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Liberazione in edicol@

5 gennaio 2012


Cliccare sull’immagine per vedere il video di Paola Gandolfi, Recherche de ma mere, 2003
Regia di Paola Gandolfi e Francesca Ravello, realizzazione di Elena Chiesa

Il secondo numero di Liberazione in edicol@

Ieri 4 gennaio il primo numero di Liberazione in edicol@ e oggi, 5 gennaio (o meglio ieri sera alle 21), esce il secondo numero che potete leggere, scaricare e stampare QUI (abbiate pazienza ci mette un po’ il pdf ad apparire).
In copertina la vignetta di Mauro Biani e a p. 5 un interessante articolo di Roberto Gramiccia, L’arte malata grave ha bisogno di Liberazione, che vi riporto qui sotto, fra le foto anche quella del poster con una opera di Paola Gandolfi (Machine spider del 2005).
Nell’articolo Gramiccia parla anche della bella mostra fatta per salvare Liberazione, dal titolo maoista Che cento fiori sboccino, il catalogo lo potete sfogliare QUI.  Allora ne parlai anch’io nel mio blog splinder (che ora è posteggiato QUI sulla piattaforma di  iobloggo che con grande ospitalità ha accolto noi transfughi).

La cosa divertente (e perdonatemi la cattiveria di farlo notare), ma ahime anche significativa (e non so se la colpa sia di Gramiccia o dei curatori del sito web),  è che, con un lapsus significativo,  chiama la mostra Che mille fiori sboccino, a riprova che il maggiore difetto (oserei dire l’unico difetto) di Liberazione (insieme però a a quello di sbagliare le citazioni) di questi anni è stata una certa esagerazione: tutto diventava enorme, amplificato, strillato, tutto veniva centuplicato,  insomma quel malcostume di parlare e scrivere per iperboli, perché tutto non è mai abbastanza grande e ogni cosa deve essere sempre a effetto, sempre più grande e terribile di ieri e meno grande e terribile di domani  (del resto va anche detto che Liberazione veniva sorpassata ampiamente alla sua sinistra dove, nel caso, i fiori forse sarebbero diventati milioni).  Il difetto iperbolico però forse è di tutta la stampa a parte rarissime eccezioni.

Roberto Gramiccia parla anche di un’altra interessante mostra Provare e riprovare tenutasi recentemente in occasione dell’VIII Congresso di Rifondazione comunista a Napoli e dove campeggiava il poster con l’opera Machine spider di Paola Gandolfi.
A proposito di Paola Gandolfi ho voluto segnalarvi all’inizio di questo post il suo bellissimo video di animazione, Recherche de ma mere, con le sue opere, regia della stessa Gandolfi e di Francesca Ravello e realizzato da Elena Chiesa, da me già segnalato alla sua uscita nel vecchio blog.
Vi posto l’articolo di Gramiccia segnalando che i link aggiunti all’articolo sono, naturalmente, miei (georgia)

L’arte malata grave ha bisogno di Liberazione

Se Liberazione chiude non cadrà il mondo. Le cose in apparenza continueranno ad essere come sono. Nessuno si strapperà i capelli. E tuttavia, a ben guardare, alcune cose gravi capiteranno. In queste poche righe, che spero non siano di commiato definitivo, vorrei occuparmi, con tutta la consapevolezza e la misura dei nostri limiti, delle conseguenze che la chiusura avrà sulle dinamiche del sistema dell’arte. O meglio dell’informazione sul mondo dell’arte. Di un punto di vista piccolo, cioè, ma “altro” rispetto a quelli convenzionali, che ho cercato di raccontare su questa testata le cose dell’arte nel corso di questi ultimi lunghissimi-brevissimi dodici anni. (more…)

Donne o veline?

1 maggio 2009
Paola Gandolfi Archeologia del sé.

Paola Gandolfi Archeologia del sé.

Clicca sull’immagine se vuoi leggere l’articolo di Ida Dominijanni e l’intervista di Laura Eduati a Lidia Ravera (georgia)


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