Posts contrassegnato dai tag ‘maurizio ferraris’

coriandoli.info

3 febbraio 2013

Devo usare il metodo coriandoli perchè ci sono varie cose che vorrei segnalare:

da repubblica 2 febbraio 2013, p. 44

- Prima di tutto ricordo che oggi su Rai storia (che può essere visto anche in diretta sul pc) alle ore 18 c’è CortoReale (anche il sabato alle 17 e ieri purtroppo me lo sono perso era dedicato a Francesco Maselli), ma soprattutto che subito dopo, 18,30, ci sarà la prima puntata della Vita di Antonio Gramsci.
Oggi a Corto Reale ci sarà Cani dietro le sbarre regia di Gillo Pontecorvo: un documentario “animalista”, che mostra l’interno di un canile e I bambini e gli animali regia di Francesco Maselli: un’indagine sui rapporti che nascono spontaneamente tra bambini e animali.

- Approfitto per segnalarvi l’aamod, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, dove è possibile trovare molti film, documentari e corti.

- A proposito di Gramsci segnalo che Franco Lo Piparo ha fatto il bis, è uscito un suo nuovo libro sul giallo (vero o falso?) del quaderno scomparso. Lo annunciava ieri Simonetta Fiore su Repubblica, dove c’era anche la replica di Giuseppe Vacca,  “Un’ipotesi che sembra inverosimile”.

Vi segnalo un interessantissimo articolo di Luciano Gallino sul Mps Tutte le colpe dell’eurofinaza (Gallino ha scritto un libro importantissimo Finanzcapitalismo , era di Cambiare si può ma poi ha abbandonato l’incredibile Ingroia e oggi voterà Nichi Vendola), e una intervista al giornalista Massimo Mucchetti, Lo stato entri subito nel capitale della banca e metta due consiglieri.

- Oriana Liso Intervista  GiulianoPisapia: Il professore e Ingroia campioni di incoerenza portano all’ingovernabilità, La Repubblica, 28 gennaio 2013, p.7.

- Una polemica su Arte e Dio con Mario Perniola, Perché l’arte deve rimanere senza dio, che risponde ad articoli precedenti di Maurizio Ferraris, Quando Dio rimane senza l’arte. Il contemporaneo “usa” il sacro solo per provocare, e Camilla Paglia, Perché la religione può ancora salvare la nostra cultura.

Giuseppe ScaraffiaBaudelaire a spasso con Benjamin. Il poeta dei «Fiori del male» era per il filosofo una sorta di Virgilio, con il quale attraversare ed esplorare i detriti della cultura del XIX sec, Sole24ore, 27 gennaio 2013.

eve ensler

dal blog di Francesco Marotta: Giuseppe Zuccarino, Foucault: pensare la storia della verità con Nietzsche, La dimora del tempo sospeso, 3 gennaio 2012.

Edoardo Camurri, Giorgio Colli è in rete con Socrate, Corriere della sera, La lettura, 27 gennaio 2013 (il sito è questo)

- Eve Ensler contro la violenza sulle donne:
Marina Terragni, Contro la violenza non balliamo da sole,  Io Donna (Corriere della Sera), 2 febbraio 2013, p. 35
Anna Bandettini, intervista  E.Ensler:  So cos’è la vioolenza sulle donne e dico basta ballando in piazza,  La Repubblica, 1 febbraio 2012, p. 36.

- In Francia Hollande piega Google ad un patto a favore dei giornali.

LABONT (laboratorio ontologico) sotto attacco?

16 dicembre 2012

schermata che appare se si va nel sito Labont.it

Sono svariati giorni che non riesco ad entrare nel sito del laboratorio di ontologia (di Maurizio Ferraris) dell’università di Torino.  Ci vado spesso perché ha una aggiornatissima rassegna su tutto quello che è uscito sull’argomento nuovo realismo e postmodernismo.
Per due volte il mio antivirus mi ha segnalato un virus (o cavallo di troia) e poi  è stato segnalato, e quindi bloccato, come sito malevolo. Pensavo che nel giro di pochi giorni risolvessero il problema e tutto tornasse normale, invece non è più possibile entrarci.
Mi domandavo se i diretti responsabili ne siano a conoscenza e stiano facendo qualcosa.

La realtà o la resistenza dell’esistenza …

10 dicembre 2012


l’immagine è una foto di Josef Sudek
L’articolo è
Giovanni Iorio Giannoli, La resistenza dell’esistenza, Alias-Manifesto, 9 dicembre 2012, p. 6

Un giorno prima che la Lehman Brothers fallisse, uno dei più insigni commentatori finanziari degli Stati Uniti scriveva sul Washington Post «chiunque affermi che siamo o stiamo per entrare in recessione, la peggiore mai vista dai tempi della Grande depressione, si sta inventando una propria definizione personale di ‘recessione’».Ancora tre anni dopo il presidente del consiglio del nostro paese affermava che l’Italia era immune dalla crisi, visto che «i consumi non erano diminuiti, i ristoranti sono pieni, si fatica a prenotare un posto sugli aerei» […]
Continua a leggere nel pdf della rassegna stampa sul Nuovo Realismo nel sito labont.it.

L’insostenibile leggerezza del semaforo

25 novembre 2012

Londra, Pierre Vivant, Traffic Tree Light, 1998.

- Gianni Vattimo, Non serve filosofare davanti a un semaforo rosso. Non c’è bisogno dei massimi sistemi per le leggi del vivere comune. Né di tirare in ballo l’etica come fanno i (neo?) realisti, La Stampa, 22 novembre 2012

- Mario De Caro, Caro Vattimo, si può filosofare anche sul semaforoNon basta a tranquillizzarci che sia una convenzione”. La replica di De Caro alla recensione di Bentornata realtà, La Stampa,23 novembre 2012.

- Gianni Vattimo, Il “nuovo” realismo? Operazione di marketing, La Stampa, 25 novembre 2012, p. 27 [aggiunto il 30 novembre 2012].

- AA. VV, a cura di Mario De Caro, Maurizio FerrarisBentornata realtà, Einaudi, 2012

- Tutta la discussione sul nuovo realismo  (dal quell’8 agosto 2011 in cui uscì l’articolo di Maurizo Ferraris su Repubblica) può essere seguita nella rassegna stampa del sito Labont.it.

Bentornata realtà? Un dialogo tra Maurizio Ferraris e Leonardo Caffo

Da QUI

Vattimo, Ferraris, Rovatti, Giorello

27 giugno 2012

Intervista a Gianni Vattimo
(con alcuni stacchi pubblicitari letterari)

Maurizio Ferraris – DAL POSTMODERNO AL REALISMO

Approfitto per  segnalarvi nuovamente l’ottima Rassegna sul nuovo realismo a cura di Vincenzo Santarcangelo e Raffaella Scarpa su Labont.it.

Di seguito due articoli sull’argomento, uno di Pieraldo Rovatti e uno di Giulio Giorello (georgia) (more…)

Alias-domenica. New realism ultima tappa

29 aprile 2012

Alias /domenica, Manifesto 29 aprile 2012 p. 4. L'immagine è una scultura di Louise Giblin.

Termina la discussione sul New realism portata avanti dall’interessante inserto della domenica del Manifeso, Alias-Domenica (che non ha nulla a che vedere con il mediocre, e pure a pagamento, Alias del sabato).
Le precedenti puntate (QUI e QUI).
Termina purtroppo con un articolo molto debole di Maurizio Ferraris che pur essendo (in puro stile postmoderno) un ottimo divulgatore filosofico è la parte più debole del pensiero debole e forse per questo ne vuole uscire. Ne vuole uscire rimasticando, e forse cavalcando, cose già dette (e molto meglio) anni fa dal marxista Romano Luperini. Il problema vero è che è difficile parlare di morte del postmoderno, visto che questo non ha mai avuto vita propria essendo solo l’appendice agonizzante del moderno (che ha avuto il suo apice glorioso, inizio della fine, nel surrealismo). Il postmodernismo, di suo,  non può morire, è solo stata l’agonia del moderno, quindi ciò che sta morendo (che è finalmente morto) è proprio quello che è stato chiamato moderno, e appellarsi come fa Ferraris a un ipotetico e  impossibile ritorno al moderno (prima del postmoderno) è una operazione profondamente reazionaria e soprattutto inutile.  Io credo che chi abbia capito meglio di tutti il passaggio epocale sia stata (e non è un caso) una donna, Hannah Arendt, quando parlò di rivoluzionario cambiamento del punto di vista. L’uomo nato sulla terra iniziava, negli anni Cinquanta, a ragionare con un timido punto di vista fuori dalla terra, dal pianeta terra dove venivano importati, per la prima volta, procedimenti che prima non esistevano (come il nucleare e la vita in provetta).
L’articolo che chiude la discussione è:
Maurizio Ferraris, Argomenti per evitare di far la fine Don Ferrante, Alias-Domenica, Manifesto, 29 aprile 2012, p. 4.

Alias, New realism 3

22 aprile 2012

La verità non è un effetto di potere
Su Alias/domenica, inserto del Manifesto di oggi, (22 aprile 2012) pp. 4-5: Confronto sul libro-manifesto di Maurizio Ferraris. Terza puntata.  Vi elenco gli articoli in attesa che il sito  Labont.it faccia i pdf degli articoli e ci doni i link ;-). Approfitto per segnalarvi  che Maurizio Ferraris era a Fharenheit, nella puntata del 19 aprile, la potete ascoltare QUI (georgia)

Alias/domenica, Manifesto, 22 aprile 2012, p.4, l'immagine è Pellemondo di Claudio Parmiggiani del 1968

Aggiornamento 23 aprile ore 11,56
Il sito Laboratory for ontology (del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino)  ha fatto i pdf delle pagine di Alias/domenica di ieri (grazie) le potete leggere QUI e QUI

- Roberta de Monticelli, Il relativismo morale sventola false bandiere, p. 4
- Markus Gabriel, Nemmeno i suoi presunti precursori praticavano l’ermeneutica del sospetto,p. 4.
- Umberto Curi, Nel conflitto tra gli ismi il terzo escluso è la filosofia (e QUI),pp. 4-5.
- Petar Bojanic, Ricostruiamo ripartendo dal confronto con la realtà, p. 5.
- Stefano Poggi, Interpretare non vuol dire introdurre varianti a piacere, p. 5.
- Francesca Rigotti, Chi ci va di mezzo è il contributo delle metafore alla conoscenza, p. 5.
- Vincenzo Costa, L’esperienza rivendichi il suo primato sui concetti, p. 5

Alias: New realism. Accettare o Accertare?

15 aprile 2012

Aggiornamento 16 aprile 2012 ore 17,20
Segnalo che il sito dell’università di Torino labont.it ha aggiornato la sua rassegna sull’argomento e ha fatto pdf di tutti gli articoli di Alias/domenica sia dell’8 aprile che del 15 aprile.
Un grazie da parte mia al lavoro utile e interessante che stanno facendo (georgia)

Alias-domenica, inserto Manifesto, 15 aprile 2012, p. 4

Confronto sul libro manifesto di Maurizio Ferraris / seconda puntata
Un tentativo a più voci di orientarsi nel dibattito che vede contrapposti i fedeli del fatto e i devoti dell’interpretazione. Punto di partenza:il reale è nudo: Ciò che vediamo non dipende da ciò che sappiamo:Ma c’èchi sostiene che essere e sapere si equivalgono.

NEW REALISM. Accettare o accertare?
Questo è il problema
.

*** Domenica primo aprile su queste pagine usciva una recensione di Stefano Velotti al Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris (laterza), che annuncia la presa d’atto di una svlta capace di smontare quei dogmi del postmoderno discesi dalla sentenza di Nietzsche: non ci sono fatti solo interpretazioni. Diversamente da quanto sostengono i ostruzionisti, ciò che ci sta di fronte non può essere emendato dai nostri schemi concettuali , il che rappresenta al tempo stesso un limite e una risorsa.
A queste tesi Gianni Vattimo, domenica scorsa, rispondeva che i fatti non parlano da soli, e anche il semplice indicarli con un dito è già un atto linguistico. Di contro Ferraris: l’idea che la decostruzione di una realtà piena di costruzioni sociali sia emancipativa si è convertita nel «realitysmo» disossato dal populismo mediatico.
In Alias domenica, inserto del Manifesto, 15 aprile 2012 pp. 4-5, 7.

La recensione di Stefano Velotti, la rivincita del reale, dell’1 aprile su Alias-Domenica, la potete leggere nella rassegna del sito labont.it, QUI p. 1, e QUI p. 2.
Gli interventi dell’8 aprile purtroppo non sono riuscita a trovarli da nessuna parte e neppure quelli di oggi. Però avendo oggi comprato il Manifesto posso elencarveli e magari con il tempo anche scannerizzarli.
Aggiornamento: Ora però vi ho linkato articolo per articolo dove potete leggerli (georgia)

Da Alias/domenica,  Manifesto del 1 aprile 2012
- Stefano Velotti, La rivincita del reale. Nel suo «manifesto del nuovo realismo» Maurizio Ferraris  legge gli effetti della sbornia postmoderna: e riparte da Kant, (continua QUI), pp. 1-2.

Da Alias/domenica, Manifesto 8 aprile 2012: Da Bush a Monti. Fatti o interpretazioni?
- Gianni Vattimo, Lettera a Umberto Eco. Il ritorno della realtà come ritorno all’ordine.
- Maurizio Ferraris, Risposta a Vattimo. Postmoderno un cavallo di battaglia populista.
- Gianni Vattimo, Controreplica. Parlo a Tizio risponde Caio.

Da Alias/domenica,  manifesto del 15 aprile 2012
- Diego Marconi, Inopportuno ricondurre il dibattito sul realismo a questioni ideologiche  (p. 4)
- Stefano Petrucciani, L’eterna sfida è rispondere al nichilismo e scetticismo (p. 4)
- Carlo Sini, Dicono meglio le cose di noi che noi delle cose (continua QUI)(pp. 4-5)
- Rocco Ronchi, La scommessa di una filosofia materialista, che vuole restare fedele all’assoluto (continua QUI) (pp. 5 e 7)
- Mario De Caro, Stare ai dati di fatto non vuol dire assumere il punto di vista di Dio (p. 5)
- Francesco Ferretti, Che il mondo là fuori abbia una sua stabilità indipendente da noi, è solo rassicurante (p. 5)

Pensiero debole vs New realism

13 aprile 2012


occidente sulla graticola

disegno di Emiliano Ponzi

Dopo aver parlato di Maurizio Ferraris e della sua nuova creatura il new realism diamo voce anche a chi non ci sta.
Prima di tutto Gianni Vattimo che ne ha parlato alla Facolta di Lettere e Filosofia di Torino il 19 marzo del 2012 alle ore 18 all’interno di uno dei Lunedì dell’Università dal titolo “La caduta delle ideologie: c′è oggi qualcosa che vale?”

Io sono uno che ha vissuto filosoficamente e anche culturalmente quella che chiamano la stagione del postmoderno di cui oggi alcuni dichiarano la morte ma far morire un post è un po’ difficile quasi fosse immortale essendo dopo, muoiono tutti gli altri si salva solo il post moderno“. Così inizia Vattimo e lo potete ascoltare QUI.

Emiliano Ponzi

Gianni Vattimo ha pubblicato anche un articolo su Alias della domenica dell’8 aprile (giorno di Pasqua). Sul Manifesto  on line c’è un richiamoVattimo contro il «nuovo realismo» di Ferraris.
Tornare al mondo dei fatti? Botta e risposta (con controrisposta) tra i due filosofi sul «Manifesto del nuovo realismo». Per Vattimo si tratta di un’ideologia reazionaria: «Il ritorno della realtà è un ritorno all’ordine. È un supporto ideologico a Monti». Le replica di Ferraris: «No, è il vostro postmoderno che è sfociato in populismo. La decostruzione è naufragata nel realytismo e nelle guerre». E la disputa promette di proseguire INSERTO | ALL’INTERNO
.
Essendo l’8 il giorno di Pasqua l’articolo di Alias/domenica non è presente in nessuna rassegna stampa quindi non so proprio dove cercarlo on line.

E poi Pier Aldo Rovatti,  che nel 1983 dette inizio con Gianni Vattimo a quello che verrà definito, dal titolo del libro, Pensiero Debole, a cui partecipò anche Maurizio Ferraris. Rovatti è intervenuto, il 26 agosto 2011, nella polemica innescata da Maurizio Ferraris, prima con un articolo, L’idolatria dei fatti, sulla Repubblica e poi addirittura con un libro Inattualità del pensiero debole, edito da Forum.
Estratti della sua conversazione con il suo allievo Alessandro Di Grazia vengono riportati, uno dal Piccolo di Trieste e uno dal Messaggero veneto.

Vi metto alcuni link:
- Molto interessante è la conversazione di Pier Aldo Rovatti ospite di Fahrenheit nella puntata del 15 febbraio 2012, la potete ascoltare QUI.
- Pier Aldo Rovatti, L’idolatria dei fatti, Repubblica, 26 agosto 2011
- Andrea Lavazza, Rovatti contro i realisti: se l’etica è «debole», fa la critica al potere, Avvenire, 2 febbraio 2012.
- Massimo Recalcati, Metodo e forza del pensiero debole, La Repubblica, 05 gennaio 2012
- Piero Gelli, Pier Aldo Rovatti. Inattualità del pensiero debole, Linus, 1 gennaio 2012.
- Pier Aldo Rovatti-Alessandro di GraziaRovatti:«Resistere contro i demoni della nuova barbarie», Messaggero Veneto, 6 dicembre 2011.
- Pier Aldo Rovatti-Alessandro di GraziaIl pensiero debole non ha generato il berlusconismo, Il Piccolo, 6 dicembre 2011.

Emiliano Ponzi

New Realism arriva a Bonn

26 marzo 2012

Emiliano Ponzi, Repubblica, 3 settembre 2011

Oggi, dopo gli incontri tenutisi a New York (Il 7 novembre all’istituto italiano di cultura di New York diretto da Riccardo Viale, si è tenuto il convegno On the Ashes of Post- Modernism: a New Realism) e a Torino (4 dicembre 2011 alla fondazione Rosselli.  QUI la locandina) il New realism approda all’Universitàdi Bonn.
Il Prospect for a New Realism durerà dal 26 al 28 marzo.
Programma (o QUI), Poster,
Tutto era iniziato da un articolo (articolo che ora è diventato un libro) di Maurizio Ferraris su Repubblica l’8 agosto 2011, pp. 36-37, Il ritorno al pensiero forte, che cominciava così: “Uno spettro si aggira per l’ Europa. È lo spettro di ciò che propongo di chiamare “New Realism“.
Poi era iniziato un interessantissimo dibattito. Sarebbe troppo lungo fornirvi tutti i link, ma QUI trovate molto materiale pubblicato ad agosto-settembre, e una più ampia rassegna stampa sul blog di Vattimo.

Vi posto la segnalazione del convegno a Bonn apparsa oggi su Repubblica e, di seguito, l’intervento di Umberto Eco a New York, uscito su  Repubblica dell’11 marzo 2012 e prima su Alfabeta2 (georgia)

Il convegno
I filosofi e le prospettive del Nuovo Realismo

BONN – Prospects for a New Realism è il titolo della conferenza internazionale, in programma a Bonn da oggi a mercoledì, che segue i convegni di New York e Torino. Vi prenderanno parte filosofi analitici come Bilgrami, Boghossian, De Caro, Marconi, Putnam, Searle, e continentali come Bojanic, Ferraris, Gabriel, Hogrebe, Kern, Poggi. È una situazione che sarebbe stata difficile da immaginare anche solo pochissimi anni fa, quando le due comunità si guardavano con reciproco sospetto. Quella che si dà appuntamento a Bonn è dunque una filosofia globalizzata, e questo è forse l´aspetto più nuovo del “nuovo realismo”: la capacità di proporre una nuova sintesi in cui convergono molteplici eredità, dal pragmatismo alla decostruzione, dalla filosofia speculativa tedesca alla riflessione ontologica ed epistemologica anglo-americana. La filosofia non è morta, come si diceva una volta, e sembra anzi più viva che mai.
La Repubblica, 26 marzo 2012, p. 53
—————

Il testo di Umberto Eco che qui riproduciamo integralmente è stato scritto in occasione di un convegno a New York che si è tenuto a novembre 2011 sul tema “postmoderno e neorealismo” organizzato da Maurizio Ferraris a cui hanno partecipato filosofi e studiosi internazionali con posizioni diverse sul tema. Il testo è ora pubblicato sul numero di marzo di Alfabeta2  che da molti mesi ospita interventi su questo tema. Il testo di Eco spiega la posizione del “realismo negativo” che si può riassumere nella formula: ogni ipotesi interpretativa è sempre rivedibile ma, se non si può mai dire definitivamente se una interpretazione sia giusta, si può sempre dire quando è sbagliata.

Il dibattito sulla fine del postmoderno: non tutto è interpretazione
Umberto Eco: cari filosofi è l’ora del Realismo Negativo

La risposta postmoderna al moderno è consistita nel volerlo rivisitare con ironia, senza innocenza
Il Realismo Negativo prevede che si possa dire quando un’ipotesi interpretativa è sbagliata
di Umberto Eco

Ho letto in vari siti di internet o in articoli di pagine culturali che sarei coinvolto nel lancio di un Nuovo Realismo, e mi chiedo di che si tratti, o almeno che cosa ci sia di nuovo (per quanto mi riguarda) in posizioni che sostengo almeno dagli anni Sessanta e che avevo esposte poi nel saggio Brevi cenni sull’Essere, del 1985.
(more…)


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