Posts Tagged ‘lega araba’

Siria

12 febbraio 2012

Volevo postarvelo ieri questo articolo di Robert Fisk, poi mi sono distratta a discutere su Nazione indiana con lorenzo che difende il regime di Assad e  da un po’ mi da di troll. Va beh, a parte questo, ve lo segnalo ora, lo potete leggere QUI, anche se in realtà la notizia della giornata è che oggi i ministri degli esteri della lega araba si riuniscono al Cairo proprio per esaminare la possibilità di formare una nuova commissione di osservatori, insieme all’Onu,  e poi che ieri ha rassegnato le dimissioni il discusso capo degli osservatori, il generale sudanese Mohammed al Dabi (cfr).
Altra notizia di ieri è che Hamas si sia divisa: una parte (Haniyeh) appoggia il regime di Assad e un’altra (Khaled Meshaal che è appena uscito dalla Siria) la  protesta contro il regime.

Siria ultimo atto?

31 gennaio 2012

Ieri su al jazeera correva voce che la moglie di Assad avesse tentato con i figli di raggiungere l’areoporto per andare all’estero. Sembra che sia stata fermata. Se la notizia è vera vorrebbe dire che gli anti regime controllano una parte del territorio e soprattutto l’areoporto. Oggi vedo che c’è un articolo sul Manifesto che vi posto insieme ad un video da al jazeera.
La mia totale solidarieta al popolo siriano con l’augurio che riescano a liberarsi presto della dittatura (e dalle condizioni tragiche di questi giorni) e da un dittatore che si è permesso di bombardare le case dei propri cittadini (una delle azioni più indegne che possa essere fatta). Spero con tutto il mio cuore che riescano a liberarsi senza i bombardieri della Nato.
Potete anche leggere Repubblica, e QUI i video della Repubblica.


Il Consiglio di sicurezza Onu dà il via all’Operazione Siria

redazione
Un’altra “guerra umanitaria” in vista? Oggi Qatar e Lega araba presentano il “piano” che prevede le dimissioni di Assad, presenti Hillary Clinton e Alain Juppè. No di Mosca e forse di Pechino, per ora

L’Operazione Siria è partita sulle orme di quella che in marzo portò alla «guerra umanitaria» contro la Libia di Gheddafi. Il canovaccio è grosso modo lo stesso e, al momento, l’unica variante è l’atteggiamento di Russia (insieme, probabilmente, alla Cina) che al contrario del marzo scorso, quando  entrambe non andarono oltre l’astensione nelle risoluzioni su sanzioni e no-fly zone consentendo di fatto il via libera ai bombardamenti Nato, questa volta, almeno per il momento, sembra decisa a usare il suo (o il loro) potere di veto sulle risoluzioni che i 15 del Consiglio si accingono a discutere e votare. Oggi al Palazzo di vetro newyorkese è stata annunciata la presenza della stessa Hillary Clinton, segretario di stato Usa, e del ministro degli esteri francese Alain Juppè per ascoltare i due esponenti arabi che arriveranno per illustrare e perorare il «piano» della Lega araba rispetto alla crisi siriana. I due saranno il primo ministro del Qatar (anche stavolta in prima fila, insieme all’Arabia saudita), Hamad el Qassem, e il segretario generale della Lega, l’egiziano Nabil al Arabi.
Il «piano» prevede la rinuncia immediata del presidente siriano Bashar al Assad in favore del suo vice e la formazione di un governo «di unità nazionale» con l’opposizione per avviare la transizione «alla democrazia». Anche riguardo alla Libia gheddafista, in marzo, gli occidentali si fecero forti della richiesta della Lega araba della no-fly zone, il paravento che nasondeva l’attacco militare «per proteggere i civili». Mosca anche ieri ha ribadito che non ci sta a votare risoluzioni che prevedano sanzioni (già imposte, peraltro, da Usa e Ue) contro la Siria o, peggio, interventi militari «umanitari». La Russia ha rilanciato proponendo negoziati «informali» a Mosca fra il governo Assad e la variegata opposizione siriana, «senza condizioni previe». Damasco ha detto che ci sta, ma l’opposizione ha già detto di no. Burhan Ghalioun, presidente del Consiglio nazionale siriano (Cns, il raggruppamento di vari gruppi anti-Assad con base all’estero), che si trova già a New York annusando la vittoria, ha fatto sapere che il Cns non parteciperà a nessun negoziato «con il regime siriano prima che Assad abbandoni il potere». Il vice-ministro degli esteri russo Ghennadi Gatilov ha replicato che prima di discutere e votare il «piano» della Lega araba, vuole conoscere e studiare «le raccomandazioni e conclusioni» della missione degli osservatori inviata dalla Lega araba in Siria per monitorare la situazione. Ma, guarda caso, la missione è bloccata, prima per l’annunciato ritiro degli osservatori di Qatar, Arabia saudita e le altre petro-monarchie del Golfo, e del Marocco, poi per l’annuncio della sospensione dei lavori di monitoraggio fatta giorni fa dalla Lega.
Quindi il discorso si morde la coda. Intanto in Siria e sulla Siria si accavallano le voci, quasi sempre incontrollabili. Voci di fuga all’estero della famiglia di Assad, voci che vogliono i miliziani ribelli ormai a Damasco, voci di altre decine di morti per mano della repressione governativa o di quelli che il regime chiama «gruppi terroristi».
Manifesto
, 31 gennaio 2011


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