Forconi

Vi posto, da Il primo amore, un pezzo molto interessante per farci una idea sui forconi che qualcuno vorrebbe far passare per un movimento spontaneo dal basso, anche se qualche puffo col forcone c’è anche nel basso, ma …  (georgia)

Forconi
24 gennaio 2012 | Pubblicato da g.giovannetti in Condividere il rischio
Copio e incollo la denuncia di un amico. Temo che molta gente non abbia capito con cosa ci stiamo confrontando. (Niccolò Notarbartolo)

mauro biani 21 gennaio

Sono un produttore agrumicolo siciliano. In questi giorni, nel pieno della stagione delle arance, anziché a raccogliere sono al computer a mandare appelli affinché si aprano gli occhi su ciò che sta succedendo qui.

 Vi scrivo da Lentini, provincia di Siracusa.
Eravamo al corrente dei blocchi imminenti già dalla settimana scorsa. A differenza di noi la maggior parte della popolazione era assolutamente ignara e questo ad ulteriore riprova del fatto che il fenomeno non nasce come popolare.
Lunedì sono cominciati i blocchi. Qui a Lentini ne sono stati organizzati parecchi, almeno 4 sulle principali vie d’accesso del paese. Tutti i mezzi commerciali anche semplici macchie furgonate sono stati costretti a fermarsi e a dimostrare solidarietà al movimento abbandonando il mezzo. Ho passato un po’ di tempo ad osservare questi blocchi, non c’era ovviamente nessuna facoltà nel poter scegliere di aderire o meno. I toni ed i modi erano semplicemente intimidatori, in una maniera che nessun siciliano che voglia campare cent’anni potrebbe mai fraintendere. Un ragazzo africano venditore ambulante, che evidentemente non conosce bene questi codici comportamentali è stato circondato, gli hanno aperto gli sportelli è fatto capire in maniera poco velata cosa doveva fare. La sua macchina è ancora parcheggiata lì. I blocchi non si sono limitati a sequestrare i mezzi, ma hanno fatto opera di indottrinamento. Ciascun autista veniva informato dei motivi della protesta che doveva ovviamente condividere. Mio padre ha avuto qualche piccola obbiezione da fare. Quando gli è stato detto che l’indomani avrebbero impedito anche la libera circolazione dei mezzi ad uso civile, lui ha obbiettato che mia madre avrebbe dovuto fare delle visite mediche e loro gli hanno risposto che in tal caso avrebbe dovuto esibire il certificato medico. Quando mio padre ha reagito dicendo che non solo questo sistema di protesta era sbagliato, ma semplicemente folle, è stato costretto, per punizione, ad accostare fino a nuovo ordine. Dopo mezz’ora è potuto ripartire. Da ieri squadracce di individui poco raccomandabili girano intimando a ciascun esercente, artigiano, ecc. di chiudere l’attività pena ritorsioni. Ieri, la panettiera, quando sono entrato in panificio aveva le mani tremanti: «mi hanno detto che se quando tornano trovano aperto spaccano tutto». Idem in molti altri esercizi: «scusate , ma ci hanno fatto chiudere per sciopero». 

Il fatto che le forze dell’ordine abbiano assistito passivamente a questi eventi, con i finestrini delle macchine ben chiusi per non sentire il carattere intimidatorio dei pacifici manifestanti nei confronti degli autisti dei mezzi è gravissimo. So che ovviamente le pattuglie rispondo ad ordini ricevuti, ma legittimare in questo modo queste pratiche antidemocratiche, consentire la violazione dei diritti fondamentali di altri individui, crea dei precedenti molto pericolosi. Dare un simile potere a chi non ha alcun diritto di esercitarlo, è un gioco pericoloso, dal quale può essere difficile tornare indietro.

Purtroppo navigando sul web vedo che questa ventata di rivoluzione crea tanto entusiasmo ed accende gli animi di chi, forse, non si rende conto di cosa sta succedendo. Gli studenti che oggi scendono in piazza, non sanno che in questo momento qualcuno sta rubando un pezzo della loro futura libertà. 

Questa azione non è in alcun modo fatta per dare alcun beneficio ai siciliani. Nessuno si è presentato al palazzo della regione per pretendere una migliore gestione delle risorse, una riduzione dei costi della politica siciliana, interventi economici ed infrastrutturali per ridurre gli svantaggi territoriali per meglio competere sul mercato europeo o altre delle mille cose che avremmo bisogno venissero fatte. NO!
 CIÒ CHE E’ IN CORSO È UNA MACRO ESTORSIONE.
In Sicilia, ciò cui siamo comunemente abituati, è che qualcuno bussi alla nostra porta e ci dica «o paghi o non ti facciamo più lavorare – ti bruciamo il negozio o la macchina». Qui quanto avviene oggi e che a ciascuna persona che lavora, almeno nel mio territorio, venga detto «o lo stato paga, o non ti facciamo più lavorare, non ti restituiamo il mezzo di trasporto, le merci, non ti diamo più il diritto di mangiare o circolare liberamente». Tutti in ostaggio e boia chi molla.
Quale sia il riscatto che dovrà essere pagato non è ben chiaro. A parte gli interessi di qualche categoria che vuole che la crisi pesi più sugli altri che su di sé, qui qualcuno sta mostruosamente speculando sul disagio e l’ignoranza della gente per costruirsi un credito politico, a partire da Forza Nuova che si cela dietro il comitato forza d’urto, così come tanti altri individui di discutibile reputazione.
Ciascun cittadino e ciascuna categoria, in qualsiasi regione di Italia in questo momento è in difficoltà, ma l’uso della violenza e della prepotenza per l’accaparramento di privilegi non è ammissibile. È irresponsabile, non ce lo possiamo permettere più. La “rivoluzione” dovrebbe portare esattamente l’effetto opposto rispetto ciò cui stiamo assistendo. Ripristinare lo stato di diritto. Abolire i privilegi. Dare regole eque e chiare e farle rispettare a tutti!

 Tutto ciò e molto triste e mi amareggia tantissimo, come italiano e come siciliano.
Il primo amore, 24 gennaio 2012

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97 Risposte to “Forconi”

  1. genseki Says:

    Che brutto articolo, ma brutto brutto brutto, La rivoluzione che ripristina lo stato di diritto è una delle frasi piú brutte che ho letto in vita mia, I lavoratori che si organizzano sono sempre stati descritti dal peggio della stampa conservatrice come infiltrati da questo e da quello,mafia, alqaeda,massoneria etc. Se sono siciliani poi è anche peggio. Non si preoccupi Giovanetti la rivoluzione dei banchieri col loden sta provvedendo a eliminare tutti quegli schifosi privilegi come quello di avere un lavoro fisso, una pensione, ferie pagate, contratto nazionale, malattia, etc. Se fai un giro su Corriere potrai vedere come la polizia montiana massacra letteralmente un gruppetto di pescatori (camorristi, infiltrati fascisti chiaro e soprattutto senza loden.
    Questi del primoamore hanno finalemnte trovato la loro collocazione naturale con i banchieri dell’ultraliberismo spietato e stanno gettando le ultime patetiche maschere.
    genseki

  2. georgiamada Says:

    ho sentito svariati siciliani parlare come questo notarbartolo, e non avevano il loden.
    Forza genseki segnalaci tu qualche articolo bello,
    Ma tu al tempo di allende stavi dalla parte dei camionisti? Temo di sì;-)
    Io non dimentico che la sicilia ha dato tutti i collegi a berlusconi nessuno escluso, quindi non faccio nessuna fatica a credere a notarbartolo, ma se tu ci dai delle documentazioni che dmostrino il contrario sarò felice di leggerle …
    Purtroppo tu non sei molto attendibile perchè hai sofferto troppo per la caduta di berlusconi ;-)

  3. genseki Says:

    guarda io quello che vedo è che nel momento in cui i lavoratori subiscono in tutta Europa il piú violento attacco dal dopoguerra contro diritti, tutele e cittadinanza voi intellettuali di sinistra come sempre siete bellamente schierati contro di loro con le scuse piú risibili.
    Prima l’antifascismo poi l’antiberlusconism,o, prima ancora il socialfascismo, etc.
    Salvo poi votare con Berlusconi e i suoi il massacro delle pensioni, il taglio dei redditi, l’aumento delle imposte ai soli ceti salariati, alla camera e al senato.Pérché chi vota i provvedimenti ultraliberali di Monti sono i deputati del PD e dintorni e lo fanno con Berlusconi e i suoi. Quindi accusare me di berlusconismo è davvero ridicolo.
    Poi rovesciate camion di disinformazione sui lavoratori in lotta. Vai a vedere come hanno bastonato quel pescatore poveraccio nel video del Corriere e lascia in pace Allende per favore. Che lo avete giá usato negli anni settanta per giustificare ogni schifoso compromesso cone le classi dominanti. Con il solito spietato cinismo di sempre.
    Vado in vacanza da internet per qualche settimana perché non ne posso piú.
    Hasta luego
    genseki

  4. georgiamada Says:

    Vado in vacanza da internet per qualche settimana perché non ne posso piú

    mi sembra una cosa ottima, dovremmo seguire tutti il tuo esempio, quando l’aggressività raggiunge livelli alti è sempre bene staccare il cavetto

  5. luciacossu Says:

    E’ una mia impressione o a parte il post stesso non si riesce in praticamente nessun ambito virtuale o meno a trovare il terreno comune sul quale allearsi e riconoscersi oltre le giuste discussioni e differenze, anche espresse in modo duro e polemico? Ha qualcosa di desolante questa sensazione di frammentazione aggressiva e sospettosa, tutti nemici di tutti separati e divisi, e sempre più persone giovani e propositive se ne vanno.

  6. georgiamada Says:

    ma non so cosa sia successo alla rete, prima non era così, ora tutti sono sempre sopra le righe e gli altri, per un nonnulla, diventano subito degli acerrimi nemici. Ad esempio giovannetti posta un articolo interessante (almeno io l’ho trovato interessante) e quindi lo sposto qui. Giovannetti NON lo ha scritto, è una testimonianza offerta alla rete.
    Perchè mai giovannetti deve diventare subito un nemico del popolo, uno con il loden, uno che sbava per veder portar via i diritti e soprattutto perché dire “Questi del primoamore hanno finalmente trovato la loro collocazione naturale con i banchieri dell’ultraliberismo spietato e stanno gettando le ultime patetiche maschere”?. Insomma mi sembra davvero esagerato questo linguaggio … l’analisi delle prime righe invece pur se dura era del tutto legittima, è quando si attacca la persona singola che non va più bene. quando ci si esercita a fare una narcisistica ginnastica offensiva con aggettivi iperbolici per smontare non lo scritto ma una persona che non va bene. E genseki è uno intelligente, figuriamoci gli altri …

  7. luciacossu Says:

    …forse è a questo che si deve resistere, e in qualche modo sempre più soli, mi faccio forza di prenderla come una fase storica e spero di resistere ad essere anche io troppo in quel modo (che in parte lo son sicuramente senza avvertirlo)…

  8. genseki Says:

    Vabbé poi vado in vacanza da internet davvero a tempo indeterminato.
    Insomma, basta aver militato un pochino nel sindacalismo e aver vissuto un certo numero di lotte per sapere che non vi sono scioperi e lotte vere, convinte e determinate che non comportino in modo assoluto la coercizione dei recalcitranti. Sempre e comunque e dovunque. Altra cosa sono le manifestazioni dei sindacati parlamentarizzati a sostegno di questo o quel politico, formazoine o coalizione che oggi vengono spacciati per scioperi generali e manifestazioni dei lavoratori. E l’accusa di violenza fatta agli scioperanti è sempre stata quella propria dei pubblicisti padronali. Che cosa vuoi farci, leggi l’Ordine Nuovo, il biennio rosso, quelloche ti pare è cosí.
    Anche l’accusa di infiltrazione è un classico della pubblicistica padronale e contraria ai lavoratori. Solo che prima si diceva che a infiltrarsi erano i nichilisti russi (Germinal) i bolscevichi, gli autonomi, le BR , etc. Adesso si dice la Mafia (perché da Saviano in poi è abituale analizzare la mafia come un’alteritá totale e non un prodotto della societá che con la societá e in osmosi e che dipende strettamente dalla sturttura ideologica della classe dominante e dei suoi pubblicisti). o l’estrema destra. Ora è evidente che se la sinistra e l’estrema sinistra appoggiano in parlamento e nel paese le misure piú estremamente e violentemente antipoeraie e contro il lavoro salariato che si ricordino, l’estrema destra puó fare i suoi giochini egemonici sulla disperazione dei salariato abbandonati a se stessi. Tutto l’articolo è una serie di luoghi comuni classici della polemica piú reazionaria. I toni sono quelli dei tempi di Scelba per un’ofensiva padronale che non si vedeva dai tempi di Scelba.
    Questo `un fatto oggettivo. Non è polemica.
    Adesso è chiaro che il governo risponderá con estrema violenza e con il silenzio o il quasi silenzio amiccante dei media a qualsiasi forma di ribellione delle classi salariate. Lo ha detto chiaro il Ministro degli interni.
    Se in questo quadro di brutale agressione a quello che resta della democrazia del lavoro gli intellettuali del Primo Amora, di NI, insomma quelli di sinistra piú o meno radicaleggiante prendono posizione a favbre del governo dei banchieri e dei padroni questo lo si capisce perché a nessuno fa piacere stare dalla parte degli sconfitti della storia, quelli che resteranno sotto le macerie per molti lustri ancora. Peró è chiaro qual è la loro scelta e quial è la loro posizione, che bada bene io non giudico moralisticamente ma politicamente.
    Poi devo aggiungere che l’accusa di berlusconismo a chi sta con i lavoratori è un classico dello stalinismo da cui è stata infettatata per sempre via PCI tutta la sinistra italiana (fino al macabro ridicolo del napolitanismo).io ho passato la vita a essere chiamato anticomunista e fascista dagli stessi figuri che adesso giurano che comunisti non lo erano mai stati. Quindi abbi pietá di me. Particolarmente vile è il riferimento a Allende in comparazione con Monti perché Alllende è stato assassinato perchè lottava perché i lavoratiri del suo paese avessero diritti politici, sociali e civili, Monti sta li per toglierli e nessuno lo vuole uccidere. Quindi rispetta i morti morti perché avevano dei prinicipi. Anche se la nozione stessa di principi politici è aliiena al questa sinistra italiana.
    Poi Lucia Cossu è libera di desolarsi quanto le pare, se le fa piacere.
    Staviolta vado in vacanza davverissimo sul serio.
    genseki

  9. luciacossu Says:

    …dopo che hai spiegato invece che attaccare inutilmente invece sono meno desolata (e giustamente ne rimarrai indifferente a tali mie personali desolazioni) e penserò a quello che hai scritto, e in qualche modo hai espresso finalmente un pensiero. Grazie

  10. georgiamada Says:

    Adesso si dice la Mafia (perché da Saviano in poi è abituale analizzare la mafia come un’alteritá totale

    … mah … insomma è colpa di saviano?
    Non mi soddisfa affatto la tua analisi ma la rispetto.

  11. georgiamada Says:

    Ad ogni modo io non sono del tutto convinta che quello che è successo (e che sta succedendo) in sicilia fosse una spontanea protesta contro monti (forse i pescatori sì) … scuserai la mia ignoranza (anche se non porto il loden) ma a me è sembrata molto più simile a quello che successe molti anni fa prima dell’arrivo di berlusconi, quando rinacque il secessionismo siciliano (che sempre nasce in momenti particolari della nostra storia, quando gli mancano fiancheggiamenti certi in parlamento) si legò (e sembra addirittura finanziò, cioè la mafia finanziò) a quello della lega nord. Meglio mezza italia, che niente. Ma tutto rientrò con la fondazione da parte di dell’utri di forza italia. Ora berlusconi sta vaporizando all’orizzonte, è abbastanza normale e chiaro che ci sia di nuovo un tentativo del genere.
    Certo che non tutta la protesta è di questo genere, nessuna protesta lo è mai, neppure il primo fascismo, neppure quella cilena, ci sono poi sempre anche quelli arrabbiati in proprio, ma il succo della situazione cambia poco.
    Lasciamo stare gramsci, per favore, altrimenti poi me lo fai odiare come tu, ingiustamente, odi ernesto rossi a causa di pannella ;-)
    Non vorrei proprio odiare gramsci perché viene abusivamente avvicinato ai movimenti di forza d’urto di questi giorni (bleah)

  12. Sergio Baratto Says:

    “Questi del primoamore hanno finalmente trovato la loro collocazione naturale con i banchieri dell’ultraliberismo spietato e stanno gettando le ultime patetiche maschere”
    :-)))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))

  13. luciacossu Says:

    Cerco di mettere un paio di articoli di un reportage dal giornale online isiciliani.it
    http://www.isiciliani.it/il-giorno-dei-forconi

  14. georgiamada Says:

    @ ciao sergio, sì, genseki si è fatto prendere un po’ la tastiera, si vede che non nutre particolare smpatia per voi.

    @grazie lucia ora lo leggo
    intanto vi segnalo anche quello di macaluso sul riformista, non l’ho ancora letto ma essendo siciliano si presume che qualcosa ne sappia (si prega massino di lasciarcelo passare indenne). Ognuno posti link sull’argomento non importa di che idea siano.

    Emanuel Macaluso, Ribellismo e disgregazione sociale e politica, Il riformista, 25 gennaio 2012

  15. Mariam Says:

    Io spesso con genseki non sono d’accordo ma devo riconoscere che i suoi interventi si basano sempre su dei pensieri nel senso che sono articolati, il suo giudizio su primo amore a mio parere è sbagliato ma devo dire francamente con tutta la mia simpatia per il primo amore che credere di spiegare il movimento dei forconi con un articolo del tutto critico mi sembra un po’ eccessivo e assai parziale.

    Se vogliamo proprio respingere totalmente i forconi almeno si faccia come chi ricorda i movimenti siciliani a cominciare dagli anni Quaranta per cogliere le contraddizioni e le sintonie del presente .
    come ha fatto per esempio Macaluso sul Riformista-

    Riguardo alle infiltrazioni mafiose che vi saranno come vi sono del resto in ogni dove in sicilia, compreso gli schieramenti moderati o meno, penso non sia giusto ogni volta che accade qualcosa di estremo accostarlo immediatamente alla mafia per screditarlo in ogni aspetto.

    Riguardo a Monti non penso che segni una vera discontinuità con il governo berlusconi se non nello stile o forma che è pure è importante e molto.

    Si pensi alle pensioni, un tentativo analogo fu fatto da Berlusconi nel 1993, non riuscì per una fortissima opposizione sociale, io andai alla manifestazione romana, e che riesce oggi pienamente per non parlare dell’università dove si sta lavorando a creare divisioni di qualità tra atenei per cui si va diritti diritti a creare un’università di classe.

    E la cassa integrazione che si vorrebbe togliere perchè non esiste in europa senza però aver pronto quei provvedimenti che invece vi sono? Ma come si può pensare una cosa del genere , nemmeno sacconi era arrivato a tanto!

  16. luciacossu Says:

    Il testo di Notarbartolo lo avevo già letto su facebook condiviso da alcuni amici e non avevo ritenuto di condividerlo anche se lo avevo letto perché non ho gli strumenti per sapere quanto fosse affidabile e se certamente è da leggere volevo una cosa più articolata e amici sempre condividevano molte notizie di segno completamente opposto. Continuo a leggere e sinceramente capirne poco, certo le contraddizioni di posizione di chi da tutti i collegi a berlusconi non possono non venir notate ed esser rilevanti anche nella lettura di ciò che avviene

  17. georgiamada Says:

    Io spesso con genseki non sono d’accordo ma devo riconoscere che i suoi interventi si basano sempre su dei pensieri nel senso che sono articolati

    … certo, altrimenti non lo stimerei, ma quando si fa prendere la tastiera dall’emotivita e inizai a offendere facendo ginnastica virtuale (cosa che per la verità in passato non aveva quasi mai fatto) non mi sembra molto articolato :-)
    Ad ogni modo ci capita a tutti, e sempre più spesso, di essere sopra le righe, anzi a mio giudizio, ovunque, stiamo andando addirittura sopra le pagine … e sinceramente sempre più, noi frequentatori della rete, non ne possiamo più di sentirci scaricare addosso, magari anche solo come lettori, le emotività e le rabbie corpose degli altri … non sarebbe meglio incanalarla, tale rabbia spietata, in operazioni più fruttuose che in risse retoriche in rete?
    Risse tra l’altro seguite solo dai più propensi a dividere il mondo in nemici e amici (amici per la verità sempre meno).
    Non piace il pezzo di norabartolo? piace di più macaluso? Bene, in cosa consisterebbe il problema?
    Faccio notare che altrove postare macaluso ha fatto scatenare una vera e-tragedia :-)
    Il pezzo sui Siciliani a me ad esempio non è piaciuto, l’ho trovato superficiale, e allora? che devo fare dire che lucia ha gettato la maschera? suvvia linkiamo di tutto, proprio d tutto (con le fonti però, altrimenti è operazione infingarda) poi se ne discute dopo con calma e può essere che qualcuno faccia anche lo sforzino di scriverci qualcosa sopra, io no, non sono in grado di affrontare tale argomento, al massimo posso mettere in collegamento alcune cose strane accadute dalla nascita della lega in poi, e magari essersi pure letti come mussolini e il fascismo arrivarono al potere … ad esempio il De Felice, con la sterminata documentazione che fornisce, è utilissimo per capire.
    A me il testo di notarbartolo ha interessato perché (almeno così veniva presentato) era una analisi fatta sul posto. Poi basta conoscere un po’ di storia della sicilia dal dopoguerra in poi per non fare fatica a credere che ci sia lo zampino dellla mafia nel blocco della sicilia. Blocco del resto minacciato proprio da tutti coloro che in questi anni avevano fiancheggiato, e a volte pure ricattato, berlusconi e che ora si trovano senza referente nell’esecutivo.
    Poi certo c’è chi preferisce analizzare la componente spontanea della situazione, e fa benissimo, ma non ha alcun diritto di cercare di tacitare l’altra parte o addirittura di offenderla. Io taciterei le sole analisi mafiose, e qui per ora non mi sembra se ne siano viste.

  18. luciacossu Says:

    …grazie georgia,infatti non ho linkato per propagandare una mia posizione, solo per conoscenza e visto chi è che scrive in quel giornale trovavo interessante documentare a prescindere

  19. georgiamada Says:

    tra l’altro su I Siciliani c’è un altro articolo dove si dice una cosa interessante
    Non si sa se i trasportatori si siano accordati con Lombardo, ma comunque in tutti questi questi giorni di blocco nessuno ha pensato di andare a manifestare contro la regione. Anzi, a parte l’incontro del 19 gennaio con Lombardo stesso, nei dintorni della presidenza della regione di “forconi” non se ne sono visti.
    http://www.isiciliani.it/forza-durto-a-palermo

  20. georgiamada Says:

    ieri servizio pubblico è stato dedicato ai forconi

  21. georgiamada Says:

    tra l’altro quello che protesta ad un certo punto dice: ma che siamo schiavi, ma che siamo negri?
    … eh già i negri son da buttare a mare vero?

  22. Mariam Says:

    Poi certo c’è chi preferisce analizzare la componente spontanea della situazione, e fa benissimo, ma non ha alcun diritto di cercare di tacitare l’altra parte o addirittura di offenderla. Io taciterei le sole analisi mafiose, e qui per ora non mi sembra se ne siano viste.

    maria
    chi avrebbe tacitato?

  23. georgiamada Says:

    Un leader dei forconi arrestato per camorra, giornalettismo

  24. Larry Massino Says:

    Dato che mi evochi… Macaluso, di Sicilia, in particolare del sindacalismo siciliano, ne sa più di ogni altro. Comunque…

    Il problema è che la politica è fatta di rapporti di forza. Se non si capisce questo si finisce per generare una marea di equivoci. I camionisti, piaccia o no a chi vede la mafia ovunque, hanno nel nostro sistema un potere enorme. Se usano la forza sono cazzi (possono anche piazzarla nel mercato politico sotterraneo, ché Gelli è ancora vivo, e non solo lui). Ma vedrete che non la useranno, perché otterranno facilmente quello che vogliono (non è detto che lo vadano a dire in piazza, quello che vogliono…)

    Quanto al dilemma chi starebbe coi camionisti e chi con Allende (vale a dire l’amministratore straordinario Monti? O la nuova poco digeribile maggioranza PD PDL UDC?), è un vero rompicapo politico. Di solito la povera gente, i cui interessi andrebbero difesi almeno dagli intellettuali di sinistra, nei momenti di scontro duro si schiera dalla parte dell’autorità. Ma qui, appunto, chi è l’autorità?

  25. Larry Massino Says:

    Georgia, scusa se mi permette, ma sono andato a leggermi l’artcilo che linkavi. Dice così: ” Secondo quanto si e’ appreso uno dei sei destinatari delle ordinanze eseguite stamani nei confronti di elementi del clan dei Casalesi e della famiglia mafiosa Riina-Messina Denaro sarebbe stato segnalato nell’ambito della protesta dei ‘forconi‘ in Sicilia ”

    Sarebbe, Georgia… Vuol dire che non è una notizia (giusto per ribadire quello che si è discusso negli scori giorni)

    D’altra parte, arrestare una persona non vuol dire che è colpevole. O almeno per noi non deve voler dire ciò. Ti assicuro che con le leggi che ci sono può finire in carcere chiunque, perché il reato di associazione esterna è delirante, magari funzionale alla lotta alla criminalità, ma lo stesso delirante.

    O forse volevi segnalare che a fare il leader dei forconi si può finire in carcere, magari ingiustamente?

  26. genseki Says:

    Cara georgia,

    scusa se ritorno ma non mi piace fare la figura di quello che insulta, La mia frase tanto citata e con tanto orrore sul gettare la maschera sará anche infelice e emotiva ma non insulta nessuno, cerca di cnhiodare qualcuno molto sfugente a uno straccio di responsabilitá politica delle sue parole. È una constatazione.

    Ecco un piccolo testo:

    “Peacelink definisce quanto è accaduto e sta accadendo in Libia “una guerra” tout court (si legga per esempio il per me osceno post intitolato “Questa guerra è una tragedia”, che non ho cuore di linkare) e, con ogni evidenza, rigetta l’idea che d’insurrezione (o di rivoluzione, sulla scia di quelle altre che sono state definite “primavera araba”) si tratti.
    Non mi è dato capire se il suo orrore moralista si indirizzi a questa insurrezione particolare o se si estenda al concetto generale”.

    Tra la sciagura dell’insurrezione e la pace mortifera della dittatura, io personalmente scelgo la prima. Quegli altri non so. Vorrei poter dire “Continuate a fottervi il cervello”, se non fosse che il loro moralismo manicheo e d’accatto è così ammorbante e pervasivo (si veda per esempio l’infimo livello medio della discussione sulla Libia raggiunto in questi giorni in egual misura da militanti, simpatizzanti e vertici di Sinistra Ecologia e Libertà!”

    È di Baratto,dal suo vecchio blog 24 agosto 2011 quello tanto bravo a fare le faccine con le parentesi. Io non ho scritto che quelli del primo amore sono ammorbanti, d’accatto, di infimo livello, osceni etc perché questo tipo di scrittura lo lascio a loro che sono tanto eleganti. Ho scritto solo che la loro operazione di presentare dei contenuti di destra come se fossero di sinistra è sempre piú difficile da sostenere anche per loro e che sono obbligati dalle circostanze a gettare la maschera.
    Poi io non ne faccio una questione di disprezzo personale. Dico solo che dal mio punto di vista, che si vuole, per esempio, antiimperialista sono nemici politici perché gratta gratta e discuti discuti alla fine quando si tratta di stringere si mettono l’elmetto di Srakozy e il loden di Monti. Certo a loro non fa piacere sentirselo scrivere perché appunto è vero. Ma non è per me una battaglia di insulti quanto piuttosto di contenuti politici.

    Poi magari quelli di Peacelink tutti i torti non ce avevano come si è visto e Baratto avrebbe potuto ritornare sul tema e riconoscere che non era tutto puro eroismo democratico quello che brillava nella Sirte. Non sia mai una volta messo l’elmetto lui non se lo toglie.

    Questo è lo stile della sinistra intellettuale radical:

    “questi sempiterni “italiani medi”, lamentosi, fascistoidi, ideologicamente strutturati su cliché elementari

    Questa gente non vedrebbe l’ora di inculare la collettività come fanno i grandi evasori e non lo fa solo perché non può.

    Questa gente è il brodo microbico da cui scaturiscono i fascismi”

    ancora dal blog di Baratto del 30 dicembre 2011 (i toni risentono della moderazione indotta dal periodo natalizio).

    Sto “brodo microbico” si merita una pagina di insulti stile primo amore perché si stizzisce visto che gli hanno aumentato la benzina, le tariffe , la sanità, tolto ogni speranza di andare in pensione con una pensione decente, tolto il poco di protezione che restava contro l’arbitrio padronale.e non è riconoscente chê chi lo fa lo fa in loden e non in bandana.
    Ecco Baratto si mette il suo bravo loden montiano e senza togliersi l’elmetto sarkozyano insulla a pieni polmoni.

    Il post peró continua cosí:

    A volte, quando scrivo o dico così, menzionando i discorsi semplificatori e inaccettabili che sento fare intorno a me magari in sala mensa nella mezz’ora di pausa pranzo davanti alle patate coi cornetti e agli spaghetti al pesto del giorno prima riscaldati al microonde, vengo tacciato di snobismo, di elitismo, di separatezza dalla vita reale.
    Per il solo gesto di registrare le voci provenienti dalla pancia

    Sti poveretti non si meritano che di loro si dica che hanno un cervello ma solo una pancia e con la pancia si permettono di pensare che Baratto sia elitista. I miei sinceri complimenti alle loro pance.

    Questo è lo stile della stragrande maggioranza degli intellettuali di opposizone che bloggano. E io non accetto di esssere considerato uno che insulta emotivamente per aver osato “togliersi la maschera”
    a qualcuno che considera microbi nel brodo i mei fratelli.
    genseki

  27. georgiamada Says:

    Allora era sergio il tuo fantasmatico interlocutore e non giovannetti e tutto il primo amore. Insomma gli lanciavi accuse trasversali :-(

    La libia, la libia è stata la pietra dello scandalo e nessuno perdona nulla a nessuno, eppure … ora si dovrebbe parlare della siria, ma siamo tutti un po’ attoniti e imbambolati, là caro genseki, anche se la tua verità già in tasca, penso ti impedisca anche solo di pensarci, stanno accadendo cose veramente orrende eppure nessuno ne parla. nè tu, nè sergio, nè io, ne i grandi esperti del medioriente :-(. Non ne parliamo perchè in libia siamo stati tutti sconfitti, comunque la pensassimo.

    Smettiamola di vedere sempre avversari, nemici, traditori schifosi, da affondare con o senza loden, vediamo piuttosto esseri umani come noi, fallibili e doloranti (qualcun più rabbioso di altri, qualcuno più riflessivo, qualcuno con qualche certezza di troppo) che assistono con noi a cose forse più grandi di loro e senza più a disposizione un comodo tom tom per navigare. Il mio non funziona più gli dò una indicazione e mi porta in tutti altri luoghi. Ti invidio genseki perchè il tuo sembra (almeno apparentemente) infallibile ma … attento a non cadere diritto in mare.

  28. georgiamada Says:

    ah, ad ogni modo sono contenta che il tuo navigatore scassato ti abbia ricondotto qui ;-)

    Comunque per me il blocco siciliano con lo spirito della primavera araba un c’entra una minchia (come invece sembri suggerire tu)

  29. Sergio Baratto Says:

    Yawn.

  30. genseki Says:

    It is also possible that yawning is a less potent territorial reflex. Usually being associated with boredom or lack of interest, yawning is often displayed when the subject is faced with a worrying or dangerous situation. Therefore, to yawn in the presence of a rival for territory would portray the subject as unthreatened by the rival in order to deter it from entering the subject’s territory. This behavior is seen in many primates as well as some feline species.

    da Wikipedia

  31. luciacossu Says:

    http://www.antimafiaduemila.com/2012012835497/Politica/forconi-lo-bello-qi-sospetti-di-infiltrazioni-erano-fondatiq.html

  32. georgiamada Says:

    grazie lucia

    Segnalo che sul manifesto di oggi c’è un articolo interessante di Viale. A mezzanotte quando sarà disponibile ve lo copio incollo, per ora lo potete leggere anche QUI
    ______________
    l manifesto 2012.01.28 – 01 PRIMA PAGINA
    IL LIBERISMO CHE BLOCCA I TIR
    EDITORIALE – Guido Viale
    Il governo Monti non porta nessuna responsabilità diretta per le condizioni che hanno provocato le rivolte dei “forconi” in Sicilia, (pescatori e agricoltori, ma soprattutto autotrasportatori) e che hanno bloccato la distribuzione delle…

  33. georgiamada Says:

    IL LIBERISMO CHE BLOCCA I TIR
    EDITORIALE – Guido Viale

    Il governo Monti non porta nessuna responsabilità diretta per le condizioni che hanno provocato le rivolte dei “forconi” in Sicilia, (pescatori e agricoltori, ma soprattutto autotrasportatori) e che hanno bloccato la distribuzione delle merci anche in tutto il resto del paese. Le condizioni che stanno mettendo alla fame molti di questi lavoratori e operatori risalgono al modo in cui i rispettivi settori sono andati organizzandosi nel corso del tempo, sotto molti dei precedenti governi. Va detto però che nessuna delle misure ora adottate (in particolare le presunte liberalizzazioni di autostrade, assicurazioni e distribuzione di combustibili) apporta a questi lavoratori il minimo sollievo, mentre il governo sembra orientato a cercare di pacificarli con una politica delle mance (sconto sulle tariffe autostradali e sulle accise sul carburante) già incorsa più volte in procedure di infrazione da parte della Commissione europea. Non è in questo modo, e gli autotrasportatori lo sanno, che si possono risolvere i loro problemi.
    Il fatto è che l’autotrasporto è già un sistema completamente liberalizzato e che la condizione attuale della maggioranza degli autotrasportatori (dipendenti, autonomi e “padroncini”) è l’epitome, la rappresentazione perfetta, di come i meccanismi di mercato operano nel polarizzare società e lavoro. Perché gli autotrasportatori – quelli che guidano un camion, o che gestiscono qualche camion guidato da altri, e per lo più guidano anche loro; e si tratta di un lavoro pesante e logorante e sempre meno remunerato – non sono che l’ultimo anello di una catena che vede al capo opposto poche grandi società multinazionali di spedizione, nessuna delle quali è più italiana; si tratta di operatori tedeschi, olandesi, cinesi, statunitensi o di Singapore che da anni hanno inglobato la totalità delle maggiori imprese italiane.
    Quelle società controllano porti, flotte, vagoni, carghi, container, ma esercitano il loro ruolo grazie soprattutto alla loro potenza finanziaria, al controllo delle reti commerciali e ai software con cui mettono in contatto origini e di destinazioni delle merci e gestiscono l’intermodalità delle spedizioni.
    Nessuna di loro, credo, dispone direttamente di mezzi per il trasporto su gomma. Le tratte percorse con autoveicoli vengono subappaltate a una serie di società di autotrasporto minori, per lo più di dimensioni regionali, che di mezzi peraltro ne hanno pochi anche loro e ricorrono sempre più spesso a ulteriori subappalti; a cui capita di ingaggiare a loro volta degli autotrasportatori “indipendenti”. Accanto a queste imprese opera poi una serie di mediatori che non dispongono né di camion né di strutture e strumenti logistici (una vera porta aperta per la mafia), che reclutano, spesso “spot”, cioè sul momento e sempre più raramente con programmi e percorsi fissi, le società minori o i singoli padroncini: sia per conto di spedizionieri che di produttori che hanno consegne dirette da effettuare.
    Da tempo, poi, il mercato europeo e italiano è stato invaso da operatori dell’Europa dell’Est che fanno concorrenza a quelli locali sia in ingresso che in uscita dai confini nazionali – e a volte anche al loro interno – e che praticano prezzi di dumping resi possibili da tre fattori: i loro mezzi non rispettano gli standard di sicurezza richiesti ai veicoli immatricolati in Italia; la loro guida è molto più spericolata sia per velocità che per durata; la remunerazione degli autisti è molto più bassa. Per godere di questi vantaggi molte società di trasporto già nazionali hanno trasferito la loro sede legale in qualche paese all’Est europeo, pur operando prevalentemente in Italia. Le tariffe dell’autotrasporto in conto terzi sono regolate per legge entro una forcella che prevede un massimo e un minimo in base alla consistenza del carico e alla lunghezza del percorso; ma gli sconti che vengono imposti vanno ben al di sotto del minimo consentito. Di fatto, attenersi alla normativa su tariffe, limiti di carico, durata della guida, velocità consentita e minimi contrattuali vuol dire uscire dal mercato. I controlli sono facilmente eludibili non senza – secondo quanto riportano molti operatori – connivenze della polizia stradale. Schiacciati tra i costi crescenti dei fattori produttivi, le tariffe in continua diminuzione e una rilevante riduzione dei traffici, le condizioni dei lavoratori e dei piccoli operatori del settore sono tra quelle che maggiormente risentono della crisi.
    Tutto questo è noto e viene di quando in quando riportato dai media, peraltro senza molte indagini sulle cause né proposte per porvi rimedio. In realtà la situazione richiederebbe un’analisi più approfondita perché costituisce uno degli esempi più vistosi e chiari del modo in cui l’organizzazione di un intero settore produttivo si è strutturato per scaricare il rischio di impresa verso il basso, cioè sui lavoratori. La maggior parte dei lavoratori dell’autotrasporto non è costituita da dipendenti salariati ma da “padroncini”. Anche quando lavorano alle dipendenze di altri, se l’impresa è piccola i lavoratori sono indissolubilmente legati alle sue sorti, ai suoi alti e bassi, ai tempi sempre più lunghi dei pagamenti, che si riflettono direttamente sul modo e sui tempi con cui vengono remunerati. È lo stesso processo con cui in altri settori molto lavoro impiegatizio è stato sostituito da lavoratori precari (“a progetto” o a partita Iva) “esternalizzati”. Ma, a differenza di altri settori tipici del precariato, nel settore dell’autotrasporto l’investimento è consistente (un autoarticolato non costa meno di 200mila euro) e le imprese di spedizione, siano esse grandi gruppi o operatori intermedi, si liberano tanto dell’onere dell’investimento quanto del rischio di avere mezzi fermi, scaricando entrambi – oneri e rischio – direttamente sui lavoratori.
    Un processo analogo lo riscontriamo in molti altri settori, da quello dell’edilizia e dei grandi lavori – il paradigma qui è il Tav, su cui Ivan Cecconi ha scritto testi fondamentali – alla cantieristica. Insomma, l’autotrasporto non presenta affatto un assetto arcaico in attesa di una “modernizzazione” che solo il mercato potrà sviluppare, emarginando progressivamente la piccola impresa inefficiente a favore di strutture capitalistiche ben organizzate. La “modernizzazione” è già qui e il modello di impresa del liberismo è questo: e infatti il settore delle spedizioni presenta un grado di strutturazione e di concentrazione a livello internazionale da fare invidia a quelli energetico e alimentare; ma convive con – anzi, ha prodotto – l’estrema frammentazione del lavoro autonomo, che peraltro non è “lavoro autonomo di seconda generazione” (c’è il navigatore e c’è la scatola nera, ma i camion si guidano più o meno allo stesso modo di cent’anni fa).
    Che fare? È chiaro che i problemi degli autotrasportatori – e delle altre categorie di lavoratori autonomi di prima generazione in lotta – non possono essere risolti con decreti dall’alto e meno che mai con delle mance che rischiano non solo di perpetuare, ma di approfondire, tutte le contraddizioni che li stanno trascinando verso la miseria. Devono essere i lavoratori stessi, dipendenti e autonomi, a coalizzarsi in strutture non solo rivendicative, come quelle attuali, ma operative: cioè in cooperative che affianchino al possesso e alla guida dei mezzi una parte consistente della gestione logistica, recuperando valore aggiunto al loro lavoro. Ed è chiaro che un processo del genere deve avere una interlocuzione con i governi sia nazionali che regionali perché mettano a disposizione le risorse e gli strumenti per operare questo passaggio; e soprattutto perché introducano forme di tutela adeguate contro la concorrenza selvaggia (altro che “liberalizzazioni”). Ma è altrettanto chiaro che una conversione del trasporto su gomma deve fare i conti con processi – in parte in corso; in parte da promuovere – destinati a incidere profondamente sul numero e sul ruolo degli operatori del settore; processi a cui è vano contrapporre una mera resistenza e che occorre invece mettersi in condizione di assecondare. Il combustibile sarà sempre più caro; i costi dell’inquinamento e della congestione sono destinati a crescere; l’epoca del trasporto a basso costo sta per finire e le spedizioni transcontinetali e di lunga percorrenza dovranno ridimensionarsi a favore di una rilocalizzazione di molte produzioni – a partire, ma non solo, da quelle agricole e alimentari – in prossimità dei punti di smercio. Il trasporto su gomma dovrà convertirsi ai percorsi brevi e molto articolati e integrarsi con quello su ferro e via mare con sistemi intermodali che evitino la duplicazione dei vettori (su questo punto potrebbero essere le associazioni stesse dei trasportatori a farsi parte diligente di una proposta che solleciti, insieme alle altre categorie interessate, nuove forme di mobilità intermodale delle merci; e i relativi investimenti).
    Sono tutti problemi che non possono essere lasciati sulle spalle degli autotrasportatori; la conversione ecologica del trasporto merci, come di tutte le altre forme di mobilità e quella delle principali attività produttive deve essere presa in carico dall’intera comunità; a partire dal governo del territorio e dalle amministrazioni locali. Alcune delle quali oggi si riuniscono a Napoli per cominciare ad affrontare i termini e le condizioni di questo percorso.
    http://www.guidoviale.it
    Il manifesto, 28 gennaio 2012

  34. genseki Says:

    Cara georgia

    permettimimi solo un paio di considerazioni.
    Una su rivolte arabe e forconi: si! in comune hanno il fatto che gruppi numerosi di lavoratori piú o meno salariati si sono trovati repentinamente di fronte a una significativa diminuzione delle loro entrate. (Nei paesi arabi motlo piú drastica). Allora si sono ritrovati nelle piazze e nelle strade per paura, disperazione, rifiuto. Ora siccome non vi sono oggi come oggi forze organizzate che rappresentano gli interessi autonomi delle classi lavoratrici, e in Italia quelle che pretendevano farlo sono oggi schierate a difesa del tardothatcherismo montiano, ecco che si sviluppa una lotta per orientarle e sfruttarle (le mobilitazioni di piazza) al servizio di questto o di quell’interesse. Una risposta di sinistra sarebbe proporre a questi lavoratori, strutture, organizzazione, mezzi, presenza parlamentare e aiuto per elaborare piattaforme rivendicative che possano servire da base di negoziato, la risposta della sinistra cinica che vi è in Italia è quella di chiamare la polizia perché c’è la mafia e gongolare con tanta soddisfazione!

    Sulla veritá in tasca.

    Per fortuna oggi abbiamo le tasche. Pensa che pasticcio per i Peripatetici passeggiare con la veritá in una piega della toga!
    Comunque una delle ragioni per cui nei blog politici culturale della sinistra in rete l’invettiva e l’insulto sono le figure retoriche piú praticate dipende proprio da questo rifiuto che la veritá possa essere oggetto del discorso.
    Il contenuto dell’argomentazione puó essere solo la veritá, anche includendo la persuasione che seconda Aristotele era comunque un elemento della veritá.
    Infatti non si argomenta si inveisce e se uno argomenta si dice che crede di avere la veritá in tasca. E qui il circolo si chiude. Non mi lamento di questo stato di cose. Ê cosí e non c’è niente da fare ed è anche divertente da un certo punto di vista, un gioco. Capisco anche il senso dei tuoi rimproveri e lo apprezzo, non lo prendo a male.
    Non credo che tutto sommato valga la pena di interrogarsi su come sarebbe possibile dare ai blog e ai commenti un carattere più argomentativo, attraverso, per esempio, la persuasione a regole condivise come quelle che regolavano i dibattiti in tante istituzioni culturali del passato come le accademie scientifiche, arcadiche, musicali etc. Sarebbe una battaglia ridicola. Scrivere commenti è un vizio e basta.
    genseki

  35. georgiamada Says:

    permettimi solo un paio di considerazioni

    ti permetto tutte le considerazioni che vuoi :-)
    Non condivido, ma permetto perchè mi interessano.

    I Peripatetici avevano la verità nelle pieghe della toga? può essere io non lo credo, altrimenti non avrebbero dialogato, ma si sarebbero limitati a inveire, offendere e sbattere la porta (se c’era). Ti faccio presente che quando hai inveito su loden e cosucce varie non hai argomentato. ti sei limitato a condividere con forza nuova, e casa pound, il tormentone del loden che ha preso il posto del salotto e del culo al caldo (con la versione nordica del culo nel burro) che erano però più di vetero-sinistra ;-)
    Poi ho letto in questi giorni che i Quaderni del carcere di gramsci (visto che hai nominato gramsci) sono stati al sicuro nella cassaforte della banca diretta dal bocconiano Mattioli ;-).no così per ribadire che non è il loden, o dove si studia o si insegna ecc. ecc. che fanno il monaco, ma il monaco stesso ;-).
    Ad ogni modo sui quaderni ancora non stato detto tutto … eppure tra poco più di 20 anni ci sarà il centenario della morte.

  36. genseki Says:

    evvabbé, ma lo sai che sono cinquantanni che la sento sta solfa di dagli al fascista. Ma siete proprio noiosi sai.
    Per fortuna è solo virtuale quando lo dissero a Anreu Nin i sinistri di qua in Spagna lo torturarmno fino a lasciarlo scorticato.
    Io al massimo rischio di beccarmi uno sbadiglio del Baratto.

    Comunque La veritá è il contenuto della discussione. I peripatetici discutevano della Veritá e non della doxa. Della doxa discuteva Protagora e gli altri come lui.

    Anche di Bordiga dicono che fosse faascista e amico di Mussolini che avesse negoziato oscuramente per essere lasciato in pace etc.

    Questo è lo stile della sinistra piccista.
    genseki

  37. georgiamada Says:

    Andrea Postiglione, Marsala, arrestato il “forcone” Gagliano “I suoi tir al servizio di Cosa nostra e Casalesi”, Il Fatto quotidiano, 29 gennaio 2012

    Con l’azienda Afm, uno dei leader del movimento in Sicilia trasportava merci per grandi marchi come Amadori e Sammontana. Ma secondo l’accusa, era coinvolto nel monopolio mafioso-camorristico del mercato ortofrutticolo di Fondi. Imbarazzo tra gli altri leader della protesta.
    Noi non conosciamo questo Gagliano che è stato arrestato. Non si può dire che sia dei forconi”. Il giorno dopo il suo arresto, il movimento dei Forconi siciliani già prende le distanze da uno dei principali promotori delle proteste che nei giorni scorsi hanno paralizzato la sicilia. Si chiama Carmelo Gagliano, ed è un autotrasportatore di Marsala accusato di essere legato alla mafia siciliana e alla camorra casalese. Così, dopo aver attaccato Ivan Lo Bello, il presidente degli industriali siciliani che ha denunciato i tentativi di infiltrazione della mafia nel movimento, i Forconi dell’isola sono costretti quantomeno a rivedere le loro posizioni.
    “Probabilmente – dice oggi Mariano Ferro, uno dei leader del movimento – le dichiarazioni di Lo Bello sulle infiltrazioni mafiose che intendevano metterci in guardia sono condivisibili. E comunque, è impossibile fare una schedatura di chi partecipa liberamente alle manifestazioni”. Eppure, è altrettanto difficile credere che i trasportatori siciliani – e non solo – davvero non conoscessero Gagliano e la sua Afm (Auto Frigo Marsala), i cui tir da anni attraversano in lungo e in largo l’Italia per conto di aziende del calibro di Amadori, Bartolini, Sammontana, Arena. Anche perché è da novembre che Gagliano è finito nell’occhio del ciclone. Da quando, cioè, il gip Pasqualina Paola Laviano aveva emesso per la prima volta l’ordinanza di custodia cautelare che ieri lo ha portato in carcere.
    Allora, il Tribunale del Riesame annullò il provvedimento per vizi di forma: il giudice per le indagini preliminari si era limitato a copiare e incollare la richiesta presentata dalla Procura senza valutare gli elementi di prova. Stavolta le cose sono andate diversamente e Gagliano è finito in carcere insieme ad altri cinque con l’accusa di aver messo a disposizione il parco automezzi della sua azienda ai fratelli Sfraga (legati a Riina e Messina Denaro) in Sicilia, e a Costantino Pagano, prestanome degli Schiavone e titolare della ditta “La Paganese”, in Campania. Un accordo, questo, raccontato agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Gianluca Costa, molto vicino a Pagano, che ha svelato ai pm tempi e modi dell’intesa che aveva portato mafia e camorra ad avere il monopolio del trasporto su gomma nel sud Italia e il controllo di buona parte del mercato ortofrutticolo italiano.
    Ed è proprio dalla testimonianza di Costa che emerge il legame tra la criminalità organizzata e Afm: “I termini della collaborazione con la ditta siciliana – si legge nell’ordinanza – si spiegavano proprio in ragione dell’accordo camorristico mafioso intervenuto tra il clan campano e Cosa Nostra. Gli Sfraga, commerciando i loro prodotti su tutto il territorio nazionale e pertanto anche verso mercati non controllati dai casalesi, potevano utilizzare su quelle tratte e senza problemi il loro vettore. Quanto ai trasporti su gomma da e verso il mercato di Fondi, sottoposto all’egemonia monopolistico-camorrista della Paganese, era la stessa ampiezza del traffico siciliano su quella tratta a legittimare il ricorso alla Autofrigo oltre che alla ditta del Pagano e alle altre controllate”.
    Ma l’arresto di Gagliano apre soprattutto inediti scenari investigativi: la sua presenza in strada al fianco dei Forconi potrebbe essere un ulteriore indizio a sostegno dell’ipotesi che mafia e camorra fossero d’accordo non solo sulla spartizione di tratte e mercati italiani, ma anche sui modi e sui tempi della protesta che nei giorni scorsi ha paralizzato il sud Italia. L’obiettivo? Controllare la protesta, guidarla e, poi, sedersi al tavolo delle trattative con il Governo e dettare nuove condizioni. Non certo direttamente, ma attraverso prestanomi con faccia e fedina pulite.

  38. georgiamada Says:

    si consigli di leggerlo direttamente dal Fatto dove ci sono link interessanti (georgia)

    Domenico Valter Rizzo, Tir, mafia e giornalisti distratti, Il fatto quotidiano, 28 gennaio 2012

    Un’affollata conferenza stampa fatta da giornalisti in larga parte ciechi o quanto meno distratti. Al punto da non vedere che alle spalle del leader maximo dei camionisti catanesi in rivolta, occhieggiava compiaciuto un giovanotto di bell’aspetto. Era da poco tornato in città quel giovanotto, dopo essere stato ospitato dalle patrie galere con l’accusa di aver creato, in combutta con alcuni esponenti dei casalesi, una rete criminale che controllava la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli nel sud Italia. E’ stato liberato grazie ad un provvedimento del Tribunale del Riesame.
    Il giovanotto ha un cognome importante, si chiama Ercolano, Enzo Ercolano, ed è figlio del capomafia Giuseppe Ercolano, ma è anche nipote di Benedetto Santapaola, il capo indiscusso della famiglia catanese di cosa nostra. Suo fratello Aldo sta al 41 bis, condannato tra l’altro per l’assassinio di Giuseppe Fava. Nessuno, vedendo la sua faccia alla conferenza stampa accanto al leader dei camionisti, ha avuto nulla da ridire. Sul quotidiano unico cittadino neppura una riga su quell’ingombrante presenza, sulle emittenti catanesi, controllate anch’esse come il quotidiano da Ciancio, neanche un minimo accenno. Se ne è accorto invece Antonio Condorelli, che ha realizzato un breve reportage per la pagina di Report su Corriere.it.
    Ma neppure la diffusione della notizia ha suscitato la benché minima reazione. Tacciono le forze politiche, tacciono le associazioni della società civile, tacciono i professori dell’antimafia militante. Tutti zitti come se fosse cosa normale.
    Lo stesso silenzio che si è registrato quando Vittorio Feltri e Irene Pivetti diedero alle stampe un patinato inserto de Il Giornale, nel quale si indicava tra l’altro come modello per imprenditoria siciliana, il cugino del signor Enzo: il giovane amministratore delegato della Sud Trasporti, Angelo Ercolano. Angelo è incensurato, ma è cugino e nipote di personaggi del calibro di Pippo, Aldo ed Enzo Ercolano. Nessuno ebbe nulla da ridire quando il giovane imprenditore incensurato, ma imparentato con l’aristocrazia mafiosa catanese, divenne prima presidente provinciale della Fai e poi vice presidente regionale della stessa organizzazione. Angelo è prudente sulla protesta lascia il ruolo di Masaniello al cugino e parla sulle colonne del giornale di Ciancio come un leader imprenditoriale.
    Nessuno ha mai aperto bocca neppure per criticare la scelta di affidare la gestione dell’area di sosta dell’interporto di Catania a Giuseppe Richichi, il leader di bisonte selvaggio che ha bloccato la Sicilia per una settimana. U’ Zu’ Pippu – lo chiamano così in segno di rispetto i suoi fedeli – gestisce, tramite la sua associazione, una struttura pubblica costata milioni di euro e ne ha fatto il suo quartier generale. Da notare che nel comitato etico dell’interporto figurano nomi di spicco, come quello dell’ex sindaco di Catania e senatore del Pdl, Guido Ziccone e quello della presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro. Neanche loro hanno avuto nulla da obiettare.

  39. Dreiser Cazzaniga Says:

    guarda che più chiari di così non potete esserlo, qualsiasi movimento che si opponga a monti napolitano è nfiltrrato dalla criminalità o è direttamente criminale in proprio come quelli della Val di Susa dopo il blitz di Caselli. Insomma siamo alla criminalizzazione del dissenso!
    Che poi giustifica la repressione spietata e violenta di chiunque osi alzare la testa per difendersi contro il tardothatcherismo.
    Come ai vecchi tempi di Calogero e Borelli.
    Alternativa alla criminalizzazione è l’accusa di contiguità con Casa Pound o di berlusconismo.
    Come ai bei tempi, alla fine degi anni settanta.
    Tra l’altro questo modo di ragionare rende chiaro il senso del savianismo ovvero la narrazone della mafia come un problema criminale e non una forma di organizzazone sociale che dalla società reale non è separabile come fosse un problema di ordine publblico e non politico.
    Comunque sono convinto che anche questa volta le classi dominanti non si fideranno di voi e, una volta ripristinata una parvenza di legalità costiuzionale., come dopo Mani Pulite, il potere vi sfuggirà ancora di mano.
    per fortuna
    genseki

  40. georgiamada Says:

    scusa genseki ma mi stai accusando di essere del partito dei giudici? :-)))))))
    mmmmmm … ho deciso di nominarlo solo a giorni alterni quindi non ti dirò chi mi ricordi;-)
    e poi scusa ma mi hai mai sentito criminalizzare i No Tav e dire che sono infiltrati?
    Io tra l’altro non criminalizzo nessuno mi limito a riportare articoli di tutti i generi, se tu ne hai, postali pure mi farà piacere.

  41. georgiamada Says:

    Comunque sono convinto che anche questa volta le classi dominanti non si fideranno di voi e, una volta ripristinata una parvenza di legalità costiuzionale., come dopo Mani Pulite, il potere vi sfuggirà ancora di mano.
    per fortuna
    genseki

    ergo tornerà berlusconi? lo so lo so che hai sofferto tanto, ma … spero vorrai scusarmi se io NON partecipo al tuo dolore (a quello di bossi, a quello di la russa e compagnia brutta) pur non facendo salti di gioia per monti.

  42. Dreiser Cazzaniga Says:

    No berlusconi non credo che ritornerà ha troppa paura ma ci sono tanti casini e montezemoli che si preparano a raccgliere i frutti del montismo.

  43. Dreiser Cazzaniga Says:

    In realtà il dissidio consiste in questo:

    io mi pongo il problema di come si possano mobilitare poiticamente i cittadini e i lavoratori perche si riesca almeno ad arginare un poco lo smantellamento dei diritti sociali, del lavoro, politici, e la devoluzine di tutti i poteri ai rappresentanti del sistema bancario e finanziario.
    Quindi il probllema che mi pongo è come unificare le differenti piccole lotte che appaiono in Italia e in Europa e dare loro obiettivi strategici, un minimo di quadri e prospettiva politica.
    Naturalmente in concreto non posso fare niente se non pormi il problema ma almeno questo lo faccio.

    tu cerchi di screditare i movimenti esistenti pubblcando articoletti savianeschi che sottolinenao presenze mafiose. (Il punto di vista di classe èe assicurato da Lo Bello, la parola di confindustia Siciliana ha per te più valore di quella di un quaunque lavoratore supersfuttato dei trasporti), per difenderi il governo tardo thacheriano e ultraliberista di Monto.

    Tu agiti lo spauracchio di Casa Pound e di Berusconi per screditare l’opposizine al liberismo selvaggio di Monti e dei suoi

    Io mi pongo il problema di come affrontare sul terreno concreto dei movimenti di protesta l’egemia di Casa Pound, lega (non di berlusconi che in coalizione con la sinistra appoggia il liberismo selvaggio di monti napolitano.

    Queste sono le differenze nelle nostre impostazioni.

    Monti napolitano vinceranno le condizioni del lavoro subiranno un brusco peggioramento ma sper almeno che sotto le macerie ci resti anche la sinistra radicale e non di matrice PCI e che si possa ricominciare di nuovo a costruire una speranza per gli sfruttati.

  44. georgiamada Says:

    berlusconi insomma è una mezza cartuccia? (Bossi dixit)
    ah ah ah ah …

  45. georgiamada Says:

    “Il lavoratore supersfuttato” dei trasporti ha poche probabilità di bloccare una intera regione, semmai i proprietari dei trasporti e pure con il consenso di tutti quelli che in sicilia comandano, ad ogni modo genseki tu sei padrone di pensare come vuoi e anche di metterci i link di tutti gli articoli che vuoi.Non puoi pretendere che io pensi come vuoi tu se la cosa NON mi convince per niente.
    Io tra la camorra e saviano è chiaro che non ho dubbi da che parte stare …poi a me piacerebbe che tu leggessi Gomorra, chissa perché ti sento così pieno zeppo di pregiudizi come chi non ne ha letto neppure una pagina … :-)

  46. Dreiser Cazzaniga Says:

    ña per caritá Georgia quello che mi premeva era piuttosto mettere in luce i punti e la profinditá delle divergenze per chiarirmi anche un po’ le idee. Non credo di avere niente di cui convincerti e nemmeno interessi per farlo. Si discute, tutto qui.
    Per quanto riguarda Saviano io ho letto con passione Gomora e il libro a suo tempo mi sembró un fatto molto positivo nel panorama culturale italiano. Sono stato un ammiratore di Gomorra con tutto il cuore e mi diede speranza.
    I problemi sorsero dalla lettura degli altri testi di Saviano, dalla rilettura di Gomorra alla luce di una conoscenza piú critica del suo autore e del suo ambiente culturale e poi dall’ossessiva mediatizzazione delle minacce di morte etc.
    I punto di inflessione decisivo fu la sua entrata nella Televisione. Questo significava l’abbandono da parte sua della possiblitá reale di intervento sulla cultura dei quartieri sottoproletari. In televisione Saviano rinuncia per sempre ad influire sui giovani emargimati che lo vedranno sempre come uno degli altri. del club del quale non potranno mai essere membri.
    Infatti la fuoriscita dal quartiere per Saviano è stata individuale, come nei film di Holliwood e non collettiva come cercarono di fare altri operatori sociali e i preti come Puglisi, Almeno io la vedo così.
    Poi Saviano ha cominciato a interpretare se stesso con sgaurdi spiritati e retorica da fiera nietszchana sul potere della parola dell’artista etc.
    Guarda io per esempio vedo un certa affinitá iconica e gestuale tra Saviano e quel Iannacone, Iannone o come si chiama di Casa Pound prima che fosse mostrificato.
    Si può dire che quest’ultimo è in Saviano Infero, il negativo di Saviano olimpico.

    Poi c’è stato Zuccotti Park con la frase sul Messico che per chi ha amici e una parte del cuore in quel povero paese devastato da una violenza che a Casal di Principe neppure si sognano è suonata particolarmente cinica. Il Messico sanguina Saviano avrebbe potuto avere una parola di umana pena per il massacro e la freddezza di quell’affermazione su quanto guadaga il Messico dal narcotraffico è stataper me la delusione finale. Il Massico non guadagna nente perde le sue migliri giovani generazioni.

    Saviano avrebbe potuto parlare a Ciudad Juarez, o a Jalisco, dare visibilitá alle organizzazioni della societá civile che vi si battono in solitudine e disperazione conttro una violenza da psicopatici. Vai a veder su youtube la macelleria che sta rappresentandosi.
    Zuccotti Park è ben piú elegante, inutile chic e confortevole. Saviano un prodotto di marketing.
    Questo lo scrivo perché per me è stata una dolorosa delusione.

  47. luciacossu Says:

    “io mi pongo il problema di come si possano mobilitare poiticamente i cittadini e i lavoratori perche si riesca almeno ad arginare un poco lo smantellamento dei diritti sociali,”
    ne ho citato solo un berve pezzetto, ma dal tuo tono genseki si evince che pensi debbano venir usati, guidati, come se non si dovesse prevedere di diventare una democrazia e una società di cittadini e non di masse sempre guidate da qualcuno e questo è uno dei problemi di fondo italiani, e io non sono e non potrò mai essere d’accordo con il voler deresponsabilizzare i singoli scusandoli di appartenenze e modalità di una società che non sia la società prevista dalla Costituzione. Siamo ancora all’usare il possibile per il bene dei lavoratori, ma tutto comunque solo deciso dall’ato e sfruttando chi ora può mobilitarli. Non ci sto, sono individui e cittadini e se al loro anche giusto protestare si lasciano usare e infiltrare allora danno loro la scusa per non venir ascoltati ma interpretate le infiltrazioni. Poi capire cosa e come accade è diverso, ma è sul fondo del concetto che siamo tanto distanti e non ti trovo democratico nel senso delle nostra Costituzione, ma più simile ai pensieri cattolici della gerarchia e al berlusconismo

  48. Mariam Says:

    scusa lucia ma cosa credi che le grandi manifestazioni del passato, mi riferisco per esempio alle più recenti, quella dell’articolo 18 a cui parteciparono 3 milioni di persone e la grande manifestazione del 1993 contro la riforma delle pensioni che non passò per via di una gigantesca manifestazione, io c’ero, siano state fatte dai singoli cittadini e basta? credi che quelle mobilitazioni, parola che non ti piace, siano state spontanee , no, c’era la volontà dei singoli e chi li organizzava, non vedo in questo nulla di antidemocratico anzi vedo la quintessenza della democrazia.

  49. georgiamada Says:

    e retorica da fiera nietszchana sul potere della parola dell’artista

    se avevi letto con attenzione gomorra avresti visto che questa era la pricipale caratteristica di saviano. Non certo di essere fiera nietszchana (ma come parli?):-), ma di avere un profondo rispetto e fiducia nel potere della parola (cosa che non si vedeva da tempo nei nostri scrittori inani che scrivevano i loro libri senza convinzione perché tanto tutto era stato detto, tutto era stato fatto,tutto era inutile).
    Saviano rivede la parola come una azione, una delle azioni possibili e forti nella vita attiva dell’uomo. Quella del considerare la parola come azione umana è alla base della filosofia di hannah arendt, io lo dissi subito all’uscita del libro e mi ricordo che uno che si dà arie da abatino critico marxista (NON è uno di NI) mi prese in giro, si vede che, come, te preferiva vedere lo scrittore come uno che entra unicamene nel cuore dei problemi e sgambetta come un pastore per guidare le anime fuori dal guado. Io penso che nellla vita ognuno debba fare quello che sa fare,e del resto ognuno può fare solo quello che può, non mi permetto mai di pretendere dall’altro quello che voglio io … troppo facile sognare e buttare il mio sogno fra le gambe dell’altro per farlo inciampare … Saviano scrivendo gomorra ha fatto molto, e di questo io lo ringrazio, il resto non mi riguarda, la vita è sua e se la gestisce come vuole e come può, tu provvedi a mettere in guardia le masse proletarie, e i giovani emarginati, da saviano … come se non avessero altri problemi al momento ;-).

  50. Larry Massino Says:

    Solo un grave abbassamento della cultura politica può far sembrare Saviano qualcosa di commestibile a sinistra: ha ragione Genseki a dire che somigia a Jannone. Aggiungo io che la propria eroizzazione era contenuto nel testo, non è stata un incidente di percorso. Gomorra non ha portato a casa alcun risultato per la massa di persone che sono vittime della camorra; solo risultati di promozione sociale per l’autore, che accavalla la gamba nei salotti dei ministri e quant’altri, come disse anche nell’ultima intervista. E ha portato acqua con le orecchie al giustizialismo, che è un meccanismo capace di togliere libertà a tutti noi, facendoci digerire qualunque violazione dello Stato di Diritto, con la scusa di difenderci dai mostri (ma i mostri stanno nelle celle di sicurezza, magari in forma di coperte da attaccare alle sbarre di una cella per impiccarsi: naturalmente nessuno ne parla del fatto che si potrebbero dotare le celle delle questure di coperte che non si sfilaccino e di portelloni senza sbarre; anzi, si pubblicano come notizie i comunicati della questura senza fare nessuna verifica, che in una democrazia avanzata è un po’ brutto).

    Insomma, Saviano è l’ennesimo specchietto per le allodole fabbricato a difesa dello Staus Quo. Questa è la verità, dolorosa, ma è la verità. Tralascio di dire che il romanzo somiglia ai romanzi smargiassi di Malaparte (che recentemente Saviano stesso ha dichiarato di ammirare); che le sue fonti sono dubbie almeno come quelle di Malaparte (e ho detto tutto), spesso copiate da giornalisti sul campo, come risulta anche da una rettifica che la Mondadori è stata obbligata a pubblicare da una certa edizione in poi; che le sue posizioni di poetica letteraria sono quantomeno reazionarie, quelle che invitano gli scrittori a occuparsi della realtà invece che farsi le pippe con l’immaginazione (stalinismo puro); che l’esaltazione del romanzo l’Educazione siberiana di Lilin, a cui ha fatto la prefazione, è assai contraddittoria, visto che Lilin esalta a sua volta codici del villaggio non lontani dai codici d’onore mafiosi (chi sgarra viene fatto morto…). Le sue idee sulla politica estera, poi, confinano con il demenziale, perché non è vero che Hamas è come la camorra, come si fece dire dal presidente israeliano che lo ricevette con tutti gli onori (perché?), senza nulla ribattergli; e d’altra parte nemmeno ribatté a Vittorio Arrigoni, che lo chiamò in causa con parecchia educazione (solo un altro si è sottratto al dibattito con la sua stessa ostinazioe: ora sta messo maluccio…); come non era vero che i baschi dell’ETA trafficavano in droga, bufala che costrinse addirittura il governo spagnolo a intervenire a favore dell’ETA stesso, del quale era bersaglio… sul Messico ha detto Genseki…

    Poi, Georgia, ognuno si sceglie gli eroi che vuole. Figuriamoci se io sto a sindacare…

  51. georgiamada Says:

    io più che altro non vado in cerca di eroi, soprattutto fra gli scrittori :-), sarà forse questo il motivo per cui l’ultima cosa che cerco in uno scrittore è l’essere di destra o di sinistra? Lo scrittore ha un dovere molto più alto, assorbire e riprodurre in parole il periodo in cui vive … il resto è solo fuffa estetizzante finalizzata ad altri motivi che saranno anche importanti, ma che a me non interessano minimamente quando giudico uno scrittore. Se giudico uno scrittore come politico vuol dire che come scrittore è da buttare via … per me saviano è uno scrittore e lo fa bene.

  52. georgiamada Says:

    ah … lo fa bene anche quando va in televisione, malgrado la televisione sia quel medium che è.

  53. luciacossu Says:

    @ mariam, quello che trovo non democratico di una democrazia compiuta ( e che spero che questo nostro tanto giovane paese e ancora molto indietro rispetto a senso civico di ognuno) è il tono paternalistico con cui genseki parla di queste lotte, mentre è molto attraverso la piena responsabilizzazione individuale che si è cittadini. Questo parlare dall’alto di come muovere e sollevare e guidare moti e scontenti che trovo antidemocratico nel pensiero che sottende, poi non sono ingenua ma credo che attraverso la singola partecipazione e il fare come dice georgia come si può e al meglio che si può sia sufficiente e l’unica vera via per rendere finalmente più compiuta e matura la nostra democrazia. Sarà che mia mamma francese ci ha abituati a proprio un altro modo di percepire le proprie responsabilità pur sapendo in che mondo e società siamo, che per genseki va capita e manovrata, mentre io mi sento come una dei tanti cittadini che pretendo siano gli italiani

  54. Mariam Says:

    lucia, capisco forse cosa vuoi dire, ma il fatto non è genseki e i suoi toni, organizzare la protesta non è paternalistico, tutte le grandi lotte sociali del secolo scorso e anche di questo sono state organizzate, andare a una manifestazione o sciopero, per esempio, dal sindacato o altri non è deporre la propria individualità o la propria volontà, le persone sanno quello che fanno.
    Tante singole partecipazioni che si sono collegate per far riuscire un evento di massa fanno una mobilitazione.
    Non conosco genseki ma non credo che non tenga in considerazione le individualità quando parla di mobilitare le persone o peggio che le consideri in modo paternalistico.
    Comunque ripeto il mio commento non è una difesa di questo e quello ma casomai riguarda il modo con cui le persone si muovono per i propri diritti sociali.

  55. Dreiser Cazzaniga Says:

    cara Lucia Cossu,

    sempre e comunque i movimenti di massa sono diretti da qualcuno, normalmente questo qualcuno è chi detiene il monopolio dei mezzi di produzione ovvero chi ha “l’egemonia culturale”, oggi si tratta di una specie di superclasse internazionale, che non credo si possa definire borghesia, finanziaria e speculativa; questa classe ha il potere di diffondere idee e parole d’ordine e di farle penetrare nelle coscienze e quindi di dare forma al buon senso comune in funzione dei propri interessi. Poi succede che quando grandi frammenti di ceti sociali subalterni vedono drasticamente peggiorate le proprie condizioni di vita, possono riversarsi nelle strade per protestare, succede, raramente ma succede. Ecco allora che chi ha a cuore la costruzione di una societá senza sfruttatori ha il dovere di approfittare del momento in cui la presa ideologica dellle classi dominanti si affievolisce per dirigerle verso altri approdi meno barbarici che la nostra democrazia delle banche.
    Lei questa responsabilitá non la sente, ed è libera di stare dalla parte che vuole,io non sto né dalla sua né da quella della democrazia bancaria.

    Concordo con Larry Massino su tutto il suo bel commento.

    Fiera nietszchana era un iberismo che mi è sfuggito: fiera sta per festa popolare, carnevale. Insomma una la frase si deve leggere: carnevalata nietszcahana. Uff!
    La parola e il pensiero hanno senso se producono militanza e organizzazione.

  56. georgiamada Says:

    fiera come carnevalata :-))), figuriamoci che io l’avevo letto come “belva”, si vede che al momento io ti percepisco con un linguaggio più truce di quanto non sia il tuo, naturalmente te ne chiedo scusa, non condivido ugualmente, ma … non è bello, lo ammetto, che io abbia letto il tuo fiera come belva:-(

  57. luciacossu Says:

    …la buona tirannia, arriveremo a questo genseki? capisci che induci dubbi di questo tipo?

  58. georgiamada Says:

    La parola e il pensiero hanno senso se producono militanza e organizzazione

    naturalmente questo può anche essere vero ma solo per un certo numero di persone, non certo per me, per cui pensiero e parola producono anche, anzi soprattutto, altro, Ci mancherebbe anche che fosse vero quello che dici …. brrrrrrrrr …. ;-)

  59. luciacossu Says:

    …c’è il fondo di un cattolicesimo che non amo mentre un altro tipo di cattolicesimo umano e di persone che militano tra persone come meglio possono con civiltà e rispetto senza usare e sfruttare dall’alto. Certi discorsi di fondo simile li facevano anche i terroristi del passato dicendo di provocare e spingere le masse operaie alla rivoluzione….questo io lo trovo di democrazia arretrata. Ripeto che altro conto è capire e ragionare anche storicamente, ma se faccio parte di un movimento devo prevedere che se consento, approvo o tollero infiltrazioni e contiguità, ne avrò rinforzata o profondamente indebolita la mia istanza, ed è giusto e corretto farlo e valutare di cosa il movimento è fatto e se sono infiltrazioni o parte integranteel movimento stesso

  60. Dreiser Cazzaniga Says:

    Cara Lucia Cossu,

    lei mi trascina sempre in discussioni strane ma non sgradevoli, come dire? Rarefatte, oniriche, in cui mi trovo in difficoltá. Certo il cattolicesimo è stato per molti secoli esemplare come capacitá di organizzare e far penetrare una dottrina e una ideologia tra vasti strati sociali, diversi per interessi e per possibilitá di acccesso alla formazione. Dai filosofi agli analfabeti, E naturalmente non si puó che imparare. Adesso è moribondo. E non so nemmeno io se è un bene.
    La tirannia non è all’ordine del giorno, il dominio di una classe sulle altre si. Dominio spietato se mai uno spietato ne sorse, ed è quello che viviamo.
    La chiesa cattolica non si è mai posta seriamente il problema di mobilitare le persone per l’obiettivo di costruire una societá senza classi, questo è chiaro.
    Ma per molti aspetti e soprattutto per quanto riguarda i grandi ordin religiosi è un modello da cui solo si puó imparare.
    Certo lei crede che esistano opinioni che si formano nei singoli cervelli e che si esprimono liberamente.
    Le opinioni non si formano nei cervelli dei singoli! Le opinioni le produce chi detiene i mezzi per produrle, diffonderle e farne senso comune.È cosí! Non è mica colpa mia se è cosí. Comunque Gramsci, prima di diventare reaganiano come insinuano ora su Repubblica, lo ha spiegato molto bene.
    Adesso questo potere appartiene a una superclasse sociale internazionale e tecnocratica che ha a disposizione tutto lo spettro dei mezzi utili a questo scopo.
    Il potere di questa classe è quello che ora si chiama democrazia.

  61. georgiamada Says:

    urka … reganiano?
    O staliniano o reganiano tertium non datur ;-)

    Comunque ha spiegato sempre bene, solo che i tempi erano mutati profondamente e stavano sprofondando nell’orrore, e anche la spiegazione mutavano in parallelo … solo le religioni hanno testi sacri che durano pressoché in eterno ;-)

  62. georgiamada Says:

    Il potere di questa classe è quello che ora si chiama democrazia

    non è vero, non dovresti dire una cavolata del genere solo per amore della polemica, quello si chiama “esportazione della democrazia” parola orrida del conformismo marziale che ha lordato molte parole a noi care, MA NON è la democrazia che è ancora una cosa molto seria e importante e una parola con un suo profondo significato.

  63. Dreiser Cazzaniga Says:

    L’ultimo commento,a cara Georgia, mi colpisce, certo mi sono un poco azzardato, è sempre scorretto fare affermazioni cosí nette. Zizek la pensa in modo opposto al mio sulla democrazia di oggi, devo riconoscerlo, con buone ragioni
    Continuo a pensare che Croce fosse moltissimo piú marxista di vendola ferrrerodiliberto. E che Gramsci si trovó nella trappola in cui fu intrappolato perché era comunista non perché non lo era.
    Quest’ultima frase anch’essa mi è venuta un po` troppo gnomica, Insomma, perché era retto politicamente e umanamente non perché fosse un criptocrociano.
    .

  64. luciacossu Says:

    …semplicemente non credo ci sia un solo potere migliore di altri e pur nella sua imperfezione, nella sua assoluta fragilità che richiede attenzione e cura di ognuno e riimparare ogni volta credo nella miglior soluzione per noi data dalla democrazia, fatta di contrappesi di molti poteri possibilmente parcellizati da non esser mai uno solo prevalente su tutti gli altri. Non amo e non credo nell’orizzonte bassissimo del “tanto è così che è”. Si può vivere in una fase in cui è prevalente questo ma non si può accettarlo e basta senza vigilare sulla democrazia stessa, altrimenti non ci sarà nessuna dempocrazia da difendere, per quanto imperfetta e delle volte persino inutile, ma non si può allora dire di difendere i lavoratori. In famiglia ho ben chiaro di cosa si parli nella difesa dei lavoratori, sono orgogliosamente figlia di chi insieme a Gino Giugni ed altri lavorò per lo statuto dei lavoratori e orgogliosamente ho imparato a rispettare equilibri che non sono la giustizia e l’utopia ma un complesso sistema di contrappesi che se difeso garantisce almeno minori ingiustizie, ma va difeso anche contro le proprie utopie e ideologie se si vuole essere e definirsi democratici. Non difendo i lavoratori solo perché lavoratori, difendo posizioni di cittadini, diritti e doveri, quel minimo di scelta che ognuno di noi può fare.

  65. Dreiser Cazzaniga Says:

    I cittadini sono astrazioni i lavoratori persone concrete. Non coincidono mai. Il lavoratore non è cittadino e il cittadino non è cittadino quando è lavoratore.
    Detto altrimenti se il cittadino non fosse lavoratore non potrebbe mangiare e quindi non ci sarebbe nessun cittadino, Per non morire di fame deve vendere il suo tempo e la sua forza lavoro, In quel momento non è cittadino (quando vende). Ma siccome il cittadino è giá morto di fame, nella frase precedente, quello che resta è solo il lavoratore che cittadino non è,
    Provi lei a immaginare un mondo in cui ci fossero solo cittadini e non lavoratori se ci riesce.

  66. georgiamada Says:

    Provi lei a immaginare un mondo in cui ci fossero solo cittadini e non lavoratori se ci riesce

    beh di questo passo sarà più difficile immaginarsi un mondo di lavoratori ;-) Tra prepensionati, pensionati, cassaintegrati e disoccupati qui le mosche bianche tra poco saranno proprio i lavoratori.
    Il problema è che una delle prerogative necessarie per essere cittadini è proprio quella di avere un lavoro dignitoso.

  67. Dreiser Cazzaniga Says:

    giá ma, infatti, vedrai, come diced Baumann, che presto cominceranno a sottrarre loro anche i diritti di cittadinanza. Poi ci sono i lavoratori che cittadini non sono, i meteci che non godono di diritti e sono corvéables à merci.
    Comunque i diritti di cittadinanza hanno ormai come soggetto, non il lavoratore ma il consumatore.
    E presto la maggioranza dei lavoratori saranno appena appena consumatori.
    Insomma il sistema borghese dei diritti di cittadinanza e umani ha miseramente fallitto. Quando arrivano degli uomini in zattere scassate, la prima cosa che si è torglier loro il diritto elementare a disporre di se stessi, cioé li si imprigiona, i diritti di cittadinanza non garantiscono il diritto a sopravvivere e a riprodursi.
    Insomma mi piacerebbe davvero vivere nel mondo di Lucia Cossu, ma non trovo la porta.

  68. Mariam Says:

    Il concetto di cittadinanza ha senso solo se lo si pensa in modo inclusivo e cioè comprensivo dell’allargamento dei diritti sociali e politici, e questo senso è tramontata da un pezzo.
    Chi parla più di cittadini in questo senso, se ne parla sempre di più in modo astratto e slegato dalla realtà sociale di oggi.
    Un disoccupato poi non è nemmeno cittadino.
    Insomma la vera cittadinanza non può che essere realizzata contro i privilegi di ogni tipo a partire da quelli di classe.

  69. georgiamada Says:

    belle parole, maria, parole a tastiera corrente :-) ma temo solo parole.
    E allora come mai tu e genseki difendete l’arroccamento dei privilegi portato avanti dai forconi (soprattutto di quelli che avevano bloccato la sicilia)? i privilegi dei notai, delle grandi compagnie di autotrasportatori ecc. non sono privilegi di classe?
    E’ che definire cosa sia una classe oggi è molto complicato (tra i forconi le classi ci sono quasi tutte, come del resto c’erano fra i fascisti) quindi tanto vale usarla a mo di proclamo, evvai…

  70. Mariam Says:

    Veramente io non ho difeso i forconi nel senso che tu intendi, nel mio primo commento ho citato proprio macaluso che li criticava ricordando le lotte del passato e anche le ragioni del presente.
    Ho spezzato una lancia in favore di genseki a proposito del concetto mobilitazione e dell’organizzazione che a mio modesto parere era stato frainteso da Lucia.
    Riguardo ai diritti di cittadinanza che tu inspiegabilnmente liquidi come tastiera corrente mi sono rifatta all’idea che ne aveva un pensatore che non è certo una guardia rossa, mi riferisco a Dahrendorf e al suo Il conflitto sociale nella modernità, e per dire che quell’idea oggi è abbastanza tramontata.

    Ho aggiunto poi il concetto di classe che naturalmente non si presenta più come nell’Ottocento o Novecento.
    Ma se basta la parola classe a vanificare e a far fraintendere tutto un tentativo di ragionamento il problema non è certamente mio.

  71. georgiamada Says:

    infatti non è tuo, è epocale purtroppo.

  72. Larry Massino Says:

    Devo un ringraziamento a Dreiser Cazzaniga. Anche io concordo molto spesso con quello che lui dice.

    A Georgia invece voglio dire che secondo me i suoi giudizi sulla letteratura sono quantomeno affrettati. Quando dici, per esempio ” Lo scrittore ha un dovere molto più alto, assorbire e riprodurre in parole il periodo in cui vive … il resto è solo fuffa estetizzante ” dici una cosa abbastanza aberrante, che è già stata detta, dai responsabili intellettuali socialnazisti, quelli che facevano i roghi coi libri, e dai socialcomunisti, quelli che mettevano al rogo gli autori dei libri: da fuffa a degenerato, da sabotatore a culturame, da apocalittico al recente parassita (espresso dal ministro Brunetta) non c’è che un passo. Insomma, finché si parla di gusto, va bene tutto. Ma poi bisogna fermarsi. Penso.

    Confermo che i diritti sui quali si fonda la civiltà borghese, a partire da quello di cittadinanza, stanno subendo le limitazioni che stanno subendo perché sono nati a favore dell’egemonia della classe appunto borghese, non della vita in quanto tale.

  73. georgiamada Says:

    mi hai frainteso, l’assorbimento del tempo NON vuole dire ASSOLUTAMENTE adesione alla politica o altro, NON vuol dire essere eterodiretti, ma dai, e tra l’altro NON eistono canoni o regole a cui uno scrittore si debba attenere, sono regole che NON esistono mai a priori.
    Ho detto precisamente il contrario di quello che dici tu (mi dispiace se mi sono spiegata male), che invece, insieme a genseki, vorresti che saviano scrivesse quello che volete voi altrimenti giù legnate (questo è atteggiamento da nazisti e stalinisti).
    Figuriamoci chi accusa di culturame (gli intellettuali) sono quelli che vedono la cultura solo come un mezzo (e neppure dei più importanti) e non come un fine.

  74. luciacossu Says:

    Se si definisce una astrazione tramontata il cittadino si deve intendere tramontata anche la democrazia, che certo non ha mai davvero goduto di buona salute ma non trovo un modo migliore e più umano di cercare di governare la nostra società umana. Non perché la democrazia non è perfetta trovo ammissibili metodi populisti e furbi di manovrare e usare il consenso, no non ci sto. E guarda genseki che viviamo nello stesso mondo che è spietato per molti (probabilmente a oggi moltissimi) e la mia dose ce l’ho anche io. Genseki trovi ci si debba comportare secondo quanto detto dalla nostra Costituzione? o trovi tramontata anche quella? E io parlo del nostro quotidiano agire, una cosa terra terra e per nulla tramontata, ma ben concreta ed esistente anche per te.

  75. Larry Massino Says:

    Georgia, pigliamola come dici tu, che ho frainteso. Ma il resto è fuffa? Vuoi che ti elenchi chi secondo una benevola interpretazione di questo tranciante giudizio rientrerebbe? L’inattuale Manganelli è Fuffa? Gadda e Landolfi? Sciascia quando fa le sue noterelle letterarie o scrive su Raymond Roussell? Calvino stesso, Celati, Cavazzoni, Lodoli, Montesano, Mari? E cambiando pratiche artistiche: Carmelo Bene? E l’arte astratta? E i poeti ermetici? Viaaaa.

    Veniamo a Saviano, che se non ricordo male anche tu attaccasti lo scorso anno: per me può scrivere quello che vuole lui; ma non può dire bugie, né scrivere sulla stampa senza citare le proprie fonti informative (come nessun altro). Nemmeno può inveire contro gli scrittori inattuali, come fa continuamente dagli schermi tv, quelli che non si occupano di presente e di realtà (che poi lo decide lui cos’è la realtà?). E d’altra parte, una volta che lui scrive quello che vuole, io ho diritto di dire che non mi garba come scrive (letterariamente parlando), che non mi garba che la sua scrittura diventi paradigmatica e scaturisca in teorie letterarie (fasulle, come la New Italian Epic). Così come ho diritto di dire che non mi garba come fa POLITICA. Così come non mi garba che non si confronti mai con chi lo critica da sinistra, si chiami Alessandro dal Lago o Vittorio Arrigoni. E così come non mi garba che dagli schermi tv, quindi usando armi sproporzionate, tuoni vendicativamente contro i repressi che lo criticano in rete (SEMINATORI D’ODIO?).

  76. georgiamada Says:

    L’inattuale Manganelli è Fuffa? Gadda e Landolf [...]

    e perchè mai? io non solo NON l’ho detto ma non lo penserei mai, anzi penso che abbiano interpretato il loro tempo come pochi (naturalmente non sono i soli ecc. ecc…
    Per me non sono certo inattuali anzi …
    Poi figurati l’ironia della cosa: la teoria che le regole dell’arte (letteratura compresa) si vedono sempre solo a posteriori e che a priori NON possono esistere, l’ho presa di sana pianta da Landolfi.
    Sì, penso che mi hai frainteso alla grande, ma non è un problema, è difficile, se non impossibile, in questa epoca di merda uscire da se stessi per cercare di capire l’altro ;-)

    Fuffa è chi dice che uno scrittore avrebbe dovuto scrivere e bla bla bla , cosa avrebbe dovuto scrivere e bla bla, in che forma avrebbe dovuto scrivere e bla bla, cosa avrebbe dovuto fare e bla bla bla …

  77. georgiamada Says:

    Veniamo a Saviano, che se non ricordo male anche tu attaccasti lo scorso anno

    io NON l’ho mai attaccato, semmai l’ho criticato, ma MAI e poi MAI come scrittore. Io naturalmente non ho condiviso, e NON condivido, la sua partecipazione alla manifestazione, non ne ho mai fatto mistero, ma mica per questo mi metto a scrivere libelli come dal lago, per infamarlo e delegittimare il suo libro, dire che in televisione ha fatto schifo (mentre è stata l’unica trasmissione di alto livello che io abbia mai visto) ecc. No! per me saviano è un notevole scrittore, mi interessa sempre quello che dice e come lo dice … poi non sono obbligata a condividere tutto.
    Pensa te che il mio poeta preferito è Yeats … mica per questo ho simpatia per le camice verdi naziste per cui lui in un periodo della sua vita simpatizzò.
    L’artista è come una cozza filtra tutto il sudicio del mare … se l’epoca è tossica anche lui è un po’ tossico, ma che me ne farei di una cozza tenuta forzosamente nel lavandino di casa dentro il napisan ;-).
    Fra saviano e dal lago (avendoli letti attentamente ambedue) non ho dubbi su chi scegliere e in più non ho neppure dubbi su chi abbia detto più balle e scorrettezze :-)
    Riguardo alla NIE scusa ma che c’azzecca saviano? mica l’ha inventata lui quella balordata, mica ci si è messo lui dentro, quella è una operazione di marketing per sfruttare, a proprio vantaggio, la fama di uno scrittore. La storia è piena di operazioni del genere a volte sono operazioni intelligenti a volte un po’ meno a volte addirittura sono solo infingarde, ad ogni modo lasciano sempre il tempo che trovano :-)

  78. Larry Massino Says:

    Fuffa è chi dice che uno scrittore avrebbe dovuto scrivere e bla bla bla , cosa avrebbe dovuto scrivere e bla bla, in che forma avrebbe dovuto scrivere e bla bla, cosa avrebbe dovuto fare e bla bla bla …

    Georgia, anche in questo caso offendi l’intelligenza (non certo la mia, ma in quanto tale): io non ho mai detto che cosa Roberto Saviano deve scrivere, né in che forma. Io rivendico solo il diritto di critica, foss’anche di Gesù Cristo. Hai qualcosa da dire sulle critiche che gli faccio? Dillo. Spostare i termini ha valenza di voler prevalere sull’interlocutore.

    Su Yeats, che anche a me piacque (ma ora non saprei), non mi meraviglio, perché era abbastanza fanatico: un localista identitario si definirebbe oggi. Comunque, avevi già sostenuto che non fa niente se gli scrittori sono di destra o di sinistra. Ma allora, scusa per la memoria, perché su NI mi offendesti dicendo che si capiva benissimo che non ero di sinistra? O volevi significare che si capisce benissimo che non sono uno scrittore? Boh.

  79. georgiamada Says:

    Ma tu critica quello che ti pare gli altri ti risponderanno, se ne hanno voglia.

    Due cose che non capisco:
    1) ma non può dire bugie, né scrivere sulla stampa senza citare le proprie fonti informative

    Puoi fare esempi precisi? detta così sei ancora più approssimativo di dal lago.

    2) scrittori sono di destra o di sinistra. Ma allora, scusa per la memoria, perché su NI mi offendesti dicendo che si capiva benissimo che non ero di sinistra?

    Da quello che mi ricordo stavamo parlando di politica e non di letteratura, ma soprattutto, per favore, cerca di non personalizzare.

  80. Larry Massino Says:

    Georgia è vero che l’Eta trafficava droga per finanziarsi?

    E’ vero che ci fu una campagna di fango contro Gianni Riotta per costringerlo a lasciare la direzione del Sole 24 ore? Qui un’analisi di una giornalista, una persona seria e preparata come Federica Sgaggio

    http://www.federicasgaggio.it/2011/03/saviano-riotta-il-signor-fango-e-la-verita/

    Gli rispose Roberto Saviano a Vittorio Arrigoni, come tu auspicavi nel post del 12 ottobre 2010

    E quando scrive e dice che Cosentino per lui sarà colpevole anche se verrà assolto dai tribunali, lo si si può giudicare, Roberto Saviano, come infangatore dello Stato di Diritto? E del resto, non equivale a dire, come dicono da sempre i Mafiosi (o i sostenitori di cesare battisti, fra i quali in un primo momento anche Roberto Saviano), per me tizio o caio sarà innocente anche se condannato dai tribunali?

    Quando Roberto Saviano partecipa accorato alle manifestazioni di Fiamma Nirestein lo si può criticare? E quando esalta la democrazia di Israele? E quando fa il testimonial pubblicitario per lo Stato di Israele, nel senso del governo israeliano?

    E quando lo vedo in TV fare il giuramento della Giovine Italia, mi può venire il dubbio che i suoi referenti politici siano di area liberal massonica? Quando dice in tv che si è consultato con il ministro Passera e con alcuni ministri su alcune questioni e non su altre, mi può venire il dubbio che si delinea da solo un profilo politico di segretario di Stato a venire?

    Quando Saviano scrive, a proposito delle violenze alle manifestazioni studentesche ” Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose ” posso ribattergli che nemmeno fare da consigliere del principe, in particolare del banchiere Corrado Passera? Che sarà bravo come banchiere, ma sempre banchiere è: detta con Brecht, un criminale furbo…

    Chi ha scritto questo e dove? ” Saviano è infallibile come la papessa tedesca? Ha fatto la sua scelta di campo (legittima). Stare dalla parte dei persecutori, dei nazistoidi, dei folli teocratici della cricca sionista. Stima perfino Peres. DISGUSTOSO! REPELLENTE! DA VOMITARE! ”

    E questo? ” Nessuno pensa che saviano sia intoccabile, anzi, tutti lo abbiamo criticato, nessuno lo giustifica, tutti siamo delusi, però io volevo solo dire che non per questo posso tollerare un linciaggio o l’uso di foto ad effetto per attaccarlo. ”

    Infine, dato che trovi scorretto che io quereli chi mi diffama facendomi alla fine risultare come unico seminatore d’odio del web letterario italiano, danneggiandomi psicologicamente, moralmente e professionalmente, è stata corretta la querela di Roberto Saviano contro il giornalista Paolo Persichetti e il giornale Liberazione, per diffamazione a mezzo stampa, rilevata in un articolo nel quale Persichetti dava conto della diffida del Centro Peppino Impastato verso la casa editrice Einaudi, a proposito di un testo di Roberto Saviano?

    http://www.liberazione.it/news-file/Denuncia-per-diffamazione–Saviano-vuole-mettere-il-bavaglio-a–Liberazione—-LIBERAZIONE-IT.htm

    Insomma, Georgia, Roberto Saviano è in davvero troppi casi indifendibile, sia come intellettuale che come giornalista. Se poi a te piace come scrittore, ti posso dire che secondo me ti accontenti di poco, ma è solo una battuta di spirito.

    Ps: anche sull’estraneità al circolino Wu Ming, ci andrei piano…

  81. Larry Massino Says:

    Georgia è vero che l’Eta trafficava droga per finanziarsi?

    E’ vero che ci fu una campagna di fango contro Gianni Riotta per costringerlo a lasciare la direzione del Sole 24 ore? Qui un’analisi di una giornalista, una persona seria e preparata come Federica Sgaggio

    http://www.federicasgaggio.it/2011/03/saviano-riotta-il-signor-fango-e-la-verita/

    Gli rispose Roberto Saviano a Vittorio Arrigoni, come tu auspicavi nel post del 12 ottobre 2010

    E quando scrive e dice che Cosentino per lui sarà colpevole anche se verrà assolto dai tribunali, lo si si può giudicare, Roberto Saviano, come infangatore dello Stato di Diritto? E del resto, non equivale a dire, come dicono da sempre i Mafiosi (o i sostenitori di cesare battisti, fra i quali in un primo momento anche Roberto Saviano), per me tizio o caio sarà innocente anche se condannato dai tribunali?

    Quando Roberto Saviano partecipa accorato alle manifestazioni di Fiamma Nirestein lo si può criticare? E quando esalta la democrazia di Israele? E quando fa il testimonial pubblicitario per lo Stato di Israele, nel senso del governo israeliano?

    E quando lo vedo in TV fare il giuramento della Giovine Italia, mi può venire il dubbio che i suoi referenti politici siano di area liberal massonica? Quando dice in tv che si è consultato con il ministro Passera e con alcuni ministri su alcune questioni e non su altre, mi può venire il dubbio che si delinea da solo un profilo politico di segretario di Stato a venire?

  82. Larry Massino Says:

    Quando Saviano scrive, a proposito delle violenze alle manifestazioni studentesche ” Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose ” posso ribattergli che nemmeno fare da consigliere del principe, in particolare del banchiere Corrado Passera? Che sarà bravo come banchiere, ma sempre banchiere è: detta con Brecht, un criminale furbo…

    Chi ha scritto questo e dove? ” Saviano è infallibile come la papessa tedesca? Ha fatto la sua scelta di campo (legittima). Stare dalla parte dei persecutori, dei nazistoidi, dei folli teocratici della cricca sionista. Stima perfino Peres. DISGUSTOSO! REPELLENTE! DA VOMITARE! ”

    E questo? ” Nessuno pensa che saviano sia intoccabile, anzi, tutti lo abbiamo criticato, nessuno lo giustifica, tutti siamo delusi, però io volevo solo dire che non per questo posso tollerare un linciaggio o l’uso di foto ad effetto per attaccarlo. ”

    Infine, dato che trovi scorretto che io quereli chi mi diffama facendomi alla fine risultare come unico seminatore d’odio del web letterario italiano, danneggiandomi psicologicamente, moralmente e professionalmente, è stata corretta la querela di Roberto Saviano contro il giornalista Paolo Persichetti e il giornale Liberazione, per diffamazione a mezzo stampa, rilevata in un articolo nel quale Persichetti dava conto della diffida del Centro Peppino Impastato verso la casa editrice Einaudi, a proposito di un testo di Roberto Saviano?

    http://www.liberazione.it/news-file/Denuncia-per-diffamazione–Saviano-vuole-mettere-il-bavaglio-a–Liberazione—-LIBERAZIONE-IT.htm

    Insomma, Georgia, Roberto Saviano è in davvero troppi casi indifendibile, sia come intellettuale che come giornalista. Se poi a te piace come scrittore, ti posso dire che secondo me ti accontenti di poco, ma è solo una battuta di spirito.

    Ps: anche sull’estraneità al circolino Wu Ming, ci andrei piano…

  83. georgiamada Says:

    mamma santissima!!!!!?????!!!!!!
    direi che per oggi, hai vomitato quasi tutto, e tutto in una volta, ora prenditi un te, stai al caldo, e andiamo avanti :-)
    P.S
    Questo commento sembra un collage di copertine di Libero :-)

  84. Larry Massino Says:

    Vomitare? Libero? Perché non rispondi ai quesiti? Perchè aggredisci la persona invece che gli argomenti? Perché hai torto, ecco perché.

    E che mi devo mettere al caldo e prendere un tè (sta per vecchio rincitrullito?), lo dici a tuo fratello, sempre con rispetto parlando.

    Con Alfonso Berardinelli ti sei poi chiarita? Perché lui sosteneva fossi tu a vomitare e insultare. Ma probabilmente no, non vi siete chiariti, perché sei rimasta la stessa infangatrice di allora.

    Ah, un’ultima cosa. Questo l’avevi scritto tu nel tuo blog: ” Nessuno pensa che saviano sia intoccabile, anzi, tutti lo abbiamo criticato, nessuno lo giustifica, tutti siamo delusi, però io volevo solo dire che non per questo posso tollerare un linciaggio o l’uso di foto ad effetto per attaccarlo. ”

    Ps: la diffamazione a mezzo stampa vale anche per i blog. Ritengo giusto che tu lo sappia. Bau bau.

  85. georgiamada Says:

    No con berardinelli non mi sono chiarita, perchè purtroppo non lo conosco e non credo giri in rete, però MI SONO RICREDUTA e l’ho scritto più volte, facendo penitenza, sia nel mio blog che nei commenti di NI.
    E tutti i lettori del mio blog sanno bene (giorgio può testimoniarlo per primo) che da allora sono una sua estimatrice senza se e senza ma, e ho pure comprato e letto, e pure segnalato nel blog, i suoi libri usciti da allora: Poesia non poesia, Che intellettuale sei?, Non incoraggiate il romanzo.
    Da allora per me potrebbe anche scrvere sul giornale del diavolo e rimarrebbe lo stesso un grande, naturalmente mi dispiace che scriva sul foglio (anche se scrive anche in molti altri giornali) ma meglio sul foglio che da nessuna altra parte e quindi non è un mio problema.
    Riguardo a saviano, non capisco proprio cosa vuoi dire: lo penso ancora che può essere criticato per la partecipazione alla manifestazione, ma non linciato, come invece avviene in rete.
    Se non rispondo ai tuoi quesiti è perché non ho in tasca la verità come te da poterla squadernare a comando, dovrei andare a ricercare (e non ne ho voglia, né tempo), ricordo vagamente qualcosa ma non mi torna quello che scrive travaglio e neppure la sgaggio anche se lei non mi sembra prenda una posizione precisa e violenta come te. Scusa massino ma se vuoi parlar di saviano (della vita pubblica di saviano e non dei sui libri) , se per te è una esigenza così forte, perché lo vuoi fare qui dove sai che io non penso come te e che quindi in linea di massima non accetterò le tue provocazioni? vallo a fare in NI.

    Vedo che ce l’hai sempre con mio fratello (che è avvocato) ora gli consiglierò di querelarti per avergli dato di vecchio rincitrullito ;-)

  86. Dreiser Cazzaniga Says:

    Peró georgia se riuscissi a schiodarti un momentino da questo riflesso per cui chi critica Saviano è un amico di Berlusconi, che è davvero troppo, troppo schematico magari le discussioni su questo tema potrebbero essere anche un pochino piú gradevoli.
    Perché, vedi, non si puó ridurre la questone Saviano a questo.
    Personalmente Saviano, per me rappresenta un tipo di intellettuale nuovo, di poche, pochissime letture, di studi sommari, supportato da “editors” credo che si dica cosí, molto professionali, e abili in grado di costruire un prodotto inedito, che per molto tempo ha tratto in inganno anche me che adesso sono crititco con lui.
    Saviano è un prodotto dell’industria culturale, lui non ha un messaggio, un contenuto da trasmettere, lui è il messaggio e il contenuto, e siccome in quanto messaggio e contenuto è un prodotto dell’industria culturale è per me un “nemico politico”.
    Ci vorrebbe Roland Barthes per scrivere una “mithologie” su Saviano, io purtroppo non sono in grado di farlo.
    Ora. Saviano ha potuto diventare un prodotto dell’industria culturale, cioé una vittima in qualche modo, proprio per la superficialitá sconcertante della sua formazione.
    Per me è ancora difficile pensare a un mondo in cui la “cultura umanistica” sia praticamente scomparsa, in cui la conoscenza dei classci e l’esercizio quotidiano su di essi, il paziente lavoro critico sul proprio pensiero, “l’understatement” siano sottituiti, dalla capacitá di posizionarsi davanti ad una telecamera, dal cipiglio, dalla slogan.
    Saviano è un concetto che avrebbe potuto essere elaborato da Debord.
    Ma davvero ti pare che il discorso di Zuccotti Park aversse un senso? Il tasso di omicidi per centomila abitanti degli USA è significativamente piú elevato di quello della Campania.
    In Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador è in corso un masscaro continuo con centinaia di omicidi al mese facilitato dal fatto che negli USA si possono comprare lanciamissili come biciclette e i narcotraficcanti non hanno difficolta a rifornirsi passando la frontiera settentrionale, non lo sapeva Saviano?
    Non lo sa che negli USA la corruzione non c’è perché è legalizzata e la chiamano lobbying?
    Perché parla dell’ETA in relazione al narcotraffico mentre si svela la trama del narcotraficco dei socialisti andalusi (i piú vicini a Zapatero) finanziato con i fondi destinati al sussidio di disoccupazione e cassaintegrazione? Lo è o la fa?
    Qui in Spagna ho avuto occasione di ascoltare Forgione che ha mostrato sempre altra competenza e intelligenza sugli stessi temi senza fare tanto l’icona.
    Comunque Saviano è un elemento ormai del circo mediatico televisivo come Sgarbi, Fazio etc. In quel sistema ha un suo ruolo, è un pezzo del mondo dell’ideologia dominante, se uno aderisce a quell’ideologia lo puó giudicare con piú sfumature, io sono abbastanza vecchio e deluso per aderire o tradire, ho da perdere solo quattro acciacchi, tutto il resto giá l’ho perso in termini di speranze politiche e di illusioni che nutrirono il mio impegno, e lo giudico con durezza.
    Peró è davvero stucchevole questa solfa di rispondere sempre a chi critica che è berlusconiano o feltriano o fogliante.
    Dai, prova a discutere sul merito.

  87. georgiamada Says:

    caro genseki, sei quasi un tesoro ma mi spieghi, comunque la pensi io, comunque la pensiate voi, perchè mai è così necessario discutere su saviano? Perché è fondamentale fare le pulci a saviano.
    Tu puoi andare da massino, e lui può venire da te e ne discutete senza ombra di solfa stucchevole, oppure, perchè no? potete anche discuterne qui, ma, per favore, senza appellarvi a mie prove di discussioni nel merito

  88. Dreiser Cazzaniga Says:

    perchè ho del tempo da perdere, piccole pause, che certo posso perdere anche in mille altre dilettevolissime guise.
    Io poi non ho un blog di attualità, ho un solaio di lattoniere con vecchi candelabri ossidato di ottone.
    Comunque grazie per l’ospitalità

  89. luciacossu Says:

    genseki, son felice e ammirata delle tue letture e di ciò che gli altri secondo te dovrebbero fare, ma anche io ti ho accusato di berlusconismo e non per Saviano, anche perché quando parli di lui sembri un ex-fumatore che non può tollerare che qualcuno fumi nemmeno all’aperto e magari in modo gustoso e senza compulsione o come alcuni ex-alcolisti che poi non riescono a tollerare che non tutti bevano solo per ubriacarsi.

  90. luciacossu Says:

    massino, guarda che questo minacciare querele così frequente nei tuoi commenti rischia di far pensare (me ma forse non solo me) che tu cerchi risse per provocare motivi di querela e non solo indebolisce molto le tue posizioni, ma rischia di far venir voglia solo di saltare i tuoi commenti senza più leggerli. Dai non dobbiamo per forza far guerre se non serve, l’aggressione personale è proprio un’altra cosa, ma ti sto dando per caso anche io motivo di querela?

  91. Dreiser Cazzaniga Says:

    gentile Lucia Cossu, Dama Georgia mi ha appena cacciato a pedate dal suo blog ed ecco anche lei sulla soglia vestita da vispa Despina che maramaldeggiando mi assesta un par di padellate sulla capoccia.
    Non mi resta che andarmene barcollando a cercare altrove un bel piatto di maccheroni.
    Comunque le letture du cui parlavo non erano le mie, che cosa posso mai aver letto io, meschino, giusto Pinocchio, i fumetti di Dago (Eura Editoriale da cui proviene tutto quello che so di storia, il bignami dei promessi sposi, san martino di carducci, lo schema della divina comedia con in cerchietti e l’opera omnia di antonio moresco che mi consiglió a Nizza un cameriere del Negresco, o fu l’opera omnia di Antonio Negresco che mi consiglió un cameriere del moresco? Povero me, lo vede non mi ci raccapezzo piú.
    AH! Dimenticavo! qualche poesia di F.B. da ·”Il buon piccolo gay ateo e il papa mannaro”.
    Il mio vero riferimento politico non è berlusconi è il grande Schilly (puoti), non l’aveva capito?
    Vado a vedere se Larry Massino ha buttatto la pasta.
    Pulcipuoti (ex genseki, ex Dreiser Cazzaniga)

  92. georgiamada Says:

    per la cronaca dama georgia non ti ha mai buttato fuori, ti ho solo chiesto di non pretendere DA ME insulti a saviano (o ad altri), STOP. Se poi non ne puoi proprio fare a meno, di pretenderli, ok non ti trattengo un minuto di più ;-)
    Ora se anche tu ti metti a fare la vittima e la lagna siamo davvero alla frutta ;-)
    fai buon viaggio

  93. p Says:

    Giustamente, l’ex genseki, l’ex dreiser cazzaniga trasale alla parola cittadino detta in modo così ingenuo. E ricorda che “cittadino” è l’uomo astratto e “lavoratore” è l’uomo concreto e sono separati nella stessa persona.
    Facciamo un passo indietro e andiamo a vecchie analisi. La nuova, allora, società borghese veniva analizzata come composta da persone che erano nello stesso tempo “citoyens” e “bourgeois”. Come “citoyens” godevano dei diritti politici senza distinzione di razza, religione, classe eccetera. Come “bourgeois” erano legati ai rapporti economici con cui campavano la vita. Quindi “bourgeois” significava, in quelle analisi, qualunque persona in quanto inserita nella sfera economica della società, fosse un poveraccio che stentava la vita o fosse un nababbo che nuotasse nel lusso.
    Il problema era, per alcuni dei più avvertiti di questi pensatori, come raccordare il “citoyen” al “bourgeois”. E la risposta classica la diede hegel. Chi pensa a hegel come a un precursone del nazismo e simili, è un imbecille.
    Hegel disse che erano una grande conquista i diritti “formali” (quelli politici del “citoyen”), ma a questi bisogna affiancare i diritti “sostanziali” per il “bourgeois” (la libertà dal bisogno, si direbbe oggi, o un lavoro dignitoso, come dice anche georgiamada).
    Chi può farlo? Non il meccanismo economico lasciato a se stesso, in quanto il problema della povertà era un risultato, appunto, di questo meccanismo economico. Soluzione pure classica da allora: sarà lo stato, che conosce, ha coscienza e quindi può agire consapevolmente sul meccanismo economico, invece dell’automatismo cieco con cui lo stesso meccanismo agisce, a occuparsi del problema intervenendo con misure politiche sull’economia a garantire la sussistenza a questa sacca di povertà al limite della sussistenza, ineliminabile se si lascia andare l’economia come spontaneamente va.
    Sarebbe interessante, ma non ne ho le conoscenze sufficienti, vedere la continuità tra hegel, lassalle (“trait d’union”) e la socialdemocrazia o riformismo classici. Oggi riformismo indica tutt’altra cosa, e non ha nulla a che fare con quello socialdemocratico tra otto e novecento, sia ben chiaro.
    Ma il punto lo coglie georgiamada. Se il lavoro sparisce, come dare dignità a qualcosa che non c’è? E difatti, ma è conclusione mia, ovviamente, si tratta di riconoscere fino in fondo questa realtà e fondare una società che faccia a meno del lavoro così come l’ha conosciuto la società fondata sull’economia capitalista.p

  94. luciacossu Says:

    …guardate che parlavo di qualcosa di molto meno complessamente pensato, dato che non ne sono in grado e parlavo di cose terra terra nel mio concetto concreto e non astratto di essere cittadini, ma evidentemente non son stata chiara. Devo sentirmi responsabile di chi fa parte del mio stesso movimento? Devo sentirmi responsabile di ciò che scelgo nella mia vita quando mi si dice di fare una cosa non corretta (come fingere di non vedere cose che non dovrebbero avvenire o magari compiere azioni come falsificare le date di scadenza) ? Parlo davvero di cose spiccioleme terra terra che in qualche modo possiamo scegliere tutti i giorni e il post e la distanza con genseki è sul fatto se si deve notare la presenza e la più o meno consapevole presenza di soggetti varii all’interno dei movimenti o il doverli comunque difendere a prescindere? Io non ho mai parlato di lavoratori e cittadini in senso borghese o altro, sono ingenua e ignorante in molte cose, continuerò a tollerarmi, ma il problema che ponevo era piuttosto diverso da questa deriva filosofica interessante ma che non cambia in nulla il fatto che io debba sentirmi responsabile di contribuire ad avere un certo tipo di società o un’altra, e questo che io abbia o meno un lavoro.

  95. p Says:

    Il cittadino è sempre astratto, mai concreto, perché gode dei diritti politici senza distinzione di (cioè, astraendo da) eccetera. Ma non è che si facevano queste analisi tanto per spaccare il capello in quattro. È che si vedeva il problema di come raccordare gli uomini in quanto cittadini agli uomini come soggetti economici. Oggi, sembrerebbe che manco esiste questo problema, visto che nessun politico ne parla più. Facciamo un esempio estremo. Il senzatetto che rischia in questi giorni di crepare di freddo è cittadino a pari titolo dell’italiano più ricco, chiunque sia. Basta dire che con la cittadinanza ha tutto risolto il senzatetto? O invece ha senso porsi la questione che i diritti politici lasciano tutto un lato decisivo della vita umana scoperto?
    Quanto ai forconi. È una rivolta, una delle tante in tutto il mondo, che dimostra che sempre di più che si stanno sfaldando i rapporti sociali ed economici nel mondo interno. Chi pensa che un ritorno alla legalità costituzionale sia la soluzione, auguri. Io penso che sempre più quella forbice tra uomo “astratto” e uomo “concreto” si allargherà. Coi risultati conseguenti, ci piacciano o meno.p

  96. luciacossu Says:

    Tutte i concetti sono aatratti, io parlo di cose molto banali e concrete come il non buttare rifiuti pericolosi nei boschi.Non mettevo in dubbio la liceità di dire analizzare cosa avviene, ci mancherebbe, né che essere e sentirsi cittadini risolva i problemi ma se un senzatetto per rivendicare suoi diritti si unisce a un criminale e manifesta con lui non posso notarlo? Dico solo che qui da noi si manca spesso del senso di responsabilità di ciascuno e che fino a quando saremo in questa democrazia con questa costituzione quella rispetterò e chiedo che venga rispettata (anche perché la trovo piuttosto equa), non sto negando la realtà che per alcune cose non da borghese soddisfatta conosco bene, né nego si possa cominciare a pensare e immaginare anche una forma diversa, non di far passare che si può manifestare e collaborare in movimenti con chi si vuole senza che questo venga notato e che abbia anche un peso nella valutazione del movimento stesso. Poi proprio cretina non sono e son d’accordo di discutere di se sarebbe possibile in altro modo e se va letto e trovato importante un fatto anche in presenza di possibili strumentalizzazioni.

  97. luciacossu Says:

    *Tutti i concetti sono astratti…

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