestività che da esso si esigeva. Tutti i blog si occupavano del Qui-e-Ora; ci si aspettava che fornissero l’equivalente degli aggiornamenti in diretta e dei reality tv. I post erano flussi di parole abbreviate, la punteggiatura veniva ignorata e il carattere usato era di solito uno sgraziato sans-serif. Il formato sembrava voler mimare una concezione del “mondo reale” in cui i fatti e i sentimenti rotolano oltre lo spettatore come i detriti disordinati di un fiume in piena. Si potrebbe anche dire che quell’incompiutezza era per i blog ciò che la scansione è per un certo tipo di versi: una condizione del formato stesso. Il “look” costituiva la prova grafica di urgenza e autenticità. I post spesso erano concepiti per essere letti come dichiarazioni, o testimonianze, e le loro parole dovevano apparire come uscite di getto, sotto la spinta del tempo, di una profonda emozione, o di qualche incontenibile stimolo esterno.
Ma quei giorni ormai sono lontani. Oggi la funzione di testimoniare e fornire aggiornamenti in tempo reale è stata assunta dalle reti sociali e dagli sms. Dopo tutto i post di un blog, quale che sia l’urgenza con cui vengono composti, richiedono un uso esteso del linguaggio e una qualche formattazione. Tweet e sms sono comunque un’altra questione, i blog non possono sperare di competere quanto a sveltezza e tempestività. Né possono competere con Facebook e Twitter come forum di discussione. Inoltre i troll di Internet hanno parecchio contribuito a fare dello “spazio commenti” un lusso che solo i siti web economicamente solidi possono permettersi. (more…)


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