Francia risultati

dal Corriere.it 23 aprile 2012

Il primo turno delle presidenziali è finito apparentemente quasi alla pari fra i due principali contendenti:
Francois Hollande 28,63
Nicolas Sarkozy 27,18.

Tutti però sembrano dare come vincitore Hollande (che secondo un sondaggio batterebbe Sarkozy con il 54% contro ill 46) anche se i prossimi 15 giorni saranno intensi, probabilmente tutti concentrati nel contendersi i suffragi della collera, cioè  i voti di Marine Le Pen che ha raccolto gran parte della rabbia e frustrazione francese, 17, 90, percentuale che, tutto sommato, però non è poi questa enormità, come strillano i media, sì c’è un grande salto rispetto al 2007 ma si riduce ad un solo punto rispetto al 2002 (guardare QUI).
Sarkozy per riprendersi parte dei voti andati a Marine Le Pen dovrà alzare i toni contro gli immigrati ed esasperare il suo populismo. Speriamo almeno che non arrivi alla rozzezza di Bossi che mentre tentava di sistemare la famiglia con case e macchine di lusso urlava “va a cagà i parun e i terrun” e  gli immigrati in fondo al mare …
L’ululato populista di solito funziona sempre alla grande, ma stavolta appare come un’arma del tutto spuntata perché è entrata nel gioco un’altra variante:  Gli elettori di estrema destra come quelli della sinistra radicale al momento hanno in odio soprattutto il Merkozy, il  patto d’acciaio fra Francia e Germania, la politica dei soli tagli che sta mettendo in ginocchio i cittadini europei.  Sia sinistra radicale che destra estrema voteranno perchè il patto salti.
La vincita di Hollande potrebbe aprire scenari nuovi in questo senso, anche in Italia e in tutta Europa. Per questo le elezioni presidenziali sono seguete da tutti con interesse e un certo batticuore.
Interessante è l’11, 11% del Front de Gauche di Jean Luc Mélenchon anche se, essendo più basso del previsto non gli permette alcun margine di contrattazione.  Sul voto a Mélenchon ha fatto una analisi di un certo interesse il blogger Gennaro Carotenuto.
I verdi di Eva Joly hanno preso 2,31.
Sia i voti di Mélenchon che di Joly andranno ad Hollande senza alcuna trattative (ambedue si sono già espressi in tal senso), lasciandogli così mano libera per conquistare parte (un terzo sarà sicuramente suo) del 9, 13 del   centrista Bayrou che, è notizia di ora, sembra addirittura intenzionato fin da ora a dare indicazione di voto a favore del socialista.
Poi ci sono altri candidati
- Philippe Poutou  del Nuovo Partito Anticapitalista che si presenta come continuazione della precedente Lega Comunista Rivoluzionaria, che ha preso l’1,15.
- La trotzskista Nathalie Arthaud esponente di Lotta Operaia con lo 0,56.
- Il quasi gollista Nicolas Dupont-Aignan, esponente di Debout la République che ha preso 1,79.
- Jacques Cheminade , che non so inquadrare bene, di un La Rouche movement che ha preso lo 0,25.
(georgia)

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14 Risposte to “Francia risultati”

  1. mariam Says:

    nat,
    fatti vivo e raccontaci qualcosa

  2. Nat Says:

    Ciao mariam ;-)
    Beh sì il risultato di marine le pen non è proprio così da minimizzare, un milione di elettori in più rispetto a suo padre (all’epoca l’astensione quando arrivò al secondo turno era più alta) prima tra gli operai e tra i giovani insomma almeno da rifletterci sopra. Bayrou per adesso non ha ancora detto chi voterà, io penso che indicherà a titolo personale di votare per sarkozy… almeno secondo quello che dice la de sarnez una sua fedelissima da sempre. Vedremo…
    Cheminade, propone la conquista dello spazio… direi che è un pazzoide in generale…

  3. Nat Says:

    In realtà non è bayrou a essere intenzionato a votare socialista, ma alcuni del suo partito a prendere posizione per i socialisti. Ma è normale gli elettori di bayrou si dividono a metà tra centro destra e centro sinistra. Mélanchon ha fatto una campagna molto demagogica rivalutanto pure robespierre è stata una campagna per ex-sessantottini riattivando il sogno comunista. Il fatto che abbia sfondato a Parigi dove il prezzo di un monolocale è di mille euro al mese d’affitto è quantomeno indicativo del tipo di elettorato radical-chic al quale si indirizzava. Certo alcune idee sono interessanti, e alcune proposizioni sono state pure riprese da sarko, come tassare gli espatriati fiscali in svizzera e lussemburgo (che sono tanti) pena il ritiro della nazionalità francese (del resto pure gli USA fanno così).

  4. Cip Says:

    Sarkosy non avrebbe nessuna difficoltà a essere triviale come Bossi, lo ha dimostrato nel tempo ma sarebbe inutile. In Francia les presidentielles sono sono nata come un incontro tra un uomo e il popolo. Una parte del popolo del fronte nazionale voterà naturalmente per Sarkosy, poi ci sono i “strategici” che vorrebbero un FN referenza a destra, gli ex PCF che cercavano soluzioni triviali, ma anche i puri e duri con origini sia in occident o in Poujade che nascono anti gaullisti anti Algeria indipendente voteranno per Hollande o non voteranno. La prassi e le statistiche sono ormai ferme da settimane e indicano che meno del 60% degli elettori di le Pen al ballottaggio voteranno per Sarkozy, più del 15% non andrà a votare il resto voterà addirittura per Hollande. Le percentuali evolvono poco con ipotetici appelli sia di Sarkosy che di LePen. Addirittura gli elettori del modem che votano al 2ndo turno più a sinistra che a destra potrebbero sopracompensare se il discorso di Sarkozy diventasse troppo qualunquista. Penso che l’ex presidente Sarkosy sia straconvinto che fra pochi mesi sarà probabilmente un consigliere strapagato di qualche società del CAC40

    • Nat Says:

      Beh io se fossi una società del Cac40 sarkozy non lo prenderei come consigliere…

      • Cip Says:

        Dicevo consigliere nel senso membro del board Cioè del CA, mica dovrà dare ipotetici consigli, sarà li per servizi dati e proveranno a sfruttare la sua agenda. Poi non sono mica gli amministratori a scegliere i membri del consiglio di amministrazione, purtroppo è il contrario. Certamente un Bolloré sarà felicissimo di averlo come rappresentante

  5. Nat Says:

    Mi correggo, Marine le Pen non arriva in testa tra i 18-24 anni. Sarkozy arriva prima in questa categoria. Sarkozy arriva anche primo tra le donne mentre gli uomini hanno preferito hollande.
    http://elections.lefigaro.fr/presidentielle-2012/2012/04/23/01039-20120423ARTFIG00522-les-jeunes-preferent-hollande-les-femmes-sarkozy.php

  6. banzai43 Says:

    Restare alla finestra e vedere se dalla Francia è in arrivo una qualche novità anche per l’Europa e per lo strapotere tedesco, in essa.
    Buon inizio settimana.
    banzai43

  7. georgiamada Says:

    ciao cip, che cos’è il CAC40?

  8. Cip Says:

    E l’indice principale della borsa parigina calcolato sulle 40 imprese piu capitalizate

  9. georgiamada Says:

    OT
    io per principio diffido sempre dei megamoralisti, e mi lasciano freddina quelli che urlano troppo (anzi mi fanno venire l’orticaria). Aggiungo che per questo (e naturalmente soprattutto perché sono di sinistra) non ho mai simpatizzato per la lega … però malgrado questo la lega è riuscita a stupirmi ugualmente, insomma va bene predicare bene e razzolare male … ma mi sembra che nella padania del celodurismo si sia esagerato davvero.:-(.
    Ora capisco perchè la lega si incavolò così tanto con saviano quando parlò in tv di ‘ndrangheta e corruzione al nord. Insomma la reazione allora mi sembrò un tantino esagerata ma non sapevo cosa ci fosse dietro … certo avrei dovuto immaginarmelo visto che era alleata di berlusconi, e tale rimaneva malgrado tutto (georgia)

    IL CASO
    “Sugli elicotteri Finmeccanica all’India
    tangente di 10 milioni per la Lega”
    Perquisizioni in Svizzera dopo l’accusa dell’ex dirigente Borgogni: a un intermediario versati 51 milioni, parte dei quali sarebbero stati girati a politici. Una fetta sarebbe finita a un “referente” di Orsi, all’epoca al vertice della Agusta

    di DARIO DEL PORTO e CONCHITA SANNINO
    Repubblica

  10. georgiamada Says:

    della serie ‘un c’ho azzeccato un tubazzo :-)))))

    NAT il 23 aprile:
    Bayrou per adesso non ha ancora detto chi voterà, io penso che indicherà a titolo personale di votare per sarkozy… almeno secondo quello che dice la de sarnez una sua fedelissima da sempre. Vedremo

    Esteri
    03/05/2012 – FRANCIA
    Bayrou: al ballottaggio voto Hollande

    Domenica in Francia ballottaggio per l’Eliseo. Il centrista scioglie
    le riserve: “Ora unità nazionale
    contro la crisi”. Il socialista resta grande favorito dopo il duello tv
    parigi
    Francois Bayrou ha scelto: nel voto francese di domenica prossima voterà per il socialista Francois Hollande perchè la campagna del presidente uscente, Nicolas Sarkozy, è stata «violenta», anti-europea, e troppo orientata a destra.
    A tre giorni dal ballottaggio di domenica, il candidato centrista – che al primo turno si è piazzato quinto, con il 9,1% delle preferenze – ha convocato la stampa nel suo quartier generale di Parigi, non lontano dalla Tour Eiffel, e in una solenne dichiarazione ha spiegato le ragioni della sua scelta. Una mossa che rafforza ancora di più la posizione del candidato socialista che continua a stare in testa nei sondaggi e che Sarkozy non sembra essere riuscito a fermare nel duro confronto di ieri sera in tv. Secondo un sondaggio OpinionWay è riuscito solo a ridurre leggermente il suo svantaggio – 52,5% per Hollande, 47,5% per Sarkozy – mentre l’Ifop ha confermato lo scarto di 8 punti fra i candidati, 54% per Hollande contro 46% a Sarkozy.
    «La linea che ha scelto Sarkozy tra i due turni è violenta, in contraddizione con i nostri valori, non solo i miei, non solo quelli della mia corrente politica, ma anche i valori del gollismo e della destra sociale e repubblicana», ha affermato il leader del MoDem, puntando il dito contro la mossa del presidente uscente, che in queste due ultime settimane ha fatto una clamorosa virata a destra per conquistare gli elettori della candidata del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, che al primo turno del 22 aprile si è piazzata terza con il 17,9%. «Sarkozy è partito in una caccia all’estrema destra nella quale non ritroviamo i nostri valori», ha insistito il centrista, criticando «l’ossessione per le frontiere» del presidente uscente. «Chi pensa solo a questo – ha avvertito – porta alla negazione del progetto europeo al quale il centro, la destra e la sinistra moderata hanno contribuito con decenni di azione e convinzione». Bayrou ha quindi detto di «non poter votare scheda bianca. Sarebbe un segno di indecisione. E in queste circostanze l’indecisione è impossibile». «Rimane il voto per Francois Hollande. È la scelta che faccio», ha quindi annunciato Bayrou, esprimendosi a titolo personale. «Non darò indicazioni di voto – ha tenuto a precisare – I miei elettori si esprimeranno secondo coscienza. So che ci saranno delle espressioni diverse e le rispetterò». Quanto a Hollande, ha proseguito il centrista, «egli si è pronunciato in modo chiaro sulla moralizzazione della vita pubblica del nostro Paese. Avrà tanto lavoro».
    [...]
    La stampa 4 maggio 2012

  11. georgiamada Says:

    Anna Maria Merlo, Bayrou: «Io voto Hollande»,
    François Bayrou (centro) annuncia che “a titolo personale” voterà per il candidato di centrosinistra. Mélenchon (Front de Gauche): “Fermare Sarko”. E sul “duello” in tv Hollande incassa anche i complimenti di Le Pen

    Il dibattito di mercoledì tra i due canditati alla presidenziale del 6 maggio non sposterà probabilmente di molto le intenzioni di voto e Hollande è sempre dato vincente. Ma ieri sera, il centrista François Bayrou, pur avendo deciso di non dare indicazioni di voto, ha dichiarato che «a titolo personale» voterà per Hollande, accusando Sarkozy per l’estremismo delle prese di posizione tra i due turni (favore dell’estrema destra). Nel MoDem, già l’ex ministro Philippe Douste-Blazy aveva affermato che «non voterà Sarkozy», mentre una quarantina di membri del MoDem hanno scelto pubblicamente Hollande.

    Il giorno dopo, i giudizi sono unanimi, sul dibattito tra candidati: François Hollande se l’è cavata bene nel dibattito con Nicolas Sarkozy che è stato visto da quasi 18 milioni di persone, il presidente uscente non è riuscito a «ribaltare il tavolo», a «disintegrare» l’avversario, come aveva promesso. A sinistra, c’è sollievo. Per Martine Aubry, segretaria del Ps, «la Francia ha trovato il suo presidente in François Hollande». Laurent Fabius, ex primo ministro socialista, cita Lacan: «Cos’è il reale? È quando ci si batte. Sarkozy ha conosciuto il reale» mercoledì sera, durante le quasi tre ore di dibattito. Per Jean-Luc Mélenchon, che stasera tiene un ultimo comizio in place Stalingrad a Parigi, «è una necessità di salute pubblica che Sarkozy se ne vada». Per il leader del Front de Gauche, che sta trattando con il Ps in vista della presentazione di una candidatura unica per le legislative di giugno nelle circoscrizioni dove la sinistra rischia di non essere al secondo turno, Sarkozy «ha fatto un calcolo strategico spaventoso riprendendo gli argomenti di bassa propaganda» dell’estrema destra, in particolare sull’immigrazione.

    Marine Le Pen afferma che «sull’atteggiamento, Hollande se l’è cavata meglio» e prevede «l’implosione dell’Ump» dopo la sconfitta. Ieri, il ministro della difesa, Gérard Longuet, ha fatto marcia indietro sull’apertura al Fronte nazionale della vigilia. Jean-François Copé, segretario dell’Ump, malgrado posizioni molto a destra, ha affermato che non ci saranno accordi elettorali con l’estrema destra. L’ala moderata dell’Ump si è indignata della svolta estremista di Sarkozy nell’ultima dirittura d’arrivo della campagna.
    A destra, i commenti sono tutti identici, da Sarkozy stesso, fino a Fillon o Guéant, ministro degli interni: Hollande è stato «arrogante». «Altero e disdegnoso» per il primo ministro, mentre il presidente uscente sostiene: «So che c’è dell’aggressività in Hollande». Il molle flanby (soprannome che gli è stato dato da tempo dai suoi rivali socialisti, dal nome di un dolce per bambini molle e zuccheroso) si è trasformato in macho, è riuscito a spiazzare il combattente Sarkozy.

    Ieri sera, a tre giorni dal voto, ci sono stati gli ultimi comizi, a Tolosa, la città rosa, per Hollande, a Tolone, la città vicina al Fronte nazionale, per Sarkozy, che non ha vuto remore a puntare a destra tutta. Oggi ci saranno gli ultimi incontri con gli elettori. Intanto, l’ex primo ministro libico, al-Baghdadi al-Mamoudi, in stato di fermo in Tunisia, ha confermato che Sarkozy avrebbe ricevuto dei soldi da Gheddafi per la campagna del 2007, informazione diffusa dal sito Mediapart, contro il quale il presidente ha sporto denuncia (e Mediapart lo ha a sua volta denunciato). Per Sarkozy si tratta solo di «infamie».

    In tv, con le quasi tre ore di dibattito a reti unificate tra le due reti ammiraglie – France 2 per il servizio pubblico, Tf1 per il privato – Hollande ha parlato del suo programma, riassumendone i punti principali. L’unica novità è una presa di distanza ulteriore sull’accordo con Europa Ecologia (sul nucleare, dove ha confermato la chiusura di una sola centrale, Fessenheim) e la proposta di un possibile referendum sul voto degli extracomunitari alle elezioni locali, se la legge, che richiede una modifica costituzionale (quindi i tre quinti dei voti del Congresso, Assemblea e Senato uniti) non passerà in parlamento. Sarkozy non è riuscito a liberarsi dal peso del «bilancio» – negativo – di cinque anni di presidenza. Praticamente, l’abile Sarkozy è caduto nella trappola del più freddo Hollande. I due contendenti si sono scontrati sulle cifre: della disoccupazione, dell’aumento del deficit, della crescita ecc. I due giornalisti, Laurence Ferrari per Tf1 e David Pujadas per France 2 – si sono limitati a controllare la durata degli interventi, per far rispettare l’esatta equità del tempo di parola. Non avevano il diritto di intervenire, neppure per correggere le tante approssimazioni sulle cifre, in particolare da parte di Sarkozy.
    Uno degli insegnamenti della serata di mercoledi’ è che il «dibattito», organizzato in questo modo, ha fatto il suo tempo. Oppure che la televisione è ormai relegata a trasmettere solo immagini e poco contenuto: i commenti sono stati una valanga su Internet e le reti sociali, gli internauti hanno corretto gli errori sulle cifre, si sono interessati a scovare le imprecisioni nel dibattito sul fondo dei problemi.
    Manifesto 4 maggio 2012

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